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Storia e Storie

"Mamma Avvocata", storia di devozione e tradizione in Costiera Amalfitana

Scritto da (redazione), domenica 23 maggio 2021 20:14:24

Ultimo aggiornamento domenica 23 maggio 2021 21:04:51

di Gabriele Cavaliere

"Mamma Avvocata" per molti, Sorella Madonna per altri: è la protettrice di Maiori!
Una devozione lunga secoli che intreccia paganesimo e cristianesimo, conditi da una ritualità profonda che trova la sua massima espressione nella "tammorriata"

La chiesetta che domina il golfo di Maiori rappresenta uno tra i luoghi più cari ai Maioresi, soprattutto a quelli sparsi per il mondo...ma non solo per loro, come vedremo più avanti. Da maggio ad ottobre, la terza domenica del mese, nella piccola chiesa si celebrano le sante messe e il lunedì dopo la Pentecoste il Monte Falerzio, sul quale sorge la chiesa, diviene meta di pellegrinaggio da parte dei devoti.

LE ORIGINI DEL CULTO

Pare che nel novembre del 1485 un pastore di Maiori, Gabriello Cinnamo, guidato da una colomba, scoprì nella parete del Monte Falerzio un'ampia caverna. L'uomo decise di adibire l'antro a ricovero per se e per i suoi animali e fu così che, mentre riposava, gli venne in sogno la Madonna, che gli chiese di erigere in quel posto un altare.

Fu così che Cinnamo, ritiratosi a vita eremitica, in quella che in seguito verrà ribattezzata "Grotta delle Apparizioni" edificò l'altare e, nel 1503, con il placet di Papa Leone X e l'aiuto di alcuni devoti, sul pianoro sovrastante la grotta diede inizio alla costruzione della chiesa, che intitolò a Maria SS.ma dell'Avvocata.

Seguirono la costruzione del campanile e di un piccolo romitorio che nel 1687 vennero affidati ai Padri Camaldolesi di San Romualdo, i quali avevano già fondato l'eremo di Astapiana a Vico Equense e di San Giacomo a Capri. I "Padri Bianchi" ampliarono la chiesa e i locali annessi, dotandoli di una fornitissima biblioteca. Nel 1807, tuttavia, per effetto delle leggi napoleoniche, i monaci furono allontanati e la chiesetta prima adibita a presidio militare, ed in seguito abbandonata. Stessa sorte toccò alla Grotta delle Apparizioni e alle terre circostanti, che finirono poi incamerate al Demanio dello Stato.

Con il passare degli anni le intemperie, però, ed un incendio, distrussero ciò che rimaneva degli edifici che, insieme alla cappella nella grotta rimasero in stato di completo abbandono fino al 1888. In quell'anno, infatti, il devoto Antonio Manzi riscattò il fondo dagli attuali proprietari e ne iniziò il restauro. L'altare nella Grotta delle Apparizioni, che presenta affreschi raffiguranti la Vergine, la Madonna dell'Annunziata e l'Arcangelo Gabriele e della cena degli Apostoli circondata da angioletti, reca impressa, infatti, l'iscrizione: "Restaurata nel MDCCCLXXXX".

Lentamente riprese vigore un devozione mai completamente sopita e che anzi, nel corso del tempo è andata fortificandosi sempre più. Oggi il Santuario è gestito dai monaci benedettini dell'Avvocatella di Cava, di cui Padre Gennaro Lo Schiavo è stato rettore ed esorcista sino al marzo 2021, l giorno della sua dipartita avvenuta a causa dell'infezione da Covid-19 e quest'anno, ancora per effetto delle disposizioni anti Covid-19, la processione non verrà celebrata.

 

LE FESTA

Ogni anno, il lunedì dopo la Pentecoste, centinaia di fedeli provenienti da tutti i Comuni della Costa, da Cava de' Tirreni, e dai paesi dell'Agro nocerino sarnese scalano gli 827 metri che conduco al santuario, (la vetta del Monte Falerzio detto anche Monte Avvocata, tocca i 1014 metri, il Santuario è collocato su un pianoro posto più in basso rispetto alla cima), per testimoniare una fede trasmessa di generazione in generazione.

A mezzogiorno si svolge la suggestiva processione che reca la statua della Madonna Avvocata sotto una pioggia di petali di rosa e al suono ininterrotto delle campane - è usanza che ogni pellegrino esegua qualche rintocco - inneggiando Evviva Maria, Evviva!

La festa, che secondo un'antica tradizione dovrebbe iniziare il giorno prima, ovvero la domenica di Pentecoste, dopo la processione continua con la festa "profana", celebrata a base di buon cibo e al ritmo incessante delle tammorre.

 

LA TAMMURRIATA
Nella tradizione campana la Festa dell'Avvocata rientra nel ciclo delle "Sette Sorelle", le sette Madonne cui tra febbraio e settembre vengono tributate feste grandiose...a suon di tammorra!

S'inizia il 2 febbraio con la Festa della Madonna di Montevergine "Mamma Schiavona", Seguono poi:

la Festa della Madonna dell'Arco il Lunedì in Albis a Santa Anastasia (NA)

la Festa della Madonna delle Galline la Domenica dopo Pasqua a Pagani (SA)

la Festa della Madonna di Castello il 3 Maggio a Somma Vesuviana (NA)

la Festa della Madonna dei Bagni la Domenica dell'Ascensione a Scafati (SA)

la Festa della Madonna dell'Avvocata il Lunedì dopo Pentecoste a Maiori (SA)

la Festa della Madonna di Materdomini il 14 Agosto a Nocera Superiore (SA)

ancora la Festa della Madonna di Montevergine il 12 Settembre a Montevergine (AV),l'unica che viene festeggiata due volte nel corso dell'anno.

 

Una devozione quella delle Sette Sorelle lunga secoli, che intreccia paganesimo e cristianesimo, e che da vita ad una ritualità fortissima ed indissolubile che trova la sua massima espressione nella "tammorriata" una danza estatica che si svolge al ritmo trascinante delle tammorre, i grandi tamburelli percossi dai componenti la "paranza" dei tammorrari (i suonatori) da antichi canti e dal suono del "sisco", che in origine, presso i Romani, era costituito dal flauto doppio.

Tradizionalmente si possono distinguere vari stili di tammorriate: la Tammorriata Paganese, tipica di tutto l'Agro Nocerino, la Tammorriata Giulianese, quella di Terzigno ed infine la nostra, che potremmo definire "Maiorese", che si caratterizza per il numero non definito dei suonatori che percuotono il proprio strumento per molte ore. Si dice che il numero di tammorre non conta, anzi più ce ne sono meglio è...

I danzatori, poi, a coppie, e muniti di "castagnette" (un tipo di nacchere), svolgono la danza rituale, carica di forza ed erotismo, e di una certa violenza, una pratica al limite del guerresco potremmo definirla, che cerca di invadere e conquistare lo spazio occupato degli altri danzatori. Questi ultimi, senza mai smettere di danzare e battere le castagnette possono assecondare l'aggressione oppure contrattaccare. Ed è in quest'ultimo caso che prende vita la parte più suggestiva della danza, che si manifesta nell'intreccio delle gambe tra un "duellante" e l'altro.

Questa danza è un ringraziamento alla Vergine che, da "Avvocata", protegge la vita degli abitanti di questa Costa "montuosamente marina", che dalla notte dei tempi li ha costretti alla dura lotta per la sopravvivenza tenendo "un piede in barca e l'altro in vigna" oppure, come personalmente preferisco definirla, conducendo la vita "della Volpe Pescatrice"...

Foto: Agostino Criscuolo

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