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Politica

Crisi Covid, l’intervista a Nicola Amato: «Urlare non serve, ora la politica salvi famiglie e lavoratori»

Amato stila un documento molto dettagliato che potrebbe offrire spunti interessanti e determinanti anche per altri comuni e che offriamo all’opinione pubblica

Scritto da (Redazione), mercoledì 29 aprile 2020 12:04:19

Ultimo aggiornamento mercoledì 29 aprile 2020 12:22:33

In questo tempo di emergenza è senza dubbio necessario riorganizzare le idee e guardare al futuro con speranza e soprattutto ottimismo. Ma per farlo bisogna tenere conto del passato, fino al momento in cui l'arbitro ha fischiato la sospensione della partita. A Ravello, come in tutta la Costiera Amalfitana, tante le preoccupazioni del lavoro legato imprescindibilmente al turismo. Inquietudini che inevitabilmente si ripercuotono sulla condizione delle famiglie. Abbiamo intervistato Nicola Amato, consigliere comunale di minoranza di Ravello, già responsabile dell'Ufficio Tributi a Palazzo Tolla, uomo di acclarata esperienza politico-amministrativa, una risorsa per il paese, che dall'inizio dell'emergenza è stato in prima linea. E in sei risposte ci dice quello che la politica e le istituzioni possono e devono fare, avanzando un suo piano socio-economico per il Comune di Ravello. Un documento molto dettagliato che potrebbe offrire spunti interessanti e determinanti anche per altri comuni e che offriamo all'opinione pubblica.

 

1) Stiamo vivendo una situazione senza precedenti che richiede maggiore impegno e sinergie dalle istituzioni ai cittadini.

 

Prima di rispondere, mi corre l'obbligo di ringraziare tutti i cittadini di Ravello per aver dimostrato un civismo fuori dal comune, sempre rispettosi delle regole e delle restrizioni imposte, tant'è che Ravello può vantarsi di non aver alimentato alcun focolaio del famigerato coronavirus. Gli stessi cittadini rientranti dall'estero si sono comportati in modo esemplare per evitare eventuali contagi ai propri congiunti e alla collettività (nonostante in un solo caso sia stato accertato lo sviluppo asintomatico del virus, ad oggi scomparso).

In questo momento di smarrimento generale, un grazie va ai tanti commercianti che hanno assolto ad un compito sociale non di poco conto, mettendo a rischio la propria salute in un clima di tensioni e paure.

Non da poco, il comportamento responsabile (anche se di rassegnazione) delle tante aziende che hanno dovuto subire una serrata forzata che ha compromesso il lavoro, la propria economia, ma soprattutto il sostentamento di tante famiglie.

Agli stessi va un accorato appello alla ripresa per avviare al lavoro quante più persone possibili, in sinergia con il Comune, il quale dovrà fare la sua parte nel creare le condizioni per la ripresa.

La sinergia tra le istituzioni ha visto in prima linea le Forze dell'Ordine e la Polizia Locale che hanno presidiato il territorio al fine di evitare spostamenti non necessitati.

Altro aspetto positivo la presenza nel C.O.C. Centro operativo comunale per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, anche dei consiglieri comunali di opposizione. Non una mera presenza, ma un vero e proprio impegno a servizio della collettività.

Un ruolo importante è stato svolto dalla stampa locale sempre pronta ad informare la popolazione sulle misure adottate e sui comportamenti da tenere, in questo Il Vescovado si è distinto per solerzia e collaborazione.

Da ultimo solo per meglio ricordare, il pensiero e la gratitudineva a tutti i medici, infermieri e agli altri operatori socio sanitari, impegnati in prima linea. Molti dei quali, veri e propri caduti di guerra, hanno perso la vita combattendo ogni giorno una guerra impari, a mani nude, senza armi efficaci e sufficienti, per la tutela della nostra salute.

 

2) Con il gruppo Insieme per Ravello vi eravate dichiarati disponibili a collaborare con l'Amministrazione comunale per questa emergenza relativamente all'individuazione degli aventi diritto ai buoni spesa. Ma a vostro dire il Sindaco non avrebbe accolto l'invito.

 

Con la nota del 31 marzo noi non chiedevamo in modo specifico di intervenire sull'individuzione degli aventi dirittto ai buoni alimentari, ma abbiamo chiesto la convocazione permanente della Conferenza dei Capigruppo per poter assicurare il nostro apporto politico istituzionale alle scelte che si andavano a prendere:

 

  1. per intervenire in modo concreto e tangibile a favore delle famiglie disagiate in conseguenza del Covid 19, anche attingendo dai fondi comunali;
  2. per arginare la situazione di grave crisi economica e sociale;
  3. per intervenire a favore delle imprese messe in ginocchio dal blocco di ogni attività con conseguente blocco delle assunzioni;
  4. per programmare la ripresa anche evitando, in questo momento, di utilizzare fondi comunali per attività dispendiose e non necesarie, in ogni caso differibili.

Il Sindaco non ci ha degnato di risposta e solo durante l'intervista al Vescovado ha affermato che dette proposte avremmo dovuto formularle per iscritto.

Tesi sostenuta anche dal suo vice.

In verità il 6 marzo 2020 ho presentato al Sindaco e ai consiglieri comunali una serie di proposte (per iscritto), senza che nessuna risposta in merito pervenisse allo scrivente dall'A.C. così come già successo in altre circostanze.

Chiudevo quella nota precisando che: Prima di chiedere lo stato di "calamità turistica", la situazione di incertezza in cui ci troviamo impone atti significativi ed urgenti e l'assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Anche in quella circostanza davo disponibilità a partecipare ad un tavolo di lavoro.

Sono convinto che la crescita di un paese civile, in questo momento della vita amministrativa di Ravello e di grande difficoltà per i cittadini e le aziende, passi necessariamente attraverso un confronto leale e responsabile con le forze politiche e sociali, in una sorta di governance amministrativa, ove il ruolo delle opposizioni, deve essere attivo e costruttivo.

Le richieste del 6 e 31 marzo, ad oggi disattese, non venivano formulate per il solo piacere di sedere attorno ad un tavolo, bensì voleva rappresentare una forma di ausilio, in questo momento difficile per tutti e dare un segnale forte ai cittadini di Ravello.

Un segnale di unità di intenti e di vicinanza veraalla poplazione immaginando di costruire per loro un futuro che li portasse a sperare e vedere un barlume di luce.

Nessuna presunzione di avere la ricetta e la soluzione giusta, ma un tavolo di ascolto e di concertazione, da attivarsi anche con la presenza degli imprenditori locali.

Noi, come Ravello nel Cuore, avremmo chiesto sobrietà nel bilancio, eliminazione di sprechi o di spese non necessarie e differibili, e avremmo proposto la creazione di un fondo salva famiglie ed imprese indicando e proponendo le possibili soluzioni.

 

3) L'effetto Covid si ripercuote sull'economia e sui bilanci delle famiglie e dei comuni. A Ravello, almeno per l'anno in corso, si dovrà dire addio a introiti importanti come quelli derivanti dai parcheggi, tassa di soggiorno, occupazione di suolo pubblico... Da tecnico e politico, quali sono le iniziative che proporrete alla maggioranza voi di Ravello nel Cuore?

 

Egregio Direttore noi oggi dovremmo parlare solo del bilancio delle famiglie, perchè, come descritto dal primo ministro Minghetti il 15 marzo 1861 "il Comune è la prima e la più semplice associazione delle famiglie aventi interessi intimi e quotidiani fra loro", ciò significa che le scelte pubbliche non possono non prescindere dalle esigenze e dalle necessità attuali dei cittadini.

 

Per cui oggi non ci interessa il lato tecnico del bilancio, di cui comunque ne farò cenno, ma l'aspetto più importante è quello di predisporre un bilancio comunale sano, senza impennate, improntato alla solidarietà, da cui attingere risorse per i cittadini per i mesi a venire,

Raggiungere l'equilibrio di bilancio è cosa difficile perchè l'incertezza delle entrate, quattromilioni e ottocentoquarantamila euro circa tra entrate tributarie ed extratributarie (dati 2019) è oggi inimmaginabile.

Quest'anno non avremo l'exploit dei parcheggi, dell'imposta di soggiorno, del suolo comunale, dei bus turistici, della tariffa matrimoni civili, etc. (oltre due milioni di euro).

Sul terreno dovremmo lasciare ben oltre un milione e mezzo di euro di queste entrate.

Tra l'altro è in discussione una proposta legislativa con la quale si ipotizza che l'imposta di soggiorno debba essere incassata dagli esercenti e trattenuta dagli stessi a fronte delle minori entrate 2020!

Dal gettito tributario dovremmo inoltre tagliare un parte di addizionale Irpef per ridotta produzione del reddito, ma anche una quota della TARI, tassa rifiuti, per i mesi di sospensione (chiusura), ope legis, delle attività artigianali, commerciali e dei pubblici servizi (bar, ristoranti e alberghi), etc., che rappresentano ben oltre i due terzi del ruolo TARI, con una previsione di riduzione del carico di almeno il 30/35%, fatti salvi gli eventuali contenziosi che pure dobbiamo cautelativamente considerare.

Dal conto delle spese possiamo togliere le somme previste per il pagamento delle rate sui mutui, ammontanti ad oltre centomila euro, ma dobbiamo soprattutto togliere ogni spesa inutile, superflua, sconsidertata e differibile.

Evitare gli sperchi deve essere la parola d'ordine oltre che contenere le spese già programmate e rinegoziare i contratti attivi tra cui quello della raccolta rifiuti per il ridotto carico di lavoro.

Rinunciare a qualsiasi forma di investimento ed opera pubblica e investire quest'anno unicamente nel sociale, un progetto per le famiglie.

Oggi abbiamo la necessità di realizzare e approvare un bilancio comunale non ordinario ma straordinario, che, oltre alle riduzioni sopra indicate, tenga conto anche della solidarietà obbligata verso famiglie ed imprese.

Per cui il bilancio diventa un vero e proprio piano socio economico del Comune di Ravello tendente alla ricostruzione del tessuto sociale prima che economico.

 

Di conseguenza l'Amministrazione comunale potrà sognare solo ad occhi aperti!

 

Ecco prechè come Gruppo consiliare Ravello nel Cuore volevamo sedere al tavolo della concertazione.

  1. Avremmo chiesto di rivedere, fin dal mese di marzo u.s., il piano industriale del servizio di raccolta e spazzamento rifiuti (una sorta di riorganizzazione del servizio) il cui affidamento principale scadeva il 16 aprile 2020. Anche in considerazione della intervenuta proroga, ridiscutere e rinegoziare con l'azienda i termini contrattuali per i successivi 5/6 mesi tenuto conto del minor carico di lavoro per la chiusura delle attività locali e della riduzione, di fatto, dell'orario di lavoro, dell'opportunità di ridurre le giornate di raccolta, etc.., prevedendo la messa in cassa integrazione da due a quattro Aspetti questi che avrebbero prodotto anche una riduzione considerevole della bolletta TARI. Prendiamo atto che solo oggi è stata pubblicata una deliberazione della Giunta comunale con la quale si danno direttive al Responsabile del servizio per una rinegoziazione contrattuale con l'impresa affidataria del servizio.
  2. Avremmo rappresentato che in un momento di difficoltà per il comune e i cittadini non era opportuno spendere 25.000 euro per realizzare, in questo periodo, le zone ATL in Via XXV Aprile e Via Masullo, soprattutto perchè sono stati prelevati 10.000 euro dal fondo di riserva. Un intervento che si poteva differire a tempi migliori, come lo stesso finanziamento dell'obiettivo avvenuta con deliberazione della Giunta comunale del 27 marzo, in piena emergenza Covid-19 e in un periodo in cui la circolazione e lo spostamento delle persone era ed è pari a zero.
  3. Avevamo chiesto (il 6 marzo) di rendere gratuiti i parcheggi a ciò evitando ulteriore spese fin dal mese di aprile e invece è intervenuta una nuova proroga del servizio senza che un euro, o pochi euro siano stati incassati dal Comune. Il personale, in servizio per pochissime ore settimanali, avrebbe usufruito degli ammortizzatori sociali previsti, mentre l'A.C. si sarebbe potuta impegnare per nuova
  4. Avremmo chiesto di rinegoziare la spesa per il trasporto pubblico locale, per il servizio scuolabus, e la revisone di ogni e qualsiasi contratto in corso.
  5. Avremmo chiesto di rivedere il Regolamento generale delle entrate per introdurre e stabilire, in modo più incisivo, quelle forme di moratoria che la legge oggi consente in caso di difficoltà finanziaria delle famiglie e delle imprese;
  6. Avremmo chiesto di rivedere il Regolamento TARI (ex IUC) per introdurre agevolazioni e riduzioni del carico tariffario per quelle imprese costrette alla chiusura ope legis.
  7. Avremmo chiesto di estendere alle famiglie rimaste senza lavoro il bonus o sconto TARI 2020;
  8. Avremmo chiesto di approvare, da subito, il Rendiconto 2019 per poter utilizzare l'eventuale avanzo di amministrazione per finanziare agevolazioni a famiglie e imprese e mancate entrate.
  9. Avremmo chiesto di destinare all'emergenza il gettito delle concessioni edilizie come assentito a livello centrale.
  10. Avremmo chiesto di limitare le spese ai soli servizi essenziali (riorganizzati) e di amministrazione non sprecando nemmeno un foglio di carta destinando quanto più risorse possibili per finanziare le agevolazioni e la ripresa.
  11. Avremmo chiesto al Sindaco di accantonare ogni forma di investimento non già impegnata, ovvero differirla, qualora il bilancio non fosse stato equilibrato, o qualora il bilancio non permettesse sussidi a favore delle famiglie e/o agevolazioni a famiglie e imprese, fatte salve le somme vincolate per legge. Perchè oggi parlare di opere pubbliche finanziate dal bilancio appare una vera e propria utopia.
  12. Avremmo chiesto di esonerare il pagamento di alcune imposte comunali (Cosap e Pubblicità), per tutto il 2020, alle aziende che nella fase della ripresa avrebbero garantito i livelli occupazionali del 2019, anche se rimodulati;
  13. Avremmo chiesto di attivare un patto sociale con le imprese turistiche al fine di creare occupazione per i cittadini residenti e immaginare una serie di incentivi per favorire il turismo (Imposta di soggiorno, Cosap, Parcheggi, etc.);
  14. Avremmo discusso sui dubbi di esigibilità dalla TARI nei confronti delle imprese che, ope legis, sono state costrette a chiudere le attività per più mesi e proporre, di contro, importanti meccanismi incentivanti, che saranno messe sul tavolo di lavoro, qualora costituito.Anche per evitare il rischio che l'equilibrio del piano finanziario TARI non ricada sull'utenza domestrica con un aumento vertiginoso della tariffa.
  15. Avremmo discusso sull'opportunità del rinvio del pagamento di alcuni tributi comunali, anche con l'inserimento di apposita moratoria, al fine di evitare il ricorso all'anticipazione di tesoreria e immettere liquidità nelle casse comunali.
  16. Avremmo chiesto di destinare le somme risparmiate dalla rinegoziazione dei mutui per il 2020 unicamente per finanziare un apposito fondo salva famiglie così composto:

a) 55.000,00 euro per contributi alle famiglie;

b) 10.000,00 euro per la didattica e formazione a distanza;

c) 55.000,00 euro per contributo fitti integrativi dei fondi regionali.

17. Avremmo chiesto di finanziare un fondo per lavori di utilità sociale di € 200.000,00 immettendo nel fondo tutte le economie provenienti da una corretta ed essenziale gestione contabile, ma anche da trasferimenti sovracomunali e dalla solidsrietà, In tal senso impegnare quei lavoratori che non verrebbero riassunti quest'estate così da garantire una minima entrata.

18. Avremmo chiesto di non aumentare imposte, tributi, canoni e tariffe per non gravare sulle aziende in sofferenza.

19. Avremmo proposto tutto quanto possibile per garantire dignità ai cittadini anche con la partnership delle imprese, associazioni e privati. Iniziativa tanto più forte da portare avanti INSIEME, con una voce sola, ma con l'impegno di tutti (iniziativa di grande rilievo da non sottovalutare).

E' chiaro che il quadro sopra ipotizzato potrà subire variazioni a seguito di trasferimenti pubblici (europei, statali e regionali) di cui tanto si parla. Se così dovesse essere allora destinare ogni forma di aiuto economico regionale, assegnato al Comune di Ravello unicamente alle famiglie e alle imprese, sotto forma di bonus, agevolazioni, riduzioni.

Come riportato in qualche passaggio, creare concertazione significa parlare con una sola voce, a nome di tutto il consiglio comunale e della Città di Ravello per dare iniezioni di fiducia e creare sostentamento.

Io spero che il Sindaco voglia rivedere la propria posizione rispetto al dialogo con le opposizioni e così successivamente portare in Consiglio un bilancio di solidarietà che, e sarebbe la prima volta, possa essere approvato da tutti i consiglieri comunali, a dimostrazione di una concertazione responsabile e solidale.

Noi aspettiamo ancora la chiamata del Sindaco purchè non sia solo quella di avvallare scelte già preconfezionate.

Non tutto è ancora perduto!

 

4) E per i singoli cittadini, le famiglie, i lavoratori stagionali che non saranno occupati?

 

«Stiamo toccando con mano il divario economico esistente nel paese - ha dichiarato il primo cittadino -. Tanto deve indurci a modificare l'approccio alle problematiche economico-sociale della nostra Ravello. Con la occasione rivolgo un caloroso invito agli operatori economici acchè procedano, senza indugio, ad assumere i lavoratori non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno a testimonianza della loro solidarietà»(Fonte Il Vescovado).

 

Quanto accertato dal Sindaco, solo oggi, mi era già chiaro da diverso tempo ma il mio grido d'allarme si perdeva nei meandri delle coscienze. Ora però si deve reagire e correggere.

 

La malattia vera in questo momento non è il Covid-19 ma è il crollo delle economie familiari che saranno dissestate qualora il paese non riesca a ripartire e in caso di ripartenza non faccia salire tutti sul carro della ripresa.

 

E' nostro dovere lavorare e pretendere che ciò accada, i muscoli e i toni della voce devono essere alzati solo ai tavoli della concertazione ove non c'è casacca che tenga. Tutti siamo doverosamente impegnati, tutti siamo responsabili e corresponsabili, tutti siamo bravi o colpevoli.

Sono questi i momenti in cui si lotta, ci si tira per i capelli (!), maa casa della gente dobbiamo portare un risultato, per farli rialzare e camminare da soli, sennò a Ravello avremo i poveri del coronavirus e noi tutti giù dalla torre.

Nel punto precedente ho ipotizzato alcuni interventi per le famiglie con impegni di bilancio di 310.000,00 euro.

Altri impegni per famiglie e aziende sotto forma di agevolazioni, gratuità, etc. per circa 300.000,00 euro.

Non tutti dal bilancio comunale che dovrà essere sobrio, ma anche dai trasferimenti che a livello sovracomunale si stanno ipotizzando e dalla solidarietà.

 

Senza demagogia ritengo che riusciremo a riprenderci, ma è necessario fare le cose per bene, in misura giusta, senza strafare e senza lasciare nessuno a piedi.

Io ho le idee chiare, se qualcuno vorrà ascoltarmi, bene!

 

Per intanto propongo un piano da 310.000,00 euro per le famiglie, basta solo tirare un pò di più la cinghia al bilancio comunale.

- 55.000,00 euro per contributi alle famiglie

- 10.000,00 euro per la didattica e formazione a distanza

- 55.000,00 euro per contributo fitti integrativi dei fondi regionali

 

Lavori di utilità sociale 200.000,00 euro. Il Comune può impegnare (in lavori utili) e pagare quei lavoratori che non verranno riassunti quest'estate così da garantirgli una minima entrata con contratti di utilità sociale.

 

Il ruolo delle Parrocchie e della Chiesa in generale sarà determinante per l'adozione delle famiglie bisognose. E le parole di Papa Francesco Dio non lasciarci in balia della tempesta,sono ora più che mai attuali.

Dobbiamo puntare a realizzare dei contratti di solidarietà imprenditoriale, una sorta di patto sociale di investimento con le aziende, con restituzione quinquennale da parte del Comune (!), al fine di garantire l'occupazione.

 

Per il comparto turismo, per il rilancio c'è bisogno di interventi dello Stato e dell'Europa perchè da soli non ce la possiamo fare ha detto Vincenzo de Luca.

In tal senso proponiamo alla Conferenza dei Sindaci di farsi parte attiva presso la Regione Campania per investire, per tutta la costa d'Amalfi, almeno 10 milioni di euro per eventi nei mesi da luglio a novembre.

Questa somma in parte (3/5) sarà utilizzata per pagare gli spettacoli e l'organizzazione, gli altri 2/5 per riconvertire il personale non occupato per l'assistenza agli eventi (assistenza, viabilità, amministrazione, logistica, etc).

Gli eventi poi dovranno essere fruiti gratis per tutti gli ospiti che alloggeranno nelle strutture in costiera.

 

Per tutti i cittadini il presente è attenzionato dallo Stato, dall'Europa, ma in modo più tangibile dalla Regione Campania, ma il futuro lo dobbiamo costruire e regolare noi. Pioveranno soldi per tutti per cui l'individuazione delle famiglie in difficoltà deve essere fatta con criteri di certezza.

Se non dovesse essere così, nei prossimi mesi invernali vi saranno nuovi poveri per cui ogni risorsa deve essere accantanata per aiutarli.

 

5) Anche a Ravello è scattata la macchina della solidarietà che è riuscita a sopperire a diverse necessità. Si sono registrate ben oltre un centinaio di richieste per il bonus alimentare.

 

La macchina comunale si è attivata per assegnare circa 17.876,53 euro alle persone in difficoltà, così come trasferiti dalla protezione civile nazionale, con l'aggiunta di ulteriori 23.000 euro prelevati dal bilancio comunale.

Alla prima chiamata hanno risposto in tanti ma tante altre persone sono arrivate tardi o hanno deciso di rinunciare, per cui il Comune ha ritenuto dover nuovamente intervenire.

A riguardo dei buoni alimentari noi chiediamo solo trasparenza e correttezza nelle procedure di valutazione e assegnazione sanzionando i furbi a discapito di altri.

E la macchina della solidarietà a Ravello non è stata da meno che in altri paesi.

E' nato un movimento di volontari (lodevole iniziativa) che hanno consegnato derrate alimentari alle famiglie in difficoltà offerte da aziende e cittadini.

Altre attenzioni sono state poste in essere sul territorio per aiutare chi ha bussato alla propria porta. Ognuno, con modalità diverse, ha fatto la propria parte perchè Ravello è una città solidale.

La mia raccomandazione è di non essere cicale oggi, ma laboriose formiche che mettono da parte il superfluo per utilizzarlo nei mesi futuri, fino a marzo 2021.

In tal senso, come privati cittadini, volontari di gruppi, associazioni ed istituzioni religiose, si sta valutando la possibilità di intervenire in momenti successivi per essere quanto più possibile vicini alle famiglie in difficoltà.

Per cui la richiesta di prevedere anche nel bilancio comunale somme all'uopo destinate ci sembra più che pertinente.

Il Presidente Mattarella nel messaggio pasquale alla nazione ha affermato: evitiamo il contagio del virus e accettiamo piuttosto il contagio della solidarietà tra di noi".

Il contagio della solidarietà in tempi difficili è una delle medicine più efficaci, purchè ciò che si dona con il cuore non venga infettato dal vantaggio politico.

Tendere la mano verso chi ha bisogno è un nobile gesto che genera gioia immensa!

Sono comunque convinto che tutte queste iniziative, pur essendo iniziative meritevoli di plauso, devono essere inglobate in un unico piano comunale di intervento per evitare distorsioni e raggiungere tutte quelle famiglie che di fatto hanno avuto e avranno problemi a causa del Covid-19.

L'obiettivo è quello di adottare le famiglie in difficoltà e di centralizzare le risorse e tal fine rinnovo l'invito alle persone e alle aziende che ne hanno la possibilità, a contribuire effettuando versamenti sul Conto Corrente Bancario numero 1339904, intestato al Comune di Ravello, con la causale "Donazioni Emergenza Covid-19" - IBAN IT 05H01030 76030 00000 1339904.

 

6) Manca un anno esatto alle elezioni amministrative a Ravello. Cosa farà Nicola Amato?

Il futuro è oggi caro Direttore, non domani!

Se abbiano sogni forti, capaci di rivoluzionare l'economia di questo paese e un bilancio esemplare, allora a terra non lasceremo morti o feriti e solo così possiamo pensare al futuro.

Oggi si ricostruisce il futuro di Ravello, ma anche della costa d'Amalfi, la cui economia, dipendente quasi esclusivamente dal turismo, è stata messa in ginocchio da un virus sconosciuto ed imprevedibile.

Una lezione questa che ci deve far riflettere!

L'aver rivolto l'attenzione solo ai flussi turistici e servizi relativi, unicamente per fare cassa, e non aver immaginato lo sviluppo e la promozione dell'agricoltura (in questi tempi molto sentita), dell'artigianato e delle altre eccellenze del nostro comprensorio, impone una sorta di riconversione economica.

E questa non la si può immaginare da soli, ma serve una concertazione a più ampio raggio ove le aziende non possono essere messe da parte.

Nel PUT e PRG era prevista una Scuola per l'Agricoltura al termine di Via della Repubblica che ora, grazie alla lungimiranza dei nostri amministratori (vedi PUC) è stata eliminata per far posto a 17 alloggi (mi si dirà; per far fronte alle esigenze abitative), dopo che è stato consentito lo sfratto turistico per aumentare l'offerta dell'ospitalità nelle attività extraalberghiere a danno dei cittadini costretti a migrare in altre zone.

Come abbiamo avuto modo di sperimentare sulla nostra pelle quando si ferma il turismo si ferma tutto! E il ritorno alla terra, per molti, è stato utile oltre che salutare.

Le nostre cittadine, i nostri centri storici, le nostre vie sembrano popolate solo da fantasmi!

Questa premessa è utile per farci capire cosa abbiamo preso dal turismo e cosa non abbiamo dato al sistema paese.

E penso ai tanti milioni di imposta di soggiorno entrate nelle casse comunali negli ultimi 7/8 anni.

Le Amministrazioni si sono cullate nell'oro, hanno speso e male questi soldi e altri soldi piovuti dal cielo (ad es.la TASI).

Forse i politici d'oggi hanno retaggi del passato o non hanno idee o stimoli per immaginare una vivibilità diversa dei propri territori.

Allora è il momento del cambiamento delle persone in primis e conseguentemente delle idee.

Sentirsi giovani dentro è un mero eufemismo se per contro non si è effettuato un reset al proprio modo di pensare e di agire, così come al proprio computer.

Spero che i più facciano un passo indietro o di lato, lasciando ad altri, soprattutto alle forze giovani e a persone nuove la gestione della cosa pubblica, da interpretare con altri occhi, con altro spirito, con altra motivazione, con altro impegno, con altra passione, con altri interessi.

Rinnovare la politica, prima nei comportamenti, e di conseguenza delle persone è un buon viatico per ridurre le tensioni tra i gruppi che amministrano questo paese da oltre trent'anni.

E chi ci dice che nuove persone e giovani forze tra loro non troveranno la strada dell'aggregazione, del dialogo inter parters e la costruzione di progetti comuni?

L'auspicio è che si costituisca un gruppo nuovo composto da uomini e donne, mamme, giovani, e magari, come affermo da sempre, un Sindaco al femminile.

Una nuova compagine che ami veramente questo paese e ridisegni una Ravello più solida e più solidale.

Fino a quando certi schemi precostituiti non saranno demoliti non potremo mai assaporare il cambiamento.

Non è l'arroganza di detenere sempre l'ultima parola o la convinzione di essere il migliore in tutto che fanno di un soggetto un buon amministratore.

L'umiltà e la propensiome al dialogo, al confronto, queste sono le doti che servono.

A Ravello abbiamo tanti giovani colti e capaci, ma soprattutto "non contaminati" dal becero egoismo di primeggiare su tutto e tutti.

E' su di loro che dobbiamo investire.

Io coltivo questo sogno anche se qualcuno ha detto e scritto che non bisogna innamorarsi delle proprie idee e che i sogni sono destinati a restare tali.

Io penso che non dobbiamo continuare a derubare i cittadini dei propri sogni!

Quelli della nostra generazione possono mettere a servizio l'esperienza, ma solo come supporto ad una nuova classe politica.

In uno scenario futuro, laddove richiesto, potrei svolgere anche un ruolo di supporto esterno ed interessarmi di un settore specifico dell'amministrazione: la riorganizzazione della macchina comunale e degli uffici pubblici, anche con incarichi di responsabilità.

Vorrei contribuire a riorganizzare la macchina comunale, anche con l'ausilio di una Società di servizi a totale capitale pubblico (da costituire nell'ambito del Comune di Ravello), che possa gestire una serie di servizi comunali, essenziali e non, che potrà dare lavoro stabile a 35/50 persone (manutenzione, custodia, pulizia e assistenza tecnica dell'Auditorium O.N.; manutenzione e pulizia degl edifici comunali; manutenzione del verde pubblico; gestione parcheggi e servizi ausiliari del traffico e della viabilità; gestione infrazioni cds e zone ATL; accoglienza bus turistici; pulizia gabinetti pubblici; servizi cimiteriali; servizi spiaggia; trasporto urbano interno e scolastico; mensa scolastica; servizi di spazzamento; assistenza informatica agli uffici comunali; supporto agli uffici amministrativi e tributi; etc....).

Queste mie considerazione prescindono dal ruolo all'interno del gruppo consiliare Ravello nel Cuore il cui mandato scadrà nella primavera 2021.

 

In ogni caso Nicola Amato resta sempre il pubblico funzionario o uomo delle istituzioni, per cui la sua consueta disponibilità va ben oltre il ruolo di consigliere comunale e sempre ci sarà per i cittadini di Ravello, come ieri, come oggi e per il prossimo futuro, a Dio piacendo.

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