Tu sei qui: Salute e BenessereNel latte delle mamme vaccinate anticorpi che proteggono i neonati dal Covid. Lo studio italiano
Inserito da (Redazione LdA), sabato 12 febbraio 2022 12:06:11
Nel latte delle mamme vaccinate contro il Covid si trasmettono anticorpi IgG specifici che possono proteggere i bambini, anche dopo quattro mesi dalla seconda dose vaccinale. È quanto emerge da uno studio dell'Irccs materno infantile "Burlo Garofolo" di Trieste i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista 'Vaccines'.
«Abbiamo colto l'occasione - spiega Giuseppe Ricci, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica - della presenza di tante donne in età fertile vaccinate precocemente perché lavoratrici della sanità. La recente pandemia sta infatti richiedendo proprio a loro un grosso sforzo lavorativo associato a preoccupazioni per la propria salute e per quella dei loro bambini. Lo studio, poi, è stato esteso anche ad altre mamme della nostra città. Per le donne la ripresa del lavoro, infatti, spesso si associa alla scelta se e come proseguire l'allattamento ed era quindi importante capire se e come gli anticorpi indotti dal vaccino nelle neomamme persistessero nel latte materno e potessero, quindi, trasmettersi ai neonati».
Lo studio condotto al Burlo si è protratto nel tempo, confermando la presenza nel latte di anticorpi IgG specifici anche dopo quattro mesi dalla seconda dose vaccinale.
«Le IgG sono immunoglobuline - chiarisce ancora Ricci - cioè anticorpi che esplicano la loro azione di difesa dalle malattie attraverso il sistema ematico. In generale, era già nota la presenza delle IgG nel latte materno, ma non si sapeva se quelle prodotte in seguito alla vaccinazione contro il Covid fossero a loro volta presenti. Lo studio attuale lo conferma: le IgG anti-Covid prodotte dal vaccino sono presenti nel latte materno. La cosa è particolarmente rilevante dato il loro ruolo cruciale nell'immunità neonatale».
Dallo studio del Burlo emerge che dopo la prima dose di vaccino questi anticorpi sono prodotti in buona quantità e si ritrovano sia nel siero materno sia nel latte, per poi calare rapidamente, riaumentare dopo la seconda dose e persistere nel tempo. La conferma della presenza delle IgG nel latte a distanza anche di quattro mesi dal vaccino, certificata dalla ricerca dell'Irccs triestino, ha indotto molte donne a protrarre l'allattamento al seno.
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