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Attualità

Ritorno al turismo in Costa d’Amalfi: dovrà essere tutto come prima?

Scritto da (Redazione), sabato 25 aprile 2020 12:57:02

Ultimo aggiornamento sabato 25 aprile 2020 13:08:17

Se qualche anno fa qualcuno ci avesse detto che sarebbe arrivato un giorno in cui il 25 aprile la Costa d'Amalfi, la Campania, l'Italia... forse il mondo intero, si sarebbero fermati, lo avremmo considerato un pazzo, un folle, o forse soltanto un buontempone da prendere in giro alla fine di una delle tante giornate affannose, trascorse correndo per lavoro da una capo all'altro della Costa. Oggi, invece, quello che sembrava impossibile potesse accaderci, si è verificato, e tutti ci siamo ritrovati all'improvviso chiusi nelle quattro mura delle nostre abitazioni, immobilizzati nei movimenti, fermi con i nostri pensieri.

E il pensiero vaga, e vola libero (lui si!) e nella libertà dei pensieri, anche tante considerazioni finiscono con l'affollare la mente soprattutto quando si pensa al futuro, al domani, a quello che ci aspetta, a quel che sarà. La domanda che sorge spontanea è quando questo incubo finirà, ma soprattutto tutti continuano a chiedersi (augurandoselo!) se e quando tutto tornerà come prima.

La domanda che invece continuiamo noi a pormi da qualche giorno è la seguente: ma alla Costa d'Amalfi conviene davvero che tutto torni come prima? Ma veramente ci dobbiamo augurare che, a conclusione di questa lunga parentesi di stasi forzata, tutto riprenda a funzionare come prima?

Negli ultimi anni la Costa d'Amalfi è stata letteralmente presa d'assalto da masse di turisti che vi si sono riversate in maniera incontrollata, sproporzionata per le sue dimensioni, disorganizzata per la capacità delle sue infrastrutture, ondate umane che molto spesso hanno violentato la nostra terra con serpentoni di lamiere lungo le nostre strade, rifiuti sparsi ovunque, inquinamento ambientale ed acustico, tutto a discapito della vivibilità del territorio.

Quante volte ci siamo sentiti ospiti a casa nostra? e quante volte abbiamo chiesto ai nostri sindaci di intervenire per ripristinare una normalità di cui avevamo perso anche l'idea...

Domani, a causa di questo virus tutto ciò, che ci piaccia o no, non potrà più accadere. I gruppi organizzati che raggiungevano le nostre località con i bus non potranno più venire perché l'assembramento è in re ipsa, le folle oceaniche che riempivano i centri storici dei nostri borghi al punto da togliere il respiro non saranno neppure pensabili... almeno per ora!

Ed allora, sic stantibus rebus, tocca gioco forza riorganizzarsi, pensare ad una ripresa della vita socio economica del territorio che, nel rispetto delle nuove regole, deve mantenere il proprio primato che lo vede tra le mete più gettonate al mondo del turismo internazionale.

Quindi la Costa d'Amalfi inizi finalmente a fare squadra, abbandoni le logiche dei campanilismi sterili e costruisca un "Sistema Costa d'Amalfi", un percorso turistico culturale che, facendo leva sulle eccellenze del territorio (e ne abbiamo tantissime!!!), sulla valorizzazione delle tradizioni che costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, sulle risorse legate all'ambiente, all'artigianato locale, alle bellezze naturali, all'enogastronomia, dia vita ad un'offerta turistica di eccellenza capace di attrarre e soddisfare un turismo di qualità.

La Costa d'Amalfi nel suo insieme deve avere come obiettivo da perseguire quello di recuperare il turismo stanziale, quello che soggiorna nelle nostre strutture ricettive, focalizzando l'attenzione su quelle che sono le esigenze dei nostri ospiti e della nostra collettività.

Dobbiamo puntare a un turismo che soggiorni in Costa d'Amalfi per visitare tutti i 13 Comuni costieri, alla scoperta dei sentieri collinari, delle ceramiche di Vietri sul Mare, delle cantine di Tramonti e Furore, delle spiaggette di Praiano e Conca dei Marini, delle prelibatezze dei nostri chef stellati e dei nostri maestri pasticcieri, dello spettacolare groviglio di scale e scalette di Atrani che affascinò la fantasia di Escher, delle bellezze rupestri di Scala, della tradizione gastronomica legata alle alici di Cetara, dei giardini a terrazzamenti coltivati a limoneti, e tanto tanto altro ancora che costituisce quell'enorme patrimonio culturale tramandatoci dai nostri avi.

Fino a ieri la Costiera è stata terra di conquista di pseudo operatori turistici di Napolie Sorrento che hanno sfruttato in maniera sfacciata e brutale il nostro territorio violentandolo nella sua bellezza, attentando senza scrupoli alla sua vivibilità; svendevano a quattro soldi le escursioni in Costiera Amalfitana ai turisti che ospitavano gelosamente nei loro alberghi a prezzi fantasiosi, per propinargli brevi giri fugaci lungo la costa a bordo dei loro torpedoni... Positano, Amalfi, Ravello, per i più fortunati una puntatina alla Villa Romana di Minori, pranzo con menù fisso (spaghetti con le vongole "fujute", frittura mista rigorosamente congelata, insalatina verde) presso il ristorante del miglior offerente e via! E cosa portava questo tipo di turismo alla Costa d'Amalfi? Nulla, assolutamente nulla, se non un numero esorbitante di bus che creavano un caos da paralisi lungo uno dei tratti di strada più suggestivi al mondo, un'accozzaglia di lamiere che vomitavano dal loro ventre, alla stregua di neo cavalli di Troia, masse di persone pronte ad invadere i nostri paesini per assaporare al massimo qualche gelato alla vista del Duomo di Amalfi. Ma quel che è peggio, tutto questo a danno proprio dei nostri stessi ospiti, quelli che soggiornavano qui da noi e che, pur pagando tanti tanti soldi per il soggiorno in Costiera, si vedevano costretti a non uscire per non subire i disagi di quella che era una vera e propria invasione quotidiana dei nostri borghi.

Un territorio letteralmente stuprato, svenduto per quattro denari...

La Costa d'Amalfi non merita tutto questo, la Costa d'Amalfi è un gioiello di rara bellezza che va difeso, tutelato, salvaguardato! Riprendiamoci il nostro territorio, torniamo ad essere padroni di casa nostra, difendiamoci dalle razzie che ogni giorno vengono perpetrate ai danni del nostro patrimonio, prendiamoci cura dei nostri ospiti, coccoliamoli, offriamo loro un'accoglienza degna dei luoghi e della nostra tradizione! Probabilmente scopriremo che anche i nostri portafogli saranno rimpinguati da una politica turistica seria, lungimirante, costruttiva, rispettosa delle priorità vitali della nostra terra!

E allora io torno alla domanda iniziale: alla Costa d'Amalfi conviene davvero che tutto torni come prima? Ma veramente ci dobbiamo augurare che tutto riprenda a funzionare come prima della pandemia? Io credo che tutti noi dobbiamo iniziare a lavorare affinchè le innegabili gravissime conseguenze che questo virus ha portato con sé si trasformino in una grande opportunità per la nostra terra. Ricostruire e riprogrammare l'offerta turistica, creare un "Sistema Costa d'Amalfi", riconvertire le aziende in una nuova ottica del turismo, in funzione di un'offerta che prediliga la cultura nel senso più ampio del termine e non un commercio di bassa lega, in funzione di un turismo di qualità e non più di un turismo di massa.

Da qui un monito ed un appello non tanto alla politica, quanto agli imprenditori della Costa d'Amalfi, quei tanti imprenditori seri, capaci, dotati della necessaria sensibilità (ne conosco tantissimi!): uscite fuori dai confini delle vostre singole attività, mettete a disposizione della collettività l'enorme patrimonio di esperienza che avete maturato negli anni, unitevi e fate squadra in nome della Costa d'Amalfi, create un nuovo progetto per il futuro della nostra terra, c'è da ricostruire sulle macerie di questo maledettissimo virus, e costruire un mondo migliore si può, e lo si deve ai nostri figli!

Questo sarà forse il sogno di un visionario, ma di certo è l'ultima occasione che ci verrà data per salvare la Costa d'Amalfi dai "Saraceni del XXI secolo" e restituirla in tutto il suo splendore ai suoi legittimi custodi!!!

Andrà tutto bene!

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