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Tu sei qui: SezioniLettere al Vescovado"La favola degli incoscienti": l'ingegner Taiani racconta la rinascita del Gran Carnevale di Maiori

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Lettere al Vescovado

Gran Carnevale di Maiori

"La favola degli incoscienti": l'ingegner Taiani racconta la rinascita del Gran Carnevale di Maiori

Scritto da (admin), sabato 29 febbraio 2020 13:52:12

Ultimo aggiornamento sabato 29 febbraio 2020 14:33:43

Riceviamo e con piacere pubblichiamo una lettera firmata dall'ingegner Antonio Taiani che, attraverso una favola semiseria, ci racconta il miracolo della rinascita del Gran Carnevale di Maiori. Non senza un accorato ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato, a diverso titolo e in maniera fattiva, alla buona riuscita di uno degli eventi più caratterizzanti del nostro territorio.

*****

C'erano una volta, tanto tanto tempo fa, ma non troppo, due amici: uno si chiamava Antonio e l'altro Alfonso. Entrambi cittadini maioresi che, per motivi particolari, dovevano recarsi a Napoli, a Palazzo Reale, dove erano stati invitati per un grande convegno sul Carnevale. Nacque così la favola degli incoscienti, "laddove l'incoscienza è la madre del buon senso". I due andarono a Napoli, a Palazzo Reale, con la fuori serie di Alfonso, una Fiat 500 gialla, ultimo grido. Giunti lì furono accompagnati in una sala piena di esponenti ed esperti del Carnevale regionale, nazionale e internazionale.
Dopo le dovute presentazioni, il convegno ebbe inizio. Si cominciò a discutere del Carnevale nei diversi paesi e si lessero relazioni incentrate sull'organizzazione di eventi di alto spessore.
Dopo qualche ora toccò anche ai due impavidi maioresi presentare ai grandi esperti il Gran Carnevale della loro città, spaesati più che mai in mezzo a tanta sapienza nel dover dire e nel dover fare.
A questo punto, cosa strana, venne incontro a loro la dea "incoscienza" che diede ad Alfonso il coraggio di parlare e ad Antonio la fierezza di assisterlo.
Iniziarono a far conoscere il Gran Carnevale di Maiori, le sue tradizioni, la passione di quanti ne facevano parte e tutti sembrarono presi dalle parole di Alfonso.
Posizionato nella parte retrostante della sala, Antonio incrociava lo sguardo di Alfonso, cercando di esprimergli fiducia e incoraggiamento.
Mentre Alfonso parlava, Antonio, nel vedere che tutti erano interessati, incominciava a raddrizzarsi sempre di più sulla sedia e a fissare sempre di più Alfonso
Da quel giorno il Gran Carnevale di Maiori entrò di diritto nei "Carnevali Storici d'Italia".
Questi due "incoscienti" non si rendevano conto di quello che era loro capitato: nel ritorno verso casa, cominciarono a comprendere le grandi gesta che, aiutati dalla "dea incoscienza", erano riusciti a compiere e furono pieni di felicità e i loro sguardi, da allora, furono solo di orgoglio e ammirazione dell'uno verso l'altro.
Tornarono a Maiori e comunicarono la notizia a tutti e molte persone decisero di seguirli, perché, in fondo si sa, di incoscienti dal cuore grande ne esistono molti a Maiori.
Negli anni successivi i nostri due eroi furono invitati e chiamati da tanti carnevali regionali e non. Non ultimo quello di Putignano. E così gli "incoscienti", come definiti da alcuni, iniziarono il loro cammino, seguiti piano piano da altri incoscienti come Mario, Alessio, Francesco, Angelo e altri, fino ad arrivare a un numero di circa mille e più.
Alfonso ed Antonio hanno avuto da allora molte soddisfazioni e riconoscimenti e, per le loro gesta, sono stati contattati anche da paesi vicini e lontani che guardano, oggi, al gran Carnevale di Maiori come a una meta da raggiungere.
Alcuni giorni fa, i due sono stati oggetto di un'altra incoscienza: furono, infatti, invitati da un comune, che va per la maggiore per la sua manifestazione mondiale per ottenere un supporto tecnico amministrativo. Ancora una volta i due incoscienti si sono guardati negli occhi e hanno deciso di dare un valido contributo. Poi hanno pensato «visto che questo comune organizza il più grande spettacolo mondiale, denominato "Film festival dei ragazzi", che ci costa bussare alla loro porta per entrare in quella manifestazione? Così possiamo aggiungere un altro grande lustro alla città di Maiori, costa d'Amalfi!». Ed allora i due incoscienti, con una "incoscienza" ancora più grande, hanno bussato a quella porta ed essa è stata loro aperta.
Morale della favola? Anche se vi credono incoscienti e folli non fermatevi, se avete un'idea portatela avanti a qualunque costo.
Così la favola del Gran Carnevale di Maiori, quella di due incoscienti Alfonso e Antonio, finisce con un bellissimo lieto fine arrivato ormai alla 47ma Edizione. Anzi no. La favola continua, perché continuerà con la 48ma edizione del Gran carnevale Maiorese, già in cantiere con altre idee ed innovazioni.

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Uscendo fuori della favola e stando svegli con i piedi per terra, i due protagonisti della fiaba intendono rivolgere un ringraziamento a quanti li hanno voluto seguire, tanto da non farli sentire soli e da infondere loro la forza giusta per andare avanti.
Un ringraziamento soprattutto ai ragazzi che vi hanno partecipato perché sono il motore di uno degli eventi più popolari della nostra città di Maiori, che raccoglie consensi e spettatori da ogni parte d'Italia.
Nonostante il delicato momento che l'intera nazione sta vivendo e affrontando, la manifestazione non si ferma. I sorrisi, che essa regala, fanno superare la paura della particolare vicenda storica che, in questi ultimi tempi, si sta vivendo. Fine della favola: e vissero tutti felici e contenti e lo scherzo di carnevale continua, così come continua l'incoscienza. Nonostante le tantissime difficoltà, il Carnevale continua a vivere. E l'Italia vive e Maiori sogna!

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