Tu sei qui: Musica, Cinema e Teatro“L’Onorevole, il Poeta e la Signora”, Emilia Filocamo intervista il regista Francesco Branchetti
Inserito da (Redazione il Vescovado Notizie), mercoledì 9 aprile 2025 09:32:16
Di Emilia Filocamo
La complessità dei rapporti sociali, il gioco delle parti, il groviglio delle situazioni che, dall'iniziale imbarazzo o dal disagio, approdano ad un'introspezione profonda e tentacolare, il desiderio di camuffarsi o, addirittura, di essere altro da sé e le mille strategie e manovre che portano, magari anche senza successo, a raggiungere l'obiettivo. Sono temi costanti nei lavori teatrali che Francesco Branchetti, regista e attore, porta ormai in scena da anni. Chi è avvezzo alla sua arte, è avvezzo anche alle sue scelte: testi che non si fermano all'apparenza, alla superficie, ma che diventano veri e propri scandagli psicologici e sociali, analisi profonde delle dinamiche umane e del rapportarsi con l'altro, vere e proprie indagini giocate però abilmente sul filo sottile della commedia, dell'ironia, del grottesco e dell'assurdo.
Tutto quello che è caro a Francesco Branchetti torna anche questa volta nella commedia di Aldo De Benedetti "L'Onorevole, il Poeta e la Signora", apprezzatissima sia in Italia che all'Estero che, dopo il debutto a Milano, arriva adesso al teatro il Parioli Costanzo di Roma nei giorni 14 e 15 aprile. La trama, un gioco delle parti sapientemente costruito, una scatola cinese di equivoci ed ilarità, una matrioska di scambi di persona, ricatti, trovate, è la storia di un avvocato, Leone, molto attratto da Paola, una giornalista scaltra ed affascinante. Una sera Leone riesce ad invitarla a casa ma non riuscirà ad arrivare al dunque e anzi sarà schernito dalla donna che andrà via lasciandolo in imbarazzo. A quel punto l'Onorevole scopre che in casa sua si è introdotto un uomo, Piero, un poeta squattrinato, che ha ascoltato tutte le conversazioni nascosto dietro una tenda. Da questo incontro casuale, parte la miccia che alimenta una serie di qui pro quo che cambieranno completamente la vita dei due uomini e che faranno dell'intelligenza uno strumento prezioso ed una chiave di volta. Ad interpretare l'Onorevole, l'attore Lorenzo Flaherty, che ha recitato al fianco di attori ed attrici del calibro di Irene Papas, John Savage, Annie Girardot; nel ruolo del Poeta, Francesco Branchetti, anche regista della commedia, che ha affiancato grandi nomi del teatro e del cinema come Bruno Ganz, Laurent Terzieff, Barbara De Rossi o Roberto Herlitzka e molti altri. Nel ruolo della Signora, Isabella Giannone, attrice che vanta una lunga carriera in teatro, cinema e tv.
A parlare della commedia è proprio Francesco Branchetti, nel doppio ruolo appunto di regista e interprete.
I testi e le commedie che scegli di portare in scena sono sempre complessi, caratterizzati da indagini introspettive dei personaggi e da un articolato gioco delle parti. E' una tua scelta precisa che scaturisce da un motivo particolare?
Credo che la vita sia un ininterrotto gioco dalle parti e che i rapporti siano interessanti nella loro complessità e non nella loro superficiale esperienza, per cui tento di portare in scena ciò che ritengo affascinante e per me affascinante e seduttiva è la complessità dei rapporti umani e la complessità dei caratteri e delle situazioni; questa è la ragione che motiva la mia scelta dei testi e degli argomenti da portare in scena di volta in volta.
L'aspetto che preferisci di quest'opera? Quello che attira maggiormente il pubblico fino a conquistarlo?
Essenzialmente ciò che mi affascina di più in questo testo è il desiderio di essere qualcuno diverso da sé, il desiderio di essere diversi da come siamo. L'identità dell'uomo occidentale è profondamente in crisi e il testo lo mostra con una straordinaria modernità: questo è secondo me l'aspetto più interessante della commedia che stiamo portando in scena. La voglia di essere qualcun altro, di cambiare, di essere tutt'altro da quello che siamo.
Hai un segreto particolare per riuscire ad interpretare sia il ruolo del Poeta che quello del regista?
L'unico segreto che ho è preparare il mio ruolo molto molto tempo prima dell'inizio delle prove che faccio come regista per cui quando dirigo gli altri attori, il mio ruolo è già pronto e il lavoro sul mio personaggio l'ho già fatto. Dunque l'unico segreto è quello di dividere profondamente le due cose nel tempo.
Raccontaci dei due protagonisti e cosa li rende perfetti per il ruolo.
A mio avviso non ci sono caratteristiche che appartengano agli attori che interpretano un ruolo a renderli perfetti per quel ruolo. A renderli perfetti per un ruolo è secondo me il lavoro svolto e il lavoro che ho svolto con Lorenzo e su me stesso devo dire mi ha molto soddisfatto e credo che il risultato sia molto efficace
Prossimi progetti?
Il mio prossimo progetto è la regia di uno spettacolo con una interprete conosciutissima e molto amata dal pubblico, sia in Italia che all'estero
Lo spettacolo, la commedia del passato di cui avresti voluto essere regista?
Beh, avrei voluto essere il regista dell'Isola degli schiavi portato in scena dal Piccolo di Milano moltissimi anni fa.
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