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Il chiostro dell'hotel Luna di Amalfi tra i simboli delle Giornate Fai di Primavera

Sabato 15 e domenica 16 maggio apertura di 600 luoghi in 300 città, molti dei quali poco conosciuti o accessibili in via eccezionale, visitabili in totale sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti

Scritto da (redazione), giovedì 13 maggio 2021 19:28:12

Ultimo aggiornamento venerdì 14 maggio 2021 10:54:01

Coraggio, orgoglio e generosità. Proprio nel significato più profondo di queste parole è racchiuso lo spirito della 29esima edizione delle Giornate FAI di Primavera in programma sabato 15 e domenica 16 maggio 2021. Le Giornate FAI di Primavera sono il primo grande evento nazionale dedicato ad arte e cultura organizzato dopo l'ultimo periodo di lockdown. Anche quest'anno la grande manifestazione di piazza del FAI, dal 1993 il più importante evento dedicato al patrimonio culturale che celebra arte, storia e natura, torna a coinvolgere gli italiani - dopo i mesi difficili vissuti - nell'entusiasmante scoperta delle bellezze che ci circondano, grazie all'apertura di 600 luoghi in 300 città, molti dei quali poco conosciuti o accessibili in via eccezionale, visitabili in totale sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti.I posti disponibili sono limitati; prenotazione obbligatoria sul sito www.giornatefai.it fino a esaurimento posti disponibili ed entro la mezzanotte del giorno precedente la visita (N.B. il programma potrebbe subire variazioni; la realizzazione dell'evento nelle singole Regioni dipenderà dal loro colore nella settimana del 10 maggio).

 

Voglia d'Italia

Un'iniziativa che il Fondo per l'Ambiente Italiano ha voluto coraggiosamente e prontamente programmare a metà maggio, affrontando con grande tenacia e una buona dose di audacia le innumerevoli complessità organizzative legate all'emergenza sanitaria, e che solo pochi giorni fa ha avuto la conferma di poter realizzare, in base alle misure contenute nel Decreto Legge del 22 aprile. Tutto questo è stato possibile grazie a un'incontenibile voglia d'Italia, a un'inesauribile fiducia nel Paese e a un lavoro difficile e senza sosta nei mesi in cui l'Italia era ferma a causa dell'emergenza. È uno sforzo speciale, che si avvicina all'eroismo, e di cui si sono fatti carico con encomiabile entusiasmo e passione civica i volontari di 335 Delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutta Italia, vero motore dell'evento nel solco del principio di sussidiarietà regolato dall'articolo 118 della Costituzione, che potranno contare sul supporto di Protezione Civile, Croce Rossa e Arma dei Carabinieri, da anni al nostro fianco in questa manifestazione.

 

Un miracolo italiano

Questa edizione è dunque un piccolo "miracolo" che ci rende orgogliosi e anche un prezioso regaloche la nostra Fondazione offre agli italiani. Siamo infatti convinti che partecipare alla manifestazione potrà contribuire a ridare ai cittadini speranza e fiducia nel futuro, riavvicinandoli, dopo una lunga lontananza forzata, ai beni storici, artistici e naturalistici del nostro Paese, che dal 1975 ci impegniamo ogni giorno a tutelare, salvaguardare e valorizzare con grande slancio e senso di responsabilità, per sempre e per tutti.

Le Giornate FAI sono un'occasione per conoscere l'inestimabile patrimonio culturale d'Italia e un grande momento di incontro tra il FAI e tutti gli italiani. Chi deciderà di partecipare contribuirà ad aiutare la Fondazione, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, a portare avanti la sua missione e a compiere tanti altri "miracoli" di cui essere orgogliosi. Per prenotarsi e prendere parte all'iniziativa è richiesto un contributo minimo di 3 euro. Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure attraverso l'iscrizione annuale - sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell'evento - o ancora con l'invio di un sms solidale al numero 45586, attivo dal 6 al 23 maggio 2021 (vedere box in fondo per dettagli).

 

Il riconoscimento del Presidente della Repubblica

In questi giorni alle Giornate FAI di Primavera è stata conferita la Targa del Presidente della Repubblica, a cui va il nostro infinito grazie. Un riconoscimento che dedichiamo alle Delegazioni, ai Gruppi e ai volontari che hanno reso possibili questi giorni di festa dedicati al patrimonio del Paese. Il riconoscimento del Presidente ci incoraggia a fare sempre meglio e a svolgere con sempre maggior efficacia il principio di sussidiarietà, sancito dalla Costituzione, che è alla base dell'agire quotidiano della Fondazione.

Le Giornate FAI di Primavera chiudono la Settimana Rai dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 10 al 16 maggio, infatti, la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l'unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica di raccolta fondi a sostegno del FAI, per sensibilizzare sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva.Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI di Primavera 2021 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

Ville e parchi storici, residenze reali e giardini, castelli e monumenti che svelano spazi sorprendenti, aree archeologiche e musei insoliti; e ancora, orti botanici, percorsi naturalistici e itinerari in borghi che custodiscono antiche tradizioni: l'elenco dei beni visitabili durante le Giornate FAI di Primavera 2021, come da tradizione, è così ampio e variegato che è quasi impossibile da sintetizzare. E quest'anno la manifestazione è anche un'occasione per raccontare, attraverso l'attenta scelta dei luoghi e la narrazione che ne verrà fatta, la nuova visione culturale della Fondazione - presentata a fine marzo durante il XXV Convegno Nazionale dei Delegati e dei Volontari - che vede l'Ambiente come indissolubile intreccio tra Natura e Storia e la Cultura come sintesi delle scienze umane e naturali.

 

In Campania saranno oltre 30 le aperture in programmanel weekend del 15 e 16 maggio e numerose sono le prenotazioni già ricevute per partecipare a questo evento diventato ormai irrinunciabile per tantissimi cittadini (ricordiamo che i posti sono limitati e che la prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata sul sito www.giornatefai.it fino a esaurimento posti disponibili ed entro la mezzanotte del giorno precedente la visita). Alcuni luoghi hanno già registrato il tutto esaurito - come i Sentieri letterari di Nisida, la Grotta di Seiano e Parco Archeologico del Pausilypon e il Complesso monumentale di San Nicola da Tolentino a Napoli, Villa Campolieto a Ercolano (NA), la Passeggiata Misenate proposta a Bacoli (NA), la Baia di Ieranto, Bene del FAI a Massa Lubrense (NA), e il Parco delle Sorgenti Ferrarellea Riardo (CE) - ma per molti altri ci sono ancora posti a disposizione. Tra questi segnaliamo in particolare:

 

QUARTO (NA)

Fescina

Primo classificato in Campania all'ultimo censimento dei Luoghi del Cuore FAI, la "Fescina" è un monumento funebre di età romana situato all'interno dell'area dei Campi Flegrei in una zona denominata Piana di Quarto così chiamata per la depressione del suo sottosuolo. Il mausoleo, a due piani, è una rara struttura a cuspide piramidale nata per la cremazione dei defunti e fa parte della più ampia Necropoli di Via Brindisi. Un luogo unico tanto da far pensare a scambi commerciali tra Quarto e le città greche; in origine destinato esclusivamente alla cremazione dei defunti,per molto tempo, fino a che non fu scoperto,fu utilizzato come deposito di attrezzi agricoli. Ma la sua funzione è attesta dalla presenza, nell'area circostante, di tracce di incinerazioni, tombe e sepolture, oltre ad anfore e urne.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 9 alle 12.30

 

Borgo di Castelvetere sul Calore (AV)

Il borgo di Castelvetere sul Calore sorge ai piedi del monte Tuoro, nel perimetro del Parco dei Monti Picentini, a strapiombo sulla valle. Il toponimo "antico castello" richiama in maniera diretta le origini del borgo che si perdono nel tempo. Ancora oggi racchiuso nelle cinte murarie, che furono un rifugio sicuro di un popolo che ha cercato protezione in alto, il borgo si affaccia sulla valle del Calore. Tutto il centro storico si sviluppa su una rocca chiamata "Ripa", il suo agglomerato compatto ha conservato nella quasi totalità le caratteristiche originarie: è infatti costituito da molteplici stradine che si intersecano tra di loro e creano un reticolo fitto di collegamenti tra le vecchie abitazioni e le due chiese, il castello e il vecchio Municipio. Per scoprire il borgo di Castelvetere, edificato durante il periodo delle invasioni barbariche, bisogna perdersi nei suoi vicoli: su tutto il territorio sono infatti presenti testimonianze di grandissima rilevanza monumentale come la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la più grande del borgo, edificata nel XV ma che ha subito vari restauri, tra gli ultimi quello a seguito del terremoto del 1980, che accoglie il visitatore nel centro storico e al cui culto è legata la tradizione della panificazione dei ‘tornani'. Sempre nel centro storico si trova il Museo del Carnevale che, attraverso costumi e materiali d'archivio, racconta la tradizione castelveterese legata al carnevale. Infine la riqualificazione del centro storico ha portato alla costituzione di un albergo diffuso, anch'esso aperto al pubblico, che sorge nei locali dell'antico castello; questo, di origine longobarda, ha subito molte modifiche che hanno alterato il suo aspetto originario e la sua destinazione d'uso, trasformandolo nel tempo da castello a residenza signorile.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 10 alle 18.30

 

BENEVENTO

Ponte Leproso

Il Leproso, punto di arrivo in città della Via Appia, è un ponte di origini romane, dalla tipica forma a schiena d'asino e situato in una zona verde che costeggia il fiume Sabato. Costruito, probabilmente, dal Censore Appio Claudio Cieco nel III secolo a.C. in occasione dell'apertura della Via Appia. Distrutto e ricostruito nel susseguirsi delle epoche storiche, oggi della struttura originaria rimane solo uno dei piloni, realizzato in opera quadrata, con superfici a vista sbozzate a bugne rustiche. Poco distante dal ponte era collocato l'anfiteatro di cui sono state rinvenute le mura radiali a seguito degli scavi di fondazione di un palazzo. Da qui la visita proseguirà lungo il Parco archeologico-naturalistico Cellaruolo, un percorso archeologico e naturalistico affascinante che racconta la ricca storia del quartiere periferico di Santa Clementina.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 10 alle 17

 

Centro storico di Pietramelara (CE)

Nata per volontà dei principi longobardi Landolfo e Adenolfo, alla fine del 1600 Pietramelara divenne feudo della famiglia Giovene e infine dei Di Palma sino all'eversione della feudalità. Il borgo medioevale, cuore del centro storico, si articolava in un complesso radiocentrico il cui asse era rappresentato da un'antica torre longobarda ed il cui perimetro era dato dalla grande cinta muraria stretta da 12 torri. Delle dodici torri oggi non vi è più traccia ma la struttura urbanistica radiocentrica e segnata dai "supportici" fanno di Pietramelara un unicum urbanistico e, probabilmente, la più preziosa testimonianza medievale dell'Alta Terra di Lavoro.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 9 alle 16

 

SALERNO

Nuove Stanze della Pinacoteca Provinciale

Situato nel Centro Storico di Salerno, lungo la strada principale di Via Mercanti, Palazzo Pinto, tra gli edifici più importanti della città, ospita oggi la Pinacoteca Provinciale. Le nuove Stanze della Pinacoteca Provinciale, recentemente inaugurate, presentano elementi decorativi di differenti epoche e le sale ospitano la collezione di dipinti della Famiglia Pinto. In occasione delle Giornate FAI di Primavera i visitatori avranno anche l'opportunità di approfondire una delle epoche più affascinanti della Storia dell'Arte grazie alla mostra A sud del barocco, geografia di un tempo dell'arte. Allestita nelle sale di recente apertura, l'esposizione offre un autentico esperimento di contatto con la moltitudine di fenomeni emotivi e visivi che Sud e Barocco hanno generato nella vicenda della civiltà umana. Tra gli artisti in mostra: Fabrizio Santafede, Battistello Caracciolo, Carlo Sellitto, Massimo Stanzione, Filippo Vitale, Giovanni Ricca, Andrea Vaccaro, Francesco Fracanzano, Giuseppe Piscopo, Pacecco De Rosa, Francesco Guarino, Nicolò de Simone, Luca Giordano, Giuseppe Simonelli, Nicola Vaccaro, Francesco Solimena, Paolo de Matteis e Corrado Giaquinto.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 9 alle 19.30

 

AMALFI

Chiostro moresco dell'Hotel Luna

Dopo il grande successo di pubblico ottenuto dai chiostri del Paradiso e di San Pietro della Canonica in occasione delle Giornate FAI d'Autunno 2020, apre per questa edizione il chiostro moresco dell'Hotel Luna, sede dell'antico convento di San Francesco, dal 1822 trasformato in albergo. Collocato sull'estremità meridionale del promontorio che scende dal Monte Aureo verso il mare e che divide Amalfi da Atrani, venne fondato, secondo la tradizione, sui ruderi dell'antica rocca di Santa Sofia o castello di Santa Croce da san Francesco di Assisi nel 1220, quando, di ritorno dalla missione operata presso il Saladino, si sarebbe fermato ad Amalfi, su invito dell'arcivescovo Giovanni Capuano, per pregare sulla tomba dell'apostolo Andrea. Di certo si sa che il convento, intitolato inizialmente a Santa Maria degli Angeli, esisteva già nel 1234. Fu trasformato nell'Albergo Luna verso il 1822 per iniziativa di Gennaro Barbaro e divenne il secondo convento-albergo del territorio amalfitano dopo il Cappuccini. Dopo la sua morte la moglie Anna continuò la gestione che successivamente passò al figlio Andrea Barbaro.

L'edificio, tutt'ora rinomata struttura alberghiera, gestita sempre dalla Famiglia Barbaro, conserva la chiesa conventuale a una navata, coperta da crociere archiacute, secondo lo schema francescano. La sottostante cripta potrebbe esser stata una chiesa altomedievale dedicata a Santa Sofia. La sua storia religiosa annovera personaggi in odore di santità, quali il beato Bonaventura da Potenza e il venerabile Domenico Girardelli da Muro (1632-1683), ivi sepolto. Il chiostro del convento è il secondo in ordine di fondazione tra i chiostri duecenteschi di stile moresco presenti ad Amalfi. Presenta un interessante quadriportico voltato a crociere archiacute, con colonnine marmoree e capitelli a stampella. In posizione centrale primeggia un suggestivo pozzo.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 9.30 alle 13.30

>Leggi anche:

Amalfi, la meraviglia dell'antico chiostro dell'Hotel LunaConvento dopo il restauro [FOTO]

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