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Storia e Storie

Vittorio Benigno, un patriota ravellese nella lotta di liberazione nazionale

Scritto da Salvatore Amato (redazione), domenica 16 maggio 2021 13:19:04

Ultimo aggiornamento domenica 16 maggio 2021 13:21:38

di Salvatore Amato

A seguito dell'emanazione del Decreto-legge luogotenenziale del 21 agosto 1945, n. 518, vennero stabiliti criteri precisi per la concessione della qualifica di partigiano "caduto", "combattente", "invalido" o "mutilato" e di quella di "patriota" per tutti coloro che, tra il 1943 e il 1945, avevano «collaborato o contribuito attivamente alla lotta di liberazione, sia militando nelle formazioni partigiane per un periodo minore di quello previsto, sia prestando costante e notevole aiuto alle formazioni partigiane».

Il carteggio prodotto per l'esecuzione del provvedimento diede origine all'Archivio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani, che conserva la documentazione prodotta dalle Commissioni istituite nell'immediato dopoguerra (1945 e 1948) e dalla Commissione unica nazionale istituita nel 1968. Il fondo archivistico era conservato presso il Ministero della Difesa, che lo ha versato all'Archivio Centrale dello Stato negli anni 2009-2012.

Per rendere accessibile ai ricercatori e a un ampio pubblico le schede relative alle richieste di riconoscimento delle qualifiche partigiane, nel 2017 la Direzione Generale Archivi ha assegnato all'Istituto Centrale per gli Archivi un finanziamento al fine di avviare un progetto che prevedesse la schedatura e la riproduzione in digitale della serie delle schede riassuntive che gli uffici delle Commissioni avevano prodotto.

L'esito di tale attività è stata la pubblicazione, nel dicembre 2020, del portale "I partigiani d'Italia" (www.partigianiditalia.beniculturali.it/) nel quale, previa registrazione gratuita, è possibile accedere ai dati e alle riproduzioni digitali delle schede originali delle commissioni Campania, Emilia-Romagna, Estero, Lazio, Liguria, Lombardia (parzialmente), Marche, Piemonte, Toscana (parzialmente), Umbria.

Sulla base di una verifica condotta nella banca dati indicando quale luogo di nascita Ravello, allo stato attuale della pubblicazione delle schede ci si è imbattuti nel nome di Vittorio Benigno.

Nato l'11 ottobre 1920 da Achille e Carmina Maltese, si era arruolato in Marina presso il compartimento marittimo di Salerno il 20 giugno 1939 per la ferma di 28 mesi con la classifica di Marò SV. Lasciato in congedo illimitato provvisorio in attesa dell'avviamento alle armi, il 25 giugno 1940 raggiungeva il Corpo Reali Equipaggi di Marina di Taranto, dove verosimilmente si formò come disegnatore meccanico navale.

Con tale qualifica tecnica e con il grado di sergente risultava all'8 settembre 1943. Contribuiva alla lotta di liberazione in Piemonte, dal 20 marzo al 7 giugno 1945, combattendo nella sesta brigata della divisione "Bruno Buozzi" con funzioni di patriota.

Dalle notizie fornite dal nipote Achille, per ben 38 anni ha lavorato in Fiat, terminando la carriera lavorativa con il ruolo di Capo ufficio. Padre di tre figli: Achille, Roberto e Aurelio, Vittorio Benigno era molto impegnato nella fraternita domenicana della parrocchia di santa Maria delle Rose di Torino, dove aveva fatto la sua professione l'8 dicembre 1958, assumendo il nome di fra Domenico. Priore della fraternita e membro del consiglio provinciale del laicato domenicano della provincia di san Pietro martire, nella sua parrocchia era stato ministro straordinario dell'eucaristia e confratello della Conferenza di san Vincenzo. Nel periodo in cui iniziava il suo ministero laicale nell'ordine domenicano, conobbe il futuro Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi di Amalfi, Angelo Raimondo Verardo.

L'impegno civile e l'operosa esistenza gli valsero anche le onorificenze di Commendatore, il 2 giugno 1980, e quella di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 1984.

Figura poliedrica, si dedicò anche alla pittura, appresa dall'artista pugliese Domenico De Vanna e dal russo Vasilij Necitailov - amico del padre Achille -, che scelse di vivere nella località San Martino di Ravello dal 1940.

Vittorio Benigno moriva il 20 giugno 2007, all'età di 86 anni.

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