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Politica

L'INTERVISTA

Emergenza Covid Costiera Amalfitana, Elvira D’Amato: «La politica si avvalga delle migliori professionalità del territorio per coordinamento unico»

Scritto da (redazione), martedì 27 ottobre 2020 18:08:11

Ultimo aggiornamento giovedì 28 gennaio 2021 19:26:00

L'epidemia da Covid sta oramai dilagando in Costa d'Amalfi, luogo che si immaginava immune al virus come accaduto miracolosamente per la prima fase. Ma la situazione è precipitata ovunque e irrimediabilmente anche nella Divina Costiera. Tante le carenze, a partire dai ritardi dalle comunicazioni su positivi e guariti, confuse ed incomplete. Tamponi somministrati con giorni di ritardo e risultati ancora più tardivi da parte di Asl e Comuni, con i Sindaci della Costiera che da tempo non dialogano attraverso la Conferenza. Il delegato alla Sanità, Andrea Reale, ha annunciato l'istituzione dell'USCA (Unità Speciale di Continuità Assistenziale) intercostiera dal 1° novembre nei locali del Porto di Maiori. Ma non sembra esserci una programmazione seria, si naviga a vista. Si fa la conta giornaliera del numero dei nuovi contagi, Comune per Comune, sui assicura che è in corso la catena dei contatti, si ordinano i tamponi e si chiede di restare a casa. Di sicuro c'è bisogno di un'inversione di rotta e per farlo di una programmazione e di una organizzazione collaudata, che veda in campo le migliori energie del territorio. Una di queste è senza dubbio Elvira D'Amato, che fino allo scorso anno ha ricoperto, a Roma, il ruolo di Questore aggiunto, già responsabile del Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line e al cyber-bullismo presso il Servizio di Polizia postale e delle comunicazioni. Attualmente è capogruppo di minoranza del Comune di Maiori e attende una chiamata dal sindaco Capone che domenica sera aveva annunciato il coinvolgimento delle minoranze per la risoluzione delle criticità. Elvira D'Amato, che nella sua carriera lavorativa in polizia ha superato numerose emergenze, ha le idee chiare. Noi l'abbiamo intervistata.

 

Dottoressa D'Amato, Maiori è il comune della Costiera che conta il maggior numero di contagiati in Costiera. Numeri destinati, purtroppo, ad aumentare. Tutto così all'improvviso...

In piccole comunità come sono i nostri paesi la pandemia sembrava lontana, non era successo niente nella scorsa tornata, l'estate è passata come al solito con l'assalto dei turisti a contendersi la spiaggia quasi per niente accessibile ai cittadini.

Poi è arrivato all'improvviso l'autunno e altrettanto repentinamente sono arrivati i tamponi... ma in tanti ancora non ci si crede che la pandemia sia anche tra noi, sembra ancora roba di altri luoghi, delle grandi città dove tutto è più anonimo, del nord dove lì sì che ci scappano i morti... roba che non può accadere proprio a noi....

Questo, a nostro avviso, il pensiero più diffuso dalle nostre parti, anche se nello sfondo, a contraddire tutto ciò, il sentimento più pervasivo è senz'altro la paura di contagiarsi e di ammalarsi.

 

Maiori è un paese che ha paura. E la Costiera guarda con grande apprensione a Maiori, perché il fenomeno Covid è in espansione anche negli altri centri.

La paura è ciò che istintivamente guida anche i bambini a non avvicinarsi al fuoco e la paura dovrebbe indicare la strada a chiunque viva consapevolmente la condizione di appartenente ad una collettività.

Paura in nome e per conto non di sé stessi ma di una comunità, poiché il gesto di ognuno può trasformarsi in anello di un'unica catena, quella della trasmissione della pandemia.

Un sindaco può e deve scegliere quali strumenti adottare ma non potrebbe mai decidere di non spezzare quella catena.

Come bisogna agire in questi casi, dalle istituzioni alle autorità civili?

Il Sindaco deve avvalersi per l'attuazione del Piano Comunale di Protezione Civile del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) che ha funzioni di supporto per organizzare e svolgere le attività necessarie ad affrontare criticità e bisogni derivanti dalle varie situazioni di emergenza.

Le regole esistono, sono imposte da protocolli e provvedimenti governativi che a loro volta richiamano norme e sanzioni in caso di inosservanza.

Nell'attuale fase di propagazione del contagio covid è innanzitutto intollerabile qualsiasi comportamento contrario alle regole basilari di prevenzione, quali l'uso delle mascherine, l'osservanza del distanziamento, la disinfezione, come anche l'effettuazione di cerimonie e di forme di aggregazione e riunioni al di fuori dei limiti consentiti.

Le buone norme di prevenzione dovrebbero indurre le Autorità locali ad organizzare attività di vigilanza e controlli stringenti con interventi specifici e sistematici per ricordare, anche con annunci quotidiani alla popolazione, l'osservanza di questi semplici e fondamentali comportamenti dovuti.

Grosse carenze sono emerse nella gestione dell'emergenza da parte del Distrtto 63 dell'Asl, quasi al collasso. Dal 1° novembre sarà istituita l'Usca (Unità Speciale di Continuità Assistenziale) proprio a Maiori.

Ci è stato preannunciato dai sindaci di Maiori e di Minori che presso il porto di Maiori verrà collocata un'Usca intercostiera, designata dalla direzione Generale Asl provinciale e questo servizio agevolerà gli interventi domiciliari e la gestione delle operazioni dei prelievi razionalizzando ed ottimizzando le esigenze emergenti dall'intero territorio della Costa d'Amalfi.

Per converso, non è dato sapere quanto sia in atto un reale coordinamento degli interventi da parte dei sindaci dei diversi paesi anche con riferimento al raccordo con le Istituzioni governative e regionali.

Ciò che rileva è, al contrario, un approccio non omogeneo tra le gestioni dei primi cittadini di questa unica fetta di costa ricadente tutta all'interno del Distretto sanitario dell'Asl 63.

A cominciare dall'ordine dell'effettuazione dei prelievi, tra pazienti sintomatici o meno, dal raccordo istituzionale con Autorità sanitarie e Forze dell'Ordine, per non parlare dell'interpretazione delle norme specifiche.

Dovrebbe essere chiaro a tutti, quanto al personale sanitario, che chiunque abbia sintomi anche lievi d'influenza è tenuto ad avvisare il proprio medico affinchè si metta in moto la macchina sanitaria non solo per la cura, che va assicurata il prima possibile, ma anche per il doveroso contenimento del contagio attraverso il tracciamento e l'isolamento.

Forse la situazione è stata presa un po' sotto gamba. Tutti sapevamo che con l'autunno sarebbe scoppiata una seconda epidemia, ma forse l'estate ci ha distratti tutti...

Se l'estate non fosse stata quella delle cicale, i nostri comuni della Costa d'Amalfi, magari attraverso la conferenza dei sindaci, avrebbero ottenuto fondi dalla Regione per finanziare covid hospital dove alloggiare i pazienti che risultano positivi, in maniera da isolarli dal proprio nucleo familiare ove necessario o se nelle rispettive abitazioni non vi sia la concreta possibilità di adottare le misure effettive di distanziamento.

Se l'approccio non fosse frammentato e disomogeneo, i sindaci della Costa d'Amalfi dovrebbero adottare tutti un'unica linea d'azione, con protocolli d'intervento mirati al tracciamento ed all'isolamento effettivo dei pazienti positivi anche se asintomatici, disponendo in ogni caso un'esplicita quarantena obbligatoria, non solo del soggetto colpito ma anche del nucleo familiare, che andrà trasmessa per gli adempimenti di rispettiva competenza all'Asl- U.O.C. Prevenzione Collettiva, alla Polizia municipale, alle Forze dell'Ordine, alla Prefettura.

Il territorio dovrebbe anche accogliere ed adottare in modalità unitaria l'opera della Croce Rossa per l'assistenza sanitaria e sociale e della Protezione Civile per il supporto delle Autorità sanitarie nelle attività di "contact tracing" e gestione dei casi di corona virus e per assicurare il raccordo e l'armonizzazione di tutte le misure che fanno capo ad Amministrazioni ed enti diversi.

Al contrario, le attività e gli sforzi che si stanno compiendo in questi giorni, seppure molto impegnativi e con esempi virtuosi d'intervento ad opera di molti sindaci, appaiono disgregate e molto differenti nei diversi paesi.

I dati in crescita dei soggetti risultati positivi, seppure per ora allineati alle medie nazionali, ci raccontano che non è più tempo di procedere per tentativi, né di rimandare la scelta ponderata di quali attività consentire e quali vietare (mercati, chiese, cimiteri) la disposizione effettiva dell'isolamento e delle quarantene.

Alla luce di quanto suggerito, come bisognerà riorganizzarsi seconde lei?

La gestione politica non può fare a meno di avvalersi di esperti e delle migliori professionalità presenti sul territorio attraverso un unico coordinamento intercostiero ed ogni azione da compiere, incluse le indispensabili funzioni di controllo, non può essere lasciato al caso.

Anche il fondamentale compito della comunicazione istituzionale ai cittadini andrebbe affidata a professionisti accreditati in quanto l'informazione seria e tempestiva è il primo passo verso la cura del bene più prezioso della collettività, la prevenzione.

Al sindaco di Maiori, che ha preannunciato la costituzione di un tavolo di confronto sull'emergenza in atto, nel quale saranno presenti anche i medici ed i gruppi di opposizione consiliare, indirizziamo in particolare le poche righe che precedono auspicando che la richiesta collaborazione venga intesa non in senso formale ma come coinvolgimento autentico ed in tempo reale nella ricerca condivisa delle soluzioni delle esigenze del paese. Se ognuno deve fare la sua parte vuol dire che nessuno può farcela da solo.

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