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Sanità

Gli ospedali fantasma della Costa d'Amalfi

Scritto da (redazione), martedì 17 novembre 2020 11:02:42

Ultimo aggiornamento martedì 17 novembre 2020 16:04:45

di Nicola Amato*

Dopo le polemiche di questi giorni sulla titolarità nella gestione del presidio ospedaliero Italia Giordano di Castiglione, un breve escursus personale e non esaustivo sulle tante promesse, mai mantenute, di dare un ospedale ai cittadini e turisti della Costa d'Amalfi.

Concepito negli anni 50 e ultimato alla fine degli anni ottanta, in località Pogerola di Amalfi nasce l'Ospedale San Michele, una struttura su 5 livelli, costata decine di miliardi delle vecchie lire, per la cui messa in esercizio furono banditi ed espletati diversi concorsi per primari, personale medico e paramedico.

Una struttura, inizialmente pensata come sanatorio, costruita in una delle località più incantevole della costiera amalfitana, non facilmente accessibile, ma comunque realizzata e immaginata per dotare il territorio di una struttura ospedaliera.

Necessità divenuta ancor più pressante dopo le polemiche seguite alla morte dell'illustre poeta Salvatore Quasimodo avvenuta nel 1968.

A tal riguardo il giornalista e scrittore prof. Giuseppe Liuccio, nel suo saggio "Quasimodo Amalfitano", nel raccontare quei drammatici momenti precedenti la morte del poeta riporta il contenuto di una telefonata di rimprovero proveniente dalla Presidenza della Repubblica: "Perché non lo ha ricoverato in uno degli ospedali di Amalfi? mi tuonò una voce autorevole. Ed io, con la morte nel cuore, a precisare garbato ma fermo: "Ad Amalfi e nella costa non ci sono ospedali e neppure un pronto soccorso attrezzato. E lei dovrebbe saperlo".

Effettuati i concorsi alcuni medici operarono piccoli interventi chirurgici, successivamente, complice forse la riforma del 1992 del servizio sanitario nazionale e la limitazione dei posti letto (inferiori a 100), il personale medico e paramedico già assunto fu spostato in altri presidi ospedalieri regionali.

Eppure la struttura, a ben leggere e vedere i vari servizi televisivi e giornalistici (Report, Striscia la notizia, giornali nazionali e locali, giornali on line, etc.) nonchè interrogazioni parlamentari e una commissione di inchiesta del Senato, risultava dotata di sale operatorie, di ambienti per la terapia intensiva, di molte stanze per la degenza, di apparecchiature all'avanguardia e di tutti i servizi previsti in regime ospedaliero.

Ma tutto questo non è bastato affinchè la struttura entrasse in funzione!

 

E' rimasto lo scempio, l'abbandono, uno spreco immane, una vergogna assoluta («Una vergogna mondiale» A. De Luca), il fallimento della politica sanitaria per un territorio che nel periodo estivo conta centomila presenze giornaliere tra residenti e turisti.

 

Ciò nonostante oggi con l'utilzzo dei fondi del M.E.S., questa struttura potrebbe essere recuperata al fine di creare un presidio ospedaliero di eccellenza in rapporto al territorio, reinvestendo nella sanità per il bene dei cittadini!

Alla fine degli anni ottanta l'attenzione della politica per un presidio sanitario costiero è rivolta alla Casa dei Bimbi Irpini di Italia Giordano, in località Castiglione di Ravello. Quella struttura, in disponibilità del Comune di Ravello, viene riconvertita in struttura sanitaria con prestazioni ambulatoriali e ospedale di primo soccorso.

Lo stesso pronto soccorso, ritenuto oggi esempio virtuoso di efficienza e organizzazione (lo si rileva dalla relazione annuale sulla performance stilata dall'Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno) fu dotato di posti letto per la chirurgia generale e terapia intensiva.

Pur tuttavia, con decreto commissariale n. 17 del 16.03.2011 il presidente regionale Stefano Caldoro, nel trasferire il presidio ospedaliero dall'Asl all'Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggio D'Aragona di Salerno stabilisce la disattivazione, presso il predetto presidio, di tutte le funzioni di ricovero, con la conseguente soppressione dei posti letto, con particolare riferimento ai posti letto della chirurgia generale e della terapia intensiva, e, la riconversione in una struttura polifunzionale per la salute (SPS).

Passano gli anni...

Con decreto del Commissario ad acta (presidente Vincenzo De Luca) per l'attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del SSR Campano n. 103 del 28.12.2018, pubblicato sul BURC n.2/2019, ad oggetto: Piano Regionale di programmazione della rete ospedaliera ai sensi del D.M. 70/2015 - Aggiornamento di dicembre 2018, alla pagina 125 leggiamo che:

-Il modello programmato complessivamente dal presente Piano, propone una organizzazione in rete in grado di realizzare un processo di razionalizzazione delle prestazioni ospedaliere, una comunicazione con il territorio con l'obiettivo di spostare il baricentro delle cure, ed elevare la qualità e l'appropriatezza dei servizi offerti.

Sono previsti alcuni Ospedali in zone particolarmente disagiate.

-Essi rispondono a particolari esigenze territoriali, oro-geografiche, di comunicazione, di ciclicità assistenziale legata a fenomeni turistici, esigenze che esigono comunque una risposta assistenziale in emergenza/urgenza finalizzata ad una presa in carico del paziente. In tale sede viene garantita un'attività di pronto soccorso, con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto: l'accesso in urgenza/emergenza, l'osservazione, la stabilizzazione, la cura ove compatibile, o il trasferimento secondario ove necessario.

-Andranno qui predisposte, a cura delle ASL di appartenenza, modalità di presa in carico, procedure di assistenza e percorsi atti a garantire i trasferimenti in emergenzaurgenza.

-Tali presidi sono previsti nelle sedi di seguito elencate:

... 3. Castiglione di Ravello (già presidio della AOU Ruggi): è previsto un ospedale con pronto soccorso e con 20 posti letto di medicina.

 

Allora, ci si domandava, l'ospedale non sarà più un miraggio?

Eppure dando uno sguardo alla deliberazione della Giunta regionale n.474 del 3.11.2020, complice anche la situazione emergenziale, sembra che la storia si stia ripetendo.

Pur non essendo un addetto ai lavori in campo sanitario, non ritengo che il problema sia quello dello scippo, del passaggio cioè della struttura di Castiglione dall'Azienda Universitaria all'Asl (il decreto commissariale 103/2018 già lo prevedeva senza che ci fosse stata un'alzata di scudi!), quanto all'utilizzo immediato del terzo piano della struttura, di per se idoneo sia strutturalmente che logisticamente per crearvi un Covid Hospital, con diversi posti letto, visto che l'unità di crisi regionale ha programmato un ulteriore potenziamento dell'offerta di posti letto della rete COVID pubblica e privata anche attraverso la riconversione,nelle strutture pubbliche, di tutti i reparti per i quali si è provveduto alla sospensione delle attività di ricovero in elezione.

Purtroppo, nel provvedimento regionale si legge che il presidio ospedaliero Italia Giordano di Castiglione di Ravello è dotato di soli (e la storia si ripete) 20 posti letto di Medicina Generale ed è allestito anche allo scopo di garantire prestazioni ambulatori alla popolazione che insiste in un territorio non agevolmente collegato con le altre strutture ospedaliere, pertanto ha una configurazione che lo rende più idoneo ad essere gestito nel contesto di una Azienda Sanitaria Territoriale piuttosto che essere funzionalmente collegato ad una Azienda Ospedaliera Universitaria oggi anche strategica nel nuovo piano di regionale di riorganizzazione e potenziamento della rete ospedaliera campana per la gestione dell'emergenza da COVID -19.

La speranza per noi mortali cittadini della costiera è che questa modifica della programmazione della rete dei presidi ospedalieri della macro area della Provincia di Salerno con la quale il Presidio Italia Giordano di Castiglione di Ravello è stato collegato tra i presidi ospedalieri che afferiscono all'Azienda Sanitaria Locale di Salerno ad invarianza di posti letto e della relativa disciplina accelleri le procedure per dare un ospedale al territorio, anche se di comunità.

Sarà così, o l'ennesima illusione?

*consigliere comunale di Ravello

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