Tu sei qui: Flusso di CoscienzaRavello, ZTL tra rabbia e trasparenza mancata: i cittadini chiedono chiarezza sui conti
Inserito da (Admin), venerdì 29 agosto 2025 22:23:48
di Secondo Amalfitano
Ad aprile scorso già scrivevo sul caos ZTL a Ravello, perché era facilmente intuibile che si stava scatenando una bufera.
In tutta onestà, non immaginavo che social e giornali sarebbero stati presi d'assalto per dare sfogo a rabbia e malumori; finanche la "politica" ravellese si è risvegliata e ha preso posizione con un "BASTA", che ha ricoperto in questi giorni le mura ravellesi con un manifesto che speriamo possa essere il primo di una lunga serie.
Inutile negare che lo studio di questi fenomeni sociologici di vissuto locale mi appassiona e mi intriga ben oltre quello che appare; mi intriga tanto da azzardare alcune riflessioni.
La prima riflessione che mi viene, di fronte a questo fenomeno, è la conferma della validità del vecchio adagio ravellese: "chella carne coce, chella ca sta vicino all'uoss" (ci preme e ci fa male tutto quello che ci colpisce nell'intimo); sono stati tanti, troppi, praticamente tutti, quelli colpiti da multe e disservizi, per sperare che il disastro amministrativo passasse inosservato.
Sempre per rimanere sui detti locali, un'altra riflessione sulla gestione complessiva, prima e dopo il rilascio dei permessi, può essere così fotografata: "ho" andato per correggere e "sono" fatto un altro errore!
Dal primo gennaio 2025 e fino al 30 giugno 2025 (giorno più, giorno meno) l'intero sistema "ZTL-strisce blu-parcheggi" era fuori controllo e i cittadini erano impossibilitati a parcheggiare "in serenità"; se ne deduce che i controlli siano stati ridotti, se non bloccati, e per di più per tutti i parcheggi, anche quelli dei non residenti. Di conseguenza, è ipotizzabile che le entrate per le casse comunali abbiano registrato un severo calo.
Continuando nel ragionamento, e andando avanti ai due mesi successivi, luglio e agosto 2025, dal chiacchiericcio paesano e dalla mole di post e articoli, si dedurrebbe una sorta di massacro collettivo a mezzo multa, con una impennata improvvisa e anomala; continuando nelle deduzioni, si potrebbe dire che, per colpa di non si sa chi, per cause e motivi che sfuggono ai più, per il primo semestre 2025 dovrebbe essere saltata tutta la previsione di bilancio. Se così dovesse essere, il problema sarebbe ben più grave di quello che tanti cittadini hanno già subito; infatti sarebbero tutti i cittadini, anche quelli senza multa e senza macchina, a dover pagare qualcosa in futuro.
Fin qui le deduzioni. Volendo accennare a qualche constatazione, diciamo che non è dato sapere di chi sia la responsabilità del caos; nessuna indicazione sovviene dagli atti comunali, e men che meno dalla comunicazione istituzionale, e neppure da quella privata territoriale, notoriamente attenta, scrupolosa, onesta, oggettiva, imparziale, professionale, super partes, che non fa sconti a nessuno, mai faziosa, mai cattiva. A voler essere generosi, possiamo concludere che qualche difetto di trasparenza c'è.
Deduzioni? Fantasie? Ipotesi infondate? Quindi, per ritornare ai detti locali: "chi 'a avut, ‘a avut, e chi ‘a dat, ‘a dat"?
NO! Basterebbe rimanere lucidi e, dopo la rabbia, chiedere all'Amministrazione Comunale di rendere pubblici i seguenti dati:
A) Gettito delle entrate di parcheggio e contravvenzioni per il primo semestre 2025 e analogo del 2024;
B) Incidenza percentuale del consuntivo entrate parcheggi primo semestre 2025 sull'intera previsione di bilancio annuale 2025 e analoga incidenza percentuale per il 2024;
C) Numero di contravvenzioni elevate nei mesi di luglio e agosto 2025 e dato analogo per il 2024.
Di sicuro non ci sarà nessuna risposta ufficiale a queste domande (alle risposte non ufficiali ci ho fatto il callo, oramai), ma è bene sottolineare che tutto quanto sopra richiesto sono dati accessibili per legge a qualunque cittadino che ne faccia richiesta ufficiale. Ovviamente, ricordiamo a tutti che qualsiasi Consigliere Comunale, maggioranza o minoranza, non fa differenza, può avere direttamente accesso agli atti per l'espletamento del mandato, ma anche per assolvere al dovere civico e morale verso i propri elettori.
In conclusione, mi permetto di sottolineare che, in Democrazia, un popolo che protesta democraticamente sicuramente dà un segnale di civiltà, ma un popolo che usa, fino in fondo e tutti, gli strumenti che la democrazia offre, dà un segnale che nella Storia ha sempre fatto la differenza fra i Popoli e i GRANDI POPOLI.
È esattamente la differenza fra IL DIRE e IL FARE.
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