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Storia e Storie

Padre Bonaventura Mansi, il ravellese che salvò Assisi dalle bombe

Scritto da (Redazione), sabato 8 febbraio 2020 16:20:20

Ultimo aggiornamento sabato 8 febbraio 2020 18:38:36

di Emiliano Amato

Ravello guarda con occhio sempre attento al cuore della francescanità, perchè legata fedelmente alla figura di San Francesco d'Assisi che nel XIII secolo, pellegrino ad Amalfi sulla tomba dell'Apostolo Andrea ivi traslate da Costantinopoli nel 1208, si recò presso il rione Ponticeto di Ravello dove, intorno all'antica chiesa di San Giovanni, fondò l'attuale Convento.

La presenza dell'ordine minoritico a Ravello viene segnalata, per la prima volta, tra il 1221 e il 1222, quattro anni prima della morte del poverello di Assisi.

La pia leggenda vuole che sulla via che dal centro storico conduce al Convento, Francesco avrebbe sfruttato una sporgenza rocciosa per riposarsi.

Su quella roccia, ancora oggi visibile, sorge un'antica cappelletta con una iscrizione che ne ricorda l'episodio. Già sede vescovile dal 1086, sotto le dirette pertinenze papali, Ravello ospitò, tra il IX e il XIII secolo importanti esperienze monastico - mendicanti, connotate di notevole incidenza civile, artistica e culturale in ambito medievale.

Ma è nel corso del secondo conflitto bellico che Ravello risulterà determinante per il prosieguo della scia di Francesco.

Nel 1944 il custode del Sacro Convento di Assisi, Padre Bonaventura Mansi, originario di Ravello, salvò la Basilica e la città dai bombardamenti, evitando così una seconda Montecassino.

Padre Mansi si rese conto che per salvare San Francesco bisognava salvare Assisi, capì che per salvare la città dalle distruzioni della guerra la si doveva trasformare in una città ospedaliera, così da allontanare le truppe belliche.

All'idea segui subito l'azione: sollecitò la Segreteria di Stato della Città del Vaticano perché si ottenesse dalle parti belligeranti il riconoscimento di Assisi come città ospedaliera; parlò con il governo fascista di Salò e poi con i tedeschi che occupavano Assisi. Ai primi di febbraio, il Colonnello tedesco Valentino Muller fece sgombrare la città dai reparti di polizia militare e dal gruppo di aviatori e aumentò il numero degli ospedali.

Ad Assisi non esistevano più obiettivi militari e inglesi e americani non la bombardarono. Padre Bonaventura Mansi nel nome di San Francesco era riuscito ad imporsi e salvare quei capolavori immortali.

Nato a Londra nel 1900 da genitori ravellesi, Padre Bonaventura Mansi (come suo fratello minore Antonio, morto in odore di santità e per il quale è stata aperta la causa di beatificazione) veniva ricevuto nell'ordine dei Frati Minori Conventuali presso il Convento di San Francesco di Ravello nel 1915. Qui compiva gli studi medio/ginnasiali, per poi cominciare il noviziato in Assisi con Padre Giuseppe Jacchetti. Il 29 novembre 1920 faceva la professione semplice sulla tomba di San Francesco e proseguiva gli studi filosofici nel Seminario Regionale Umbro.

Nell'ottobre 1921 era accettato al Collegio San Bonaventura di Roma, restandovi fino al 1923, quando ritornava nella sua Ravello. Nel 1924 era ordinato sacerdote ad Aversa, dove rimase fino al 1931, in qualità di professore di Musica nel Seminario diocesano e guardiano del convento locale. Dal 1931 al 1933 fu rettore del Collegio Missionario romano al Collegio di Sant'Antonio presso le Terme Antoniniane di Roma, mentre, dal 1933 al 1937, ritornava ad Assisi come rettore dei probandi.

Dal 1937 al 1945 divenne Custode del Sacro Convento e difensore della Città di Assisi, dichiarata città ospedaliera, sgombra dalle truppe tedesche.

Dal 1945 al 1948 Padre Mansi fu animatore degli Studi di Teologia per i laici a Firenze, Padova, Napoli, Perugia, Assisi, Viterbo, Albano, Potenza e Messina. Dal 1948 al 1954 ricoprì le cariche di Segretario, Assistente Generale, Procuratore Generale e Vicario dell'Ordine. Nel Capitolo Generale del 1954 gli venne affidata la Delegazione per i Monasteri delle Clarisse dipendenti dei Conventuali e Visitatore di varie Province. Dal 1955 al 1964, infine, fu Ministro Provinciale di Napoli, terminando il suo pellegrinaggio terreno il 25 novembre 1964.

Il 25 novembre 2004, l'urna contenente i resti mortali di Padre Bonaventura Mansi e fra Antonio Mansi (Londra 1896 - Roma 1918) viene tumulata nella chiesa San Francesco a Ravello, sotto la nicchia della Statua del Serafico Padre.

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