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Territorio e Ambiente

Un Green New Deal per la Costiera Amalfitana: la lettera aperta alle istituzoni locali

Scritto da (redazionelda), lunedì 5 ottobre 2020 11:55:57

Ultimo aggiornamento martedì 6 ottobre 2020 07:17:38

 

La Costiera Amalfitana, iscritta nella World Heritage List dell'UNESCO (WHL) dal 1997, nella categoria "Cultural Landscape", costituisce un Paesaggio Culturale tipico del Mediterraneo che rischia di essere irrimediabilmente compromesso dall'uomo attraverso incuria, dissesto idrogeologico, opere inutili, dannose e parcellizzate, sovraffollamento, traffico e uso insostenibile della Statale 163, speculazione edilizia, incendi.

È avvertita con sempre maggiore evidenza la necessità di avviare una fase di discussione, approfondimento e studio sul tema di fondo "Quale Costiera?".

La sintesi e l'essenza di Costiera è nella definizione e classificazione che ne fa l'UNESCO World Heritage Center, "un mirabile esempio di paesaggio antropizzato mediterraneo, di eccezionale valore scenico naturale e culturale, risultato della sua drammatica orografia e dell'evoluzione storica".

Il neonato Comitato Tuteliamo la Costiera amalfitana ha inviato una lettera aperta alle Istituzioni locali e regionali per evidenziare come sia necessario e indifferibile che la classe politica locale, sollecitata anche dai cittadini, si possa rendere protagonista di un Green New Deal per la Costiera amalfitana al fine di promuovere un nuovo e condiviso modello sociale ed economico, nella comune consapevolezza che la tutela della bellezza paesaggistica e ambientale rappresenta la strada maestra su cui fondare lo sviluppo sostenibile del territorio.

La lettera aperta

Ai Sindaci e ai Consigli Comunali della Costiera Amalfitana

Al Presidente della Conferenza dei Sindaci della Costiera amalfitana

Al Presidente della Comunità Montana Monti Lattari

Al Presidente Ente Parco Monti Lattari

Regione Campania

Al Presidente

All'Assessore all'Ambiente

All'Assessore all'Urbanistica e Governo del Territorio

 

La situazione in Costiera amalfitana relativa al territorio, al suo habitat naturale, paesaggistico e culturale è oramai non più sostenibile.

Non è più sostenibile dal punto di vista turistico a seguito dei grandi numeri che interessano arrivi e presenze, soprattutto da escursionismo giornaliero, che mettono in forse i servizi fondamentali del territorio.

Come anche non è più sostenibile l'attuale gestione della SS 163 amalfitana, o meglio l'indifferenza dei poteri pubblici locali che preferiscono l'inattività a scelte radicali sui flussi di traffico per evidenti motivi di mantenimento del consenso.

A questo si aggiungono i frequenti e devastanti incendi che minano sempre di più la fragilità propria del territorio, incentivati da quello che appare come un articolato disegno criminoso che coinvolge, oltre che la Costiera, l'intera regione.

Risulta insostenibile e inspiegabile anche il perenne ricorso a pratiche emergenziali per affrontare il dissesto idrogeologico sempre più evidente negli eventi franosi che si verificano ormai quasi ad ogni temporale. Smottamenti di terrazzamenti abbandonati, crolli di falesie, colate di fango (che originano da terreni incendiati) sono eventi che denunciano una fragilità che va affrontata con interventi di prevenzione e monitoraggio e non più con l'emergenza.

Infine la questione aperta delle grandi opere pubbliche in corso di progettazione e realizzazione, con la galleria "Minori - Maiori" e l'opera di collettamento dei reflui urbani dei comuni del Centro costa con l'impiego del grande spazio verde del Demanio di Maiori, ad alta vocazione naturalistica, come area per la depurazione fognaria; si ignora, senza documentare la scelta, il progetto alternativo e meno impattante dell'Ausino di una condotta sottomarina Maiori-Salerno, con collegamento al depuratore del capoluogo.

Si avverte perciò, con sempre maggiore evidenza, la necessità di avviare una fase di discussione, approfondimento e studio sul tema di fondo "Quale Costiera?"

È guardando al suo territorio e alla sua morfologia e alla storia che si trovano i principi ispiratori dell'azione di oggi che ne chiede la tutela e conservazione del suo patrimonio generale con l'impiego di opere poco invasive, sostenibili, integrate con il paesaggio urbano e naturale, rispettose delle leggi.

Il nostro punto di vista in materia proviene da un osservatorio privilegiato dei suoi abitanti, insediato sul territorio, e preferisce una mobilità del mare a quella attuale, terrestre e di penetrazione della SS.163, con l'utilizzo alternativo delle strade trasversali di valico, Chiunzi e Agerolina, e la realizzazione di vettori meccanici tra zone alte e centri di costa con parcheggi alle porte d'ingresso e un trasporto pubblico su terra, del tipo green di ultima generazione; la SS. 163 amalfitana scaricata completamente dal traffico pesante di pullman turistici e merci (hub agli ingressi) e, guardando al futuro, una sua trasformazione ed evoluzione naturale, in "strada storica amalfitana", così completamente recuperata alla sua funzione primaria e paesaggistica di collegamento tra Salerno/Vietri sul Mare e Positano/Punta Campanella/Sorrento, tra le più belle "roads" al mondo.

È una visione di "Costiera" che rinvia ad una nuova mobilità e ad un sistema di piccoli interventi e non grandi opere, se non agli accessi, con parcheggi di interscambio / hub e vettori di collegamento tra la zona alta e il mare con la dotazione delle infrastrutture di approdo nei centri sforniti, al posto di tunnel e varianti alla SS 163 che tendono a sovraccaricare ancora la linea terrestre di costa e che possono solo irrimediabilmente sconvolgerne l'assetto idrogeologico già fragile, non solo alimentando il traffico e l'uso privato dell'auto ma anche ivi giustificando altri parcheggi. È una soluzione che sarebbe da preferire anche per una ragione, non da meno, di costi e risparmio delle risorse pubbliche.

Il tutto nel quadro di un turismo sostenibile ed equilibrato che, invece di sovraccaricare soltanto i centri urbani e balneari, si distribuisca su una offerta diversificata per segmenti e periodi, soprattutto di bassa stagione, ma anche con un orientamento dei flussi verso i centri alti e interni della costa.

Questa esigenza di riequilibrio dell'offerta deve porre una giusta attenzione ai settori dell'agricoltura e dell'artigianato integrandoli nell'economia primaria; ed è soprattutto il settore privato chiamato alla condivisione delle "scelte".

Pensiamo sia maturo, inoltre, rispetto alla situazione limite, introdurre nel dibattito, in tema di conservazione - qualificazione del territorio e qualità dell'offerta turistica mondiale, l'idea di Costiera come "isola" in terraferma.

La sintesi e l'essenza diCostieraè nella definizione e classificazione che ne fa l'UNESCO World Heritage Center, "un mirabile esempio di paesaggio mediterraneo, di eccezionale valore scenico naturale e culturale, risultato della sua drammatica orografia e dell'evoluzione storica".

La Costiera Amalfitana, iscritta nella World Heritage List dell'UNESCO (WHL) dal 1997 nella categoria "Cultural Landscape", costituisce appunto un Paesaggio Culturale tipico del Mediterraneo che rischia di essere irrimediabilmente compromesso dall'uomo attraverso l'incuria, il dissesto idrogeologico, le opere inutili, dannose e parcellizzate, il sovraffollamento, il traffico e l'uso della SS163, la speculazione edilizia, gli incendi.

Questa visione di Costiera non è "nostalgico ambientalismo", teso ad ingessare l'esistente, quanto piuttosto l'esigenza di un approccio razionale di sostenibilità che, tutelando il paesaggio, ne promuova la valenza ambientale ed economica.

Si comincia ad avvertire l'evidente necessità di un nuovo modo di fare governo del territorio, ispirato alla sostenibilità degli interventi, che guardi alla Costiera amalfitana nella sua complessità e generalità; si intravede l'esigenza di un cambio di paradigma nella politica, la necessità di una strategia ‘territoriale' di governo e di una nuova visione, con una prospettiva a lungo termine, omogenea rispetto ad obiettivi e interventi sull'intero territorio.

Si delinea ormai nella società civile un deciso NO alla tattica breve del campanile e delle grandi e piccole opere spesso scollegate da una visione generale di pianificazione.

Crediamo che un cambiamento della politica possa partire dal basso attraverso la propensione e la cura dei cittadini, delle imprese, della cultura e del mondo del lavoro per la propria terra.

Lo dobbiamo soprattutto ai giovani di oggi e alle future generazioni.

Anche per questa visione prospettica per e verso le giovani generazioni, la tutela ambientale potrebbe coniugarsi con un grande e unico progetto di innovazione tecnologica che possa aiutare la Costiera Amalfitana a collocarsi, già da ora nel futuro, con le infrastrutture digitali; prima di tutto con la fibra e la banda larga su tutto il territorio.

Un balzo in avanti che, coniugando ambiente e tecnologia, possa migliorare la qualità di vita dei residenti e consentire ai visitatori di beneficiare di un bene comune che è patrimonio dell'intera Umanità, senza per questo causare impatti antropici insostenibili; un'idea progettuale di Smart Community quale vero e proprio volano tecnologico per il distretto "Costiera Amalfitana" per qualità di vita e comunicazioni con il mondo.

Ci rivolgiamo al mondo della politica, ai Sindaci innanzitutto e alla Regione Campania nelle persone del Presidente e degli Assessori competenti, per avviare un percorso virtuoso di governance del territorio per mezzo dell'ascolto dei cittadini e della rete associativa avvalendosi dei Comuni, promuovendo un'attività di confronto territoriale in tema di tutela dell'ambiente, del paesaggio e degli interventi sostenibili.

La Costiera amalfitana ha già la disponibilità di uno strumento per una efficace gestione della sua principale risorsa, del paesaggio culturale, con il coinvolgimento di tutti gli attori locali, nella trasparenza e attenzione alla relazione uomo-territorio e alla sostenibilità sociale; infatti, dopo l'iscrizione nel 1997 della Costiera nella WHL UNESCO, fu stipulato un protocollo d'intesa tra vari enti per la redazione di un Piano di Gestione Sito Unesco.

Il Piano di Gestione Sito Unesco Costiera Amalfitana può costituire un punto di partenza focale e determinante verso un percorso virtuoso di governance del territorio nel suo complesso.

Esso attualmente è in fase di approvazione presso la Comunità Montana dei Monti Lattari.

Sarebbe utile se i Comuni, in concorso con gli altri Enti preposti in materia, avviassero, rispetto alle esigenze dell'oggi, una campagna di ascolto e confronto territoriale sul tema trattato per addivenire ad una sintesi del fabbisogno della Costiera in opere sostenibili con ambiente e paesaggio urbano, da proporre alla Regione ed agli altri organi ed enti territoriali come modifica al PUT (LR 35/1987).

Infine, emerge da tutto questo la necessità, pur se ancora non espressa dalla politica, di un ente sovracomunale che possa essere rappresentativo delle comuni esigenze di gestione e programmazione del nostro territorio, unificato non solo a livello geografico dal toponimo "Costiera amalfitana".

Auspichiamo che, in una prospettiva di medio termine, si inizi ad affrontare il tema dell'Unione di Comuni della Costiera amalfitana, unico soggetto giuridico-istituzionale previsto dalla vigente normativa che può essere capace di esprimere, quale diretta emanazione delle comunità locali, la necessaria unità territoriale per gli indirizzi generali di governo; per questo obiettivo di prospettiva confidiamo che la Conferenza dei Sindaci possa diventare il principale motore propulsivo per lo studio e la promozione di questa possibile soluzione di governance territoriale. Si pensi soprattutto alla gestione comune di settori specifici come la tutela ambientale e il dissesto idrogeologico, il controllo e la prevenzione incendi, la programmazione urbanistica ,la mobilità e i parcheggi.

~~~ . ~~~

Sulla base di queste considerazioni proponiamo alla Loro attenzione quanto segue:

  • L'approvazione in tempi brevi del "Piano di Gestione Sito Unesco Costiera Amalfitana"al fine di realizzarne gli obiettivi, cioè dotare la Costiera di uno strumento tecnico-scientifico che possa permetterne l'adeguamento alle direttive dell'UNESCO e rispetto al quale le Amministrazioni locali dovrebbero poi adattare e coordinare le scelte di governo unitario del territorio.
  • L'avvio di una campagna di ascoltoe confronto sul territorio e in tutti i centri della Costiera amalfitana, rivolta ai cittadini in senso lato, al mondo dell'impresa, del lavoro e delle professioni, alle Associazioni del territorio e al mondo della cultura, promossa dai Comuni e in concorso con gli altri Enti che si occupano di programmazione territoriale, in primis con la Regione Campania, per sintetizzare uno studio, anche tecnico, del nuovo fabbisogno della Costiera amalfitana, in opere e interventi, compatibile con il suo valore ambientale - naturale e paesaggistico - urbano che sia approvato nei rispettivi Consigli comunali dell'area e sia presentato alla Regione Campania e ai Gruppi politici del Consiglio regionale come proposta di modifica al P.U.T. (LR 35/1987) dell'area della Costiera Amalfitana, da approvare in legge regionale.

In conclusione, con questo breve documento vogliamo condividere con i cittadini e le istituzioni la nostra ferma convinzione che sia necessario e indifferibile "riattivare il processo storico di adattamento compatibile del territorio ai bisogni in evoluzione della comunità al fine di conseguire lo sviluppo compatibile del sistema comunità-territorio Sito UNESCO Costiera Amalfitana". (dal P.d.G.)

Il nostro auspicio è che la classe politica locale, sollecitata dai cittadini, si possa rendere protagonista di un Green New Deal per la Costiera amalfitana al fine di promuovere un nuovo e condiviso modello sociale ed economico, nella comune consapevolezza che la tutela della bellezza paesaggistica e ambientale rappresenta la strada maestra su cui fondare lo sviluppo sostenibile del territorio.

Per parte nostra ci dichiariamo già a disposizione.

4 ottobre 2020 Comitato "Tuteliamo la Costiera amalfitana"

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