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Economia & Turismo

Fase 2, come ripartire in Costiera Amalfitana? Le opinioni di 8 imprenditori turistici

Scritto da (Redazione), giovedì 16 aprile 2020 10:04:35

Ultimo aggiornamento venerdì 17 aprile 2020 19:17:07

Su una cosa siamo tutti d'accordo: dopo questa pandemia nulla sarà come prima.

Tra le vittime economiche del coronavirus, il turismo si posiziona tristemente sul podio. L'emergenza ha messo in ginocchio il comparto dell'economia votato all'ospitalità. Alberghi, ristoranti, bar, lidi balneari, sono in piena crisi: chiusi o impossibilitati a lavorare. Ma anche negozi, teatri e musei. Ora bisogna già programmare il futuro, che non si annuncia né facile e né certo, almeno sui tempi.

Pensare alla cosiddetta "fase 2" con la riapertura graduale delle attività nel rispetto del distanziamento sociale, al lavoro, per strada, sui mezzi pubblici con l'utilizzo obbligatorio dei mezzi di protezione individuale.

Ma come si dovrà ripartire? Quali potrebbero essere le azioni da mettere in campo? Ci rispondono 8 imprenditori della Costiera Amalfitana.

Gino Schiavo

presidente del gruppo alberghi, turismo e tempo libero di Confindustria Salerno

Più che come si potrà ripartire chiediamoci quando si potrà ripartire. Dopo tanti ritardi iniziali, Governo e Regione hanno intrapreso azioni più efficaci ma occorre un cambio di passo e capacità di programmazione. L'ora della riapertura la segnerà l'orologio della epidemia... speriamo non troppo tardi. Che mettere in campo da parte nostra? Innanzitutto non "fare ammuina" (ne fanno già tanta le istituzioni) ma resistere e avere capacità di farci trovare pronti alla ripresa. Essere propositivi, puntare alla qualificazione e professionalità dell'offerta della Costiera, innovare come richiederà il turismo del dopo-covid, coniugare economia e vivibilità del territorio e degli abitanti. E soprattutto attuare sinergia e volontà di confronto tra i comuni, e tra amministratori e operatori. Insomma, la ricetta di sempre (poco attuata finora) ma più coraggiosa e adesso indispensabile, adeguata ai tempi e alle necessità che ci detta l'emergenza.

 

Gennaro Pisacane

presidente del Consorzio turistico "Amalfi di qualità"

Non credo al "nulla sarà più come prima". Credo invece che quando sarà trovato il vaccino tutto tornerà esattamente come prima. Ed è proprio questa la mia preoccupazione. Perché vorrebbe dire che questa sosta forzata sarà trascorsa invano, senza cioè che se ne siano state colte le opportunità. Sappiamo tutti che convivevamo da anni con alcuni problemi ai quali bisogna assolutamente mettere mano. E non parlo solo del traffico o del dissesto idrogeologico. Mi riferisco in particolare alla totale assenza in Costiera di una cabina di regia tecnica sul turismo, un organismo pubblico unitario che sia in grado di pianificare e gestire lo sviluppo turistico dell'intero comprensorio. Cosa aspettiamo? Abbiano i nostri comuni un po' di coraggio. Capiscano finalmente che il turismo non può essere abbandonato a se stesso e che anch'essi devono fare la loro parte. I soldi ci sono. C'erano prima ed a maggior ragione ci sono ora che tutti i comuni prelevano forzosamente dagli ospiti cospicue quantità di denaro. Un buon inizio sarebbe destinare una parte di questi soldi ad una seria pianificazione del domani. Una pianificazione che non può essere politica ma deve essere necessariamente affidata a chi fa questo per mestiere ed ha chiare le idee sulle nuove esigenze della domanda turistica. Una pianificazione credibile ci direbbe anche di quale organizzazione dotarci e quali azioni intraprendere, sia da parte degli enti pubblici che da parte dei privati, per riorganizzare il turismo su basi diverse. Ne uscirebbe sicuramente rafforzata la capacità di accoglienza e di ospitalità che da sempre sono i nostri veri punti di forza. Ora ci sarebbe il tempo di fare tutto questo. Passato quest'anno, invece, probabilmente nessuno avrà più tempo per seguire queste cose e tutto tornerà inesorabilmente come prima. Purtroppo.

Salvatore Aceto

titolare Lemon Tour - La Valle dei Mulini di Amalfi

Una maggiore consapevolezza sull'interdipendenza. Bisogna aprire le attività, bisogna aprire i voli soprattutto da ottobre-novembre in poi dove non ci sono voli dall'America. Gli hotel a cinque stelle devono insistere affinchè Napoli dia la possibilità ad America, Canada o altri voli che possano arrivare d'inverno perché dobbiamo lavorare d'inverno. Anche e soprattutto abbiamo un obbligo morale verso i nostri dipendenti. Io sono per la riapertura da parte di tutti non soltanto per recuperare in termini economici, ma anche per darci forza reciprocamente, perché non si può stare mesi interi senza lavorare. Man mano si deve creare un indotto, provare ad aprire gradualmente le attività. Per quanto riguarda i trasporti, sicuramente ci sarà distanziamento e tutta una serie di protocolli da seguire. Bisogna aprire anche le vie del mare, con le dovute cautele.

Già da metà marzo, nel comparto agricolo, ho fornito tutti i dispositivi di protezione e stiamo lavorando con le dovute distanze. Non possiamo lasciare le attività. C'è bisogno di una maggiore concertazione, per quanto riguarda l'iniziativa dei Sindaci la trovo adatta anche per trovare una collaborazione in termini di marketing come stanno già facendo il Piemonte e la Toscana per recuperare il terreno perso. Come diceva il buon Gino Schiavo: Stiamo passando questo periodo in cui si sarebbe potuto mettere a posto le strade, la viabilità, abbellire. E' anacronistico come discorso e fuori le righe, ma insistiamo a mettere in ordine strade e verde pubblico. Soprattutto perché, a mio avviso, non si farà turismo prima di agosto. I Sindaci, il Distretto Turistico devono accordarsi anche con altri organi. Tentare di uscire dal nostro orticello e da questo esasperato individualismo che ci distrugge qui in Costiera. E' necessario fare una buona operazione di marketing o di aprire il territorio per fare capire davvero cos'è la Costiera Amalfitana. Più complicato, invece, è il discorso della sostenibilità. Abbiamo visto che con il lockdown, da un punto di vista ambientale godiamo di una vivibilità eccezionale, ma è difficile coniugare le due cose. Anche questo ci è servito, ma dobbiamo tentare per lo meno di fare un turismo "selvaggio". E' utile prendere esempio da queste situazioni e ricominciare. Per me il tassello principale è "destagionalizzare", soprattutto quest'anno. Aprire, aprire, aprire. Invitare le strutture alberghiere a fare attività invernali ed io in prima persona mi impegnerò a fare i Lemon Tour anche in inverno, con grandine e pioggia se c'è bisogno, mi inventerò qualcosa. Anch'io, come tanti, ho tanti dipendenti stagionali ai quali voglio far recuperare il lavoro perso finora. Anche gli alberghi si devono industriare per organizzare attività interne anche in giornate di maltempo. Mi auguro che il clima ci aiuti tra ottobre, novembre anche perché stiamo ricevendo prenotazioni. E' vero gli USA sono in difficoltà: gli States sono la parte economica più forte, quella che porta più economia. La verità è che quando finirà questo isolamento le persone vorranno uscire, vogliono viaggiare. Dobbiamo avere una "open mind", viaggiare in Italia sicuramente, ma anche aprirci nuovamente all'estero. Quando parlo di Lemon Mind intendo essere aperto a tutto e a tutti. Dobbiamo rivedere i prezzi, è giusto soprattutto nella fase iniziale praticare dei prezzi più scontati, venire incontro alle esigenze di varie tipologie di turista. Fare un discorso di unione, è pur vero che i costi sono alti, ma si potrebbe pensare a dei gruppi di acquisto. Ci sono vari Consorzi sul territorio e cercare di limitare il nostro estremo individualismo, sperando che finora il Covid ci abbia insegnato qualcosa, ci sono altre priorità: il territorio innanzitutto. Io opero nel settore agricolo cercando di mantenere pulito e dare lavoro. Per ciò che mi riguarda ho preferito mantenere la forza lavoro e non mandare a casa tanti dipendenti. Anche perché il territorio ed i giardini hanno bisogno di cura costante. L'importante è dare lavoro. Dunque, mi aspetto dal settore turistico che ognuno si faccia un esame di coscienza. Confido soprattutto nelle strutture alberghiere di un certo livello, dove tutti hanno voglia di recuperare e questo mi fa ben sperare. Chiaramente dovrà essere anche il Governo che dovrà entrare in supporto del turismo, non possono tenerci chiusi, bisogna riemergere con le dovute cautele, dobbiamo tornare a lavorare e troveremo una soluzione.

Ennio Cavaliere

titolare centro benessere Otium Spa di Minori

Non vi sarà la fase due se non ci sarà un serio studio epidemiologico per rilevare le immunità. La cosiddetta "patente di immunità". Partendo dal presupposto che la Costiera ha avuto pochissimi casi, facendo in modo di partecipare a questo screening, potremmo ottenere la denominazione di "Covidfree" ed "immunopatentati" e da qui ripartire. Un serio controllo dei turisti entranti "patentati", le attività adeguate alle norme di sicurezza, imprenditori disposti a vivere l'adrenalina e l'incertezza delle startup e potremmo pensare ad una estate, spero allungata, di lavoro a scartamento ridotto. La clientela sarà regionale o nazionale, ma certamente meglio che star chiusi. Sicuramente molto meglio profondere energie per una ripartenza piuttosto che attendere improbabili aiuti di Stato. Una ripartenza dura, incerta, faticosa, ma doverosa, siamo i "custodi del Paradiso". Io ho otto persone in cassa integrazione, se per luglio ne potrò reintegrare 4 o 5 sarò soddisfatto. Se partiamo in vantaggio rispetto agli altri potremmo vincere. Per cui un forte invito alla politica per inserire la Costiera, Patrimonio dell'Umanità nello screening epidemiologico, semmai assumendoci l'onere dell'acquisto dei test veloci di prossima validazione ministeriale.

 

Antonio Di Bianco

titolare del ristorante Giardiniello di Minori

Non dobbiamo dimenticare chi siamo: proveniamo da una cultura dell'ospitalità di un livello medio alto e abbiamo strutture di eccellenza in tutti i comparti. La nostra formazione turistica, di tipo internazionale, l'abbiamo maturata dopo anni e sotto ceti aspetti non dovremo avere paura di rimodulare la nostra offerta. I tempi, si sa, sono cambiati ma non dovremo distaccarci troppo da quello che per anni abbiamo rappresentato cioè l'eccellenza nell'ospitalità. Dobbiamo farcela, abbiamo dalla nostra parte una cosa che mai nessuno potrà sottrarci e mai nessuno potrà emulare: la nostra terra, la nostra Costiera Amalfitana, che sarà per noi l'alleato più prezioso se tutti lavoriamo in sinergia. Superata la fase transitoria ripartiremo, ne sono certo. Perché nel nostro dna c'è la predisposizione al sacrificio. Il motto deve essere: "Divina eri e Divina rimarrai". Un virus non potrà certo spazzare tutto questo. Ci siamo stati e continueremo ad esserci.

Antonio Mansi

titolare dell'omonima enoteca di Ravello

Anche se non conosciamo le modalità con le quali ripartire immagino che saranno sicuramente incentrate sul distanziamento sociale e per le ridotte dimensione della maggior parte delle attività questo sarà un ulteriore problema. Le presenze saranno minime prima di tutto per la totale assenza del turismo internazionale! Bisogna immediatamente pensare ad un piano di rilancio che porterà sacrifici ma essenziale per farci uscire dalla crisi! La tanto decantata destagionalizzazione è da applicare immediatamente, spostare in autunno tutte le iniziative possibili, chi riapre non può pensare di chiudere il 15 ottobre! Questa è l'ultima occasione che abbiamo per resettare e mettere mano ai problemi storici della nostra terra.

 

Luigi Schiavo

titolare bar Al San Domingo di Ravello

In primis bisogna capire in che modo risponderà il turismo interno italiano e quale sarà il livello. Certamente il turismo interno non può rispondere per i restanti mesi (invernali) e per questo motivo, passati i 3/4 mesi estivi (speriamo) potremo decidere su cosa puntare e in che modo, in sinergia con le amministrazioni locali e, per noi operatori di Ravello, contare anche sull'aiuto serio della Fondazione Ravello. Importante non "svendersi".

Vincenzo D'Auria

titolare rappresentante degli stabilimenti balneari di Maiori

La fase 2 sarà sicuramente molto difficile e delicata da gestire, in quanto un'esperienza nuova per tutti noi e allo stesso tempo ci carica di una responsabilità maggiore rispetto agli scorsi anni. Siamo ancora in attesa di ricevere istruzioni su come e quando muoverci perché le notizie che ci arrivano sono molto discordanti: da una parte il governo incentiva la manutenzione degli stabilimenti per la riapertura, dall' altra ci sono restrizioni dalla regione. Il nostro impegno è sicuramente di affrontare al meglio questa difficile emergenza dando ai clienti un servizio ottimale preservando però la salute, che è la priorità di tutti. Se resteremo uniti andrà tutto bene.

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