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Attualità

Ombre sulla gestione passata della Fondazione Ravello: la replica di Amalfitano a Della Pietra

Scritto da (Redazione), venerdì 28 agosto 2020 12:08:52

Ultimo aggiornamento venerdì 28 agosto 2020 15:23:36

In questi giorni di campagna elettorale ritorna d'attualità l'atavica questione legata alle vicende politico-amministrative che hanno animato la Fondazione Ravello negli ultimi cinque anni.

Da qualche giorno, attraverso i canali social, si sta assistendo a un racconto in pillole, attraverso dirette facebook, animate dall'ex direttore di Villa Rufolo, Secondo Amalfitano che non avendo digerito il defenestramento, dal proprio punto di vista, espone dati, fatti e misfatti relativi alla gestione dell'ente (che noi abbiamo ampiamente rappresentato, negli anni, da queste pagine) proprio in concomitanza con la presidenza di Vincenzo De Luca alla Regione Campania.

Un racconto quotidiano senza filtri - e che fino a ieri non ha visto contraddittorio - su cui evitiamo, per il momento, valutazioni e commenti che potrebbero apparire prematuri, attendendo il completarsi della serie degli interventi.

Ieri, su esplicita richiesta dell'avvocato Lelio Della Pietra, già consigliere d'Indirizzo della Fondazione, questa testata ha pubblicato una sua nota indirizzata al dottor Amalfitano (rileggi qui a lettera).

Anche Della Pietra, che già alla fine del suo mandato (31 dicembre 2018) aveva prodotto un corposo dossier, "Il libro nero di Ravello", proprio sulle anomalie gestionali dell'ente.

A garanzia del diritto di replica, si pubblica, di seguito, dichiarazioni integrali rese ieri pomeriggio da Secondo Amalfitano, nel corso della diretta quotidiana dalla propria pagina facebook.

 

«Inizio con un ringraziamento. Per la prima volta ho letto - forse l'avrà detto a qualcuno ma a me non è giunta voce, questa volta lo ha scritto - che i risultati che ho conseguito con la gestione di Villa Rufolo sono innegabili. Grazie, grazie e ancora più grazie di cuore. Sono stato pagato per quello, almeno i risultati li ho portati a casa. Su tutto il resto una piccola nota. Quando faccio domande mi aspetto risposte, non mi aspetto altre domande. Di domande ne ho fatte parecchie. Per esempio: prima di quella famigerata riunione del consiglio di indirizzo del 30 giugno, il consigliere Della Pietra e tutti quelli che hanno partecipato a quella seduta sapendo che è stata l'ultima e lo scrive anche lui si sarebbe dovuto porre il problema. Ma che è successo in questo anno dove comunque eravate consiglieri di indirizzo fino alla mezzanotte del 31 dicembre? Che è successo in un bilancio approvato? Non è successo niente. Il bilancio è un atto fondamentale, egregio avvocato. Lei me lo insegna. Niente, niente. Pazienza. Ho posto un'altra domanda: il 16 di giugno di quell'anno ho scritto alla fondazione e ho indirizzato una lettera registrata al protocollo della fondazione il 20 giugno. A tutti i membri del Consiglio di indirizzo e di Amministrazione. Ho scritto delle cose, ma risposte zero.

L'articolo 14 è questo qui: Direttore 1. Per la gestione di uno o più beni facenti parte del patrimonio della Fondazione o che alla stessa siano affidati possono essere nominati uno o più direttori scelti tra persone di qualificata competenza manageriale o di comprovata competenza tecnico-scientifica, in relazione alla natura del bene da gestire.

Mi fermo al punto 1 per ricordare all'avvocato Della Pietra che se mi è stato conferito l'incarico con contratto del 1° gennaio 2016 quando era lo stesso consiglio di indirizzo di cui sto parlando ad amministrare la fondazione. È se non fossero sorsero queste condizioni competenze manageriali, competenza tecnico scientifico, beh, qualcuno lo avrebbe dovuto scrivere mettendo in evidenza che si stava dando incarico del bene più importante di Ravello, di uno dei beni culturali più importanti d'Italia, nelle mani si stava affidando nelle mani di un incompetente. Nessuno lo ha mai detto, neanche scritto o insinuato.

Poi vediamo al punto incriminato, il punto 2: il direttore gestisce il bene esercitando ogni attività inerente alla stesso, secondo le indicazioni generali che riceve dal Consiglio di amministrazione, nel quadro delle linee programmatiche del Consiglio di indirizzo e vigilanza.

Avvocato Della Pietra, la domanda era: il consiglio di amministrazione mi ha mai dato indirizzi per la gestione e indicazioni generali? Non è una frase qualsiasi. Questa frase, "indicazioni generali", significa senza scendere nel dettaglio delle procedure e delle modalità. Mi date indicazioni su cosa devo fare. Non me le avete mai, mai date. Rispondetemi su questo. Poi continua: lo statuto è legge per tutti...

Allora, la domanda che ho fatto: mi avete dato indirizzi, mi avete mai dato obbiettivi, mi avete mai detto cosa dovevo fare? Il direttore di Villa Rufolo ha sempre prodotto le stesse carte, la stessa documentazione dal 2007 al 2019. Vale a dire una relazione di gestione, non ho mai detto, sostenuto e fatto di voler fare di testa mia. L'ho sempre prodotta in tempo umile. Se il 1° gennaio inizia l'anno e devo aprire il cancello di Villa Rufolo devo avere gli strumenti, devo avere qualcuno che tiene le chiavi, devo avere qualcuno che stacca i biglietti, devo avere qualcuno che controlla gli impianti, devo avere qualcuno che annaffia i fiori. Insomma devo avere il 1° di gennaio tutto. Per farlo devo fare attività di gestione. In più, siccome Villa Rufolo ha degli incassi è mio dovere dire, prima ancora del 1° gennaio: signori, l'anno prossimo voglio fare questo, questo e questo. Quello si chiama bilancio preventivo di gestione, che è quello che ho sempre fatto. Sottoponendolo a colui che mi doveva benedire. Questa è la legge. Io non ho mai interpretato diversamente. Se può servire, gentile avvocato Della Pietra lei sa bene quali personalità sono state sedute sulla vostra stessa sedia prima di lei. Quelle personalità non hanno obbiettato nulla. Quello che avete fatto voi fino a quel famoso 30 giugno 2018. Ma ancora una volta, ripeto, quel modello di gestione che nella mia lettera denunciavo, perché secondo me non corretto, lo avete mai contestato? Ne era a conoscenza? I giochi di prestigio, le carte che compaiono e scompaiono in fondazione ce ne sono stati parecchi. Nel momento in cui vi scrivo che c'è una nota qualcuno deve pur rispondere. Le mie relazioni sono quelle che ho mostrato. Al 1° gennaio erano proposte, ma se nessuno mi risponde cosa avrei dovuto fare? Avrei dovuto far andare in malora Villa Rufolo come era Villa Rufolo quando l'abbiamo presa in gestione nel 2007? Fino al 2007, egregio avvocato Della Pietra, a Villa Rufolo, che io sappia, il suolo era tutto fatiscente, lasciato andare, tutti facevano tutto, tutti comandavano, ognuno prendeva qualcosa di Villa Rufolo secondo i propri interessi. Queste sono le mie domande. Poi quando volete parliamo di Ravello Capitale della Cultura, quando volete! Ma date prima conto di quanto avete fatto, poi io vi rispondo su tutti i piani. Anche perché, egregio avvocato, quando queste cose vengono riportate all'autorità giudiziaria, all'autorità contabile, non si scherza. Secondo Amalfitana ha fatto come ha fatto lei. Lei ha denunciato. Lo ha fatto a fine mandato, parlando di cose vecchie e stravecchie e questo non è proprio ortodosso. L'altra domanda che ho fatto e gradirei una risposta: è vero o non è vero, come si usa in tribunale, risponda sì o no, è vero o non è vero che avete litigato praticamente su tutto, quasi dal primo minuto in cui vi siete seduti. Ne è una prova la vicenda Quaglia, ne è prova il consiglio di amministrazione con delibere che non si sa che fine hanno fatto. Ancora oggi ci sono verbali non firmati. Ci sono verbali non firmati. Ci sarà un motivo, distrazione? Non credo. Di queste cose, quando le vogliamo parlare, egregio avvocato, io sono qui. Una cosa gliela dico senza cercare di captarmi la vostra benevolenza. Ho verificato, purtroppo, che alcuni giocatori, qualcuno per colpa sua, altri in buona fede, spesso la palla non l'hanno vista. Perché c'erano abili prestigiatori. Sicuramente non io. Perché ho scritto fin troppo. Pagandone le conseguenze per tutto quello che ho scritto e per quello che ho fatto. Ho pagato di prima persona egregio avvocato. Quando vi cimentavate a muovermi per le accuse, il sottoscritto stava affrontando altre battaglie. Se qualcuno ha sempre dato, quello è Secondo Amalfitano. Ho messo la mia faccia sul manifesto elettorale, ho preso i voti e in consiglio di indirizzo ho rappresentato Ravello, perché ero il Sindaco di Ravello, capisco che lei non avendolo mai fatto non sa cosa rappresenta. Ringrazio chi mi ha dato fiducia, ho lavorato per loro ma anche per chi non mi ha dato fiducia. Perché volevo dimostrare che loro avevano sbagliato. E in parte ci sono riuscito perché al secondo mandato ho avuto più voti del primo».

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