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Territorio e Ambiente

Ravello Lab 2021: una proposta concreta per PNRR cultura

Tre giorni di approfondimenti e dibattiti per rendere vivo e vitale un settore strategico come quello dell’industria culturale e creativa nell’era post Covid

Scritto da (redazionelda), sabato 16 ottobre 2021 16:18:10

Ultimo aggiornamento lunedì 18 ottobre 2021 14:43:54

Si è conclusa la sedicesima edizione di Ravello Lab - Colloqui Interazionali, il forum europeo promosso da Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, Federculture e Formez PA. Il laboratorio di idee e proposte ha raccolto in una tre giorni di approfondimenti e dibattiti una serie di raccomandazioni che puntano a rendere vivo e vitale un settore strategico come quello dell'industria culturale e creativa nell'era post Covid.

Ravello Lab è ormai una formula consolidata di "intelligenza connettiva" per avanzare nuove proposte di policy, promuovere e valorizzare interventi che restituiscano prospettive competitive, mettendo insieme formazione, competenze e sperimentazioni che diano vita a una nuova strategia della cultura come fattore di sviluppo locale.

Sul tema centrale "Cultura è futuro" che ha caratterizzato la sessione di apertura dedicata al protagonismo delle città e dei territori, si sono sviluppate le riflessioni nei due laboratori tematici che hanno elaborato una prima bozza delle "raccomandazioni".

Una proposta articolata per un PNRR della cultura, basata sulla sostenibilità delle imprese socio culturali nell'attuale fase di rilancio post Covid.

Alfonso Andria, presidente del Centro Universitario per i Beni Culturali e del Comitato Ravello Lab: "Questa sedicesima edizione è stata più che mai caratterizzata dalla vivacità della discussione in entrambi i panel tematici, dalla ricchezza dei contenuti e da veri spunti propositivi e progettuali. Se dovessi cogliere l'elemento unificante tra il tema della pianificazione strategica nelle aree interne e nei paesaggi culturali e l'impresa socio-culturale, rispettivamente affidati alla conduzione e al coordinamento di Fabio Pollice, rettore dell'Università del Salento e Pier Paolo Forte, ordinario di Diritto Amministrativo all'Università del Sannio, lo individuerei nella necessità di una progettazione integrata non più soltanto delle singole realtà locali, ma di territori contigui e tra loro omogenei. Peraltro spontaneamente già si sta registrando qui e là un tale superamento di una logica campanilistica. Presenteremo alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, che ha partecipato da remoto alla sessione conclusiva dei nostri lavori, queste nostre proposte, di particolare attualità nella fase della ripartenza che è in atto e per la migliore destinazione delle risorse rivenienti dal PNRR".

Andrea Cancellato, Presidente Federculture: "Due indicazioni operative per Federculture dalle giornate di Ravello Lab 2021: operare attivamente per il recupero vero delle aree interne da parte dei giovani con infrastrutture concrete e digitali con presidi reali, prima di tutto le biblioteche di pubblica lettura come centri di produzione culturale; riformare il ruolo e la natura delle fondazioni culturali come strumento del sistema pubblico in ambito culturale per il raggiungimento degli obiettivi di diffusione e partecipazione culturale attiva nelle nostre comunità".

Alberto Bonisoli, presidente Formez PA: "Siamo felici che Formez PA sia tornato a Ravello perché questa importante manifestazione è un incubatore di idee che contribuisce allo sviluppo delle politiche culturali di questo Paese. Non solo: c'è bisogno di un luogo dove gli operatori della cultura, i rappresentanti delle amministrazioni e tutti coloro che sono interessati allo sviluppo delle comunità locali, si possano incontrare. Ravello Lab offre proprio questa possibilità. Formez PA, lavorando con le pubbliche amministrazioni, vuole dare il suo contributo affinché queste politiche culturali si trasformino in iniziative che tutti i cittadini possano toccare con mano. Per far sì che questo accada c'è bisogno di procedure e competenze: ed è proprio questo il lavoro che porta avanti l'istituto che presiedo".

Fabio Pollice, Rettore dell'Università del Salento e chairman del panel 1 dal titolo "Paesaggio culturale e aree interne. Pianificazione strategica e progettazione integrata nel tempo della ripartenza": "Lo sviluppo delle aree interne può essere favorito, se non determinato, dalla valorizzazione dei relativi contesti paesaggistici, non già perché il paesaggio culturale possiede un intrinseco valore economico, ma perché ha un valore esistenziale, funzionale al radicamento delle comunità nei rispettivi contesti territoriali. Riqualificare il paesaggio, ricostruire il rapporto simbiotico tra la comunità e il relativo contesto paesaggistico, dove l'uno alimenta l'altro, rafforza l'investimento affettivo e patrimoniale del singolo come della collettività locale nel suo complesso. Lo spopolamento delle aree interne conduce alla dequalificazione del paesaggio, ma è vero anche che quest'ultima accelera lo spopolamento, innescando una pericolosa spirale involutiva. Di qui l'esigenza di mettere nelle aree interne il paesaggio e la cultura al centro di un progetto territoriale con il coinvolgimento attivo della comunità locale. Il piano, per essere efficace, deve essere infatti inclusivo e integrare i diversi attori che operano nel territorio ed in esso si riconoscono con una dimensione necessariamente sovracomunale, aggregando comuni contermini che si inseriscono nella medesima cornice paesaggistica".

Pierpaolo Forte, docente dell'Università del Sannio e chairman del panel 2 "L'impresa socio-culturale": "Mai come quest'anno abbiamo avuto coscienza di svolgere un ruolo di ricerca, di sonda, di innovazione, chiamati perciò innanzitutto a problematizzare, a porsi domande in relazione a trasformazioni che richiederanno tempo e ostinazione nel perseguire obiettivi ben definiti e misurabili. Ci sono eccezionali e irripetibili condizioni di contesto, il PNRR, una non scontata Europa solidale, la necessità di dare attuazione alla Convenzione di Faro, tutti fattori che richiedono una nuova forma di definizione della catena del valore, con misurazioni di impatto, alleanze di scopo, co-progettazioni, partenariati pubblici e privati di nuova generazione: una nuova fase "contributiva" dove cittadini, imprese e istituzioni siano soggetti protagonisti della ripartenza, il che include nel paradigma dello sviluppo sostenibile il potenziamento delle comunità mediante il fare impresa con riferimento al "fatto sociale", all'innovazione, all'impatto, alla necessità di nuove forme di inclusione e di rigenerazione.

Si possono usare basi e perimetri larghi, filiere, piattaforme, relazioni fino ad includere i segmenti istituzionali, quelli creativi e delle manifatture artigianali, la ricerca e la formazione, in operazioni di tessitura. Ed è apparso meno problematico rispetto al passato il ruolo dei soggetti in controllo pubblico, che ormai partecipano, talora in vera e propria supplenza istituzionale, alla costruzione delle politiche pubbliche ed alla loro attuazione, che operano nel territorio che li circonda con una vera e propria nuova legittimazione dal basso".

Tra i numerosi relatori e partecipanti a Ravello Lab 2021, Giampaolo D'Andrea, consigliere del Ministro della Cultura; Baia Curioni, presidente giuria per la selezione della Capitale Italiana della Cultura; Maria Limardo, sindaco di Vibo Valentia, Capitale Italiana del Libro 2021; Giovanni Macrì, sindaco di Tropea Borgo dei Borghi 2021; Alessandra Vittorini, direttore Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali; Valeria Fascione, assessore alla Ricerca, Innovazione e Start up della Regione Campania; Vincenzo Trione, presidente Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali; Francesca Velani, coordinatrice Parma 20-21

Agostino Riitano, coordinatore candidatura Procida Capitale Italiana della Cultura 2022; Loredana Capone, presidente Consiglio regionale della Puglia; i giornalisti Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera e Titti Marrone de "Il Mattino", Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, Maurizio Di Stefano, presidente Icomos Italia.

Per le conclusioni è intervenuta, in collegamento, la Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna.

Come di consueto nelle prossime settimane i lavori del laboratorio saranno condensati nelle raccomandazioni al Governo e agli stakeholder pubblici e privati come strumento strategico di approfondimento e sviluppo.

I contenuti video dell'edizione 2021 sono consultabili sul canale YouTube dedicato e sulla pagina Facebook.

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