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L'Editoriale

Positano piange il suo "Re"

Scritto da (Redazione), domenica 16 giugno 2019 09:42:33

Ultimo aggiornamento domenica 16 giugno 2019 09:45:04

di Umberto Belpedio

Stava ora a Nuova York, ora a Londra o Parigi o in capo al mondo per allestire un'opera teatrale o per dirigere uno dei suoi tanti film, tra una "prima" alla Scala, all'Arena di Verona dove tra pochi giorni ritornava di nuovo, Franco Zeffirelli riusciva a trovare comunque il tempo per sentirsi vicino a Positano, la sua seconda "casa" per oltre mezzo secolo perché il calore della gente e l'aria della costiera amalfitana lo galvanizzavano. Fin dal giorno del suo arrivo quando scoprì quel magico luogo, facendo delle "Tre ville" non solo un autentico un elegante e raffinato salotto affacciato verso l'Isola dei Galli e Capri, ma anche un cenacolo di arte e cultura, attorniato da una pletora di amici e collaboratori che si alternavano con divi del cinema, del teatro o della televisione e qualche rara presenza di uomini politici, come il ministro del Turismo e Spettacolo Bernardo D'Arezzo, venuto in una calda estate in compagnia di Eduardo De Filippo. Si racconta che fu questo piacevole incontro, svoltosi in terrazza, a dare una svolta per l'approvazione della legge sul teatro che si era arenata in Parlamento.

Tra Positano e Zeffirelli è stato un grande amore, un rapporto che sembrava indissolubile, almeno fino ai primi anni del 90, fino a quando non finì nella morsa e nella lotta tra alcuni big della politica locale, trascinato in un'inchiesta di abusi edilizi.

"Ho dato l'anima a questo paese e vengo ripagato in questo modo con un attacco vergognoso ..." raccontava con profonda amarezza a chi gli stava vicino e a chi lo chiamava da lontano.
Zeffirelli ha sempre fatto tanto per Positano e per i positanesi che avevano in lui il nume tutelare. Basta ricordare l'estate del 1974 quando portò il piccolo paese sulla scena del mondo, organizzando il Festival del Teatro, trasformando la spiaggia del Fornillo in uno straordinario palcoscenico.

La Campania pagava i danni provocati dall'epidemia del colera. Il turismo con le sue attività era in ginocchio. La Regione con l'assessore Roberto Virtuoso, sollecitato anche dall'indimenticabile presidente dell'EPT di Salerno, Mario Parrilli, lo aveva chiamato per dare una mano. Il progetto del regista, mezzo fiorentino e mezzo positanese, piacque subito, allestendo tra Capri, Positano, Paestum, Ravello e Napoli una serie di manifestazioni di forte richiamo, cui presero parte tra gli altri anche Carla Fracci e il grande Nureyev.

A Positano dietro invito di Eduardo De Filippo e di Isabella Quarantotto arrivarono per la serata conclusiva e per il premio Laurence Olivier e Joan Flowright, applauditissimi.

Un successo di una rassegna e di una iniziativa che provocò anche qualche reazione piccante da Spoleto per i costi. Si parla di 200 milioni di lire. Una tesi priva di fondamento. Alla fine di uno degli spettacoli al Fornillo, feci notare a Zeffirelli che il costo del biglietto, 20 mila lire, era abbastanza alto per un evento finanziato dalla Regione . E lui di rimando: "pochi apprezzerebbero se tutto fosse gratis".

Zeffirelli ha avuto sempre un buon rapporto con i positanesi, iniziando dalla mitica famiglia Lucibello che la flotta dei gozzi, faceva la spola tra le Tre ville" e la spiaggia grande, con i Rispoli, con i Russo, con i Caldiero, titolari di boutique, con Pepato che aveva inventato i jeans di lino che attirava l'attenzione degli amici del regista, dei Sersale, specialmente Aldo, proprietari del Sirenuse, dj Carlino Cinque, grande padrone di casa del San Pietro, di personaggi noti e di umili pescatori, di amministratori locali, di sindaci e assessori. Alla morte di Andrea Milano, un autista di bus eletto al vertice del Comune, Franco Zeffirelli tra le lacrime tenne una lunga e commovente orazione funebre davanti alla Chiesa Madre. Con il sindaco Giannino Fusco aveva un lungo rapporto d'affetto. Fusco fu disarcionato dal Comune con un provvedimento del prefetto Corrado Catenacci che decretò lo scioglimento del consiglio comunale. Fu un'estate infuocata per il paese. Zeffirelli come tanti positanesi scese in campo con la sua forte vena polemica.

Se Nureyev riuscì ad acquistare l'Isola dei Galli in pieno degli anni Ottanta, lo deve ad un improvviso litigio scoppiato in piena notte tra le pareti delle "Tre Ville". Il celebre danzatore fece le valigie e andò via. Dalla strada di Laurito chiamo un tassista amico, Mimi Barba, che lo accompagnò a Capodichino. Durante il tragitto all'alba verso Napoli, Nureyev confesso all'amico di voler comprare una villa. Fu Barba, conoscitore della vita positanese, a metterlo in contatto con Lorca Massine. E una volta a Parigi, si concluse l'affare. Si disse "un dispetto a Zeffirelli". Il quale provò un grande dolore quando decise di alienare le "Tre Ville", una decisione determinata ora dagli acciacchi ad un'anca e anche da un'amarezza causata da quella che lui considerava uno schiaffo.

Sembrava che fosse interessato all'acquisto Silvio Berlusconi per fare un regalo a Marina . L'ex presidente del Consiglio era venuto apposta per un sopralluogo ma non se ne fece niente, preferendo acquistare la villa sull'Apple del regista messa in vendita dal proprietario e data in concessione a titolo gratuito a Zeffirelli.

La "Tre ville" fu venduta ad un albergatore di Sorrento, Russo, proprietario dell'Isola dei Galli, prima trasformata in un lussuoso albergo e da qualche anno ceduta ad un ricco magnate straniero.

Zeffirelli disse: "ho affidato la mia casa in mani giuste". Da quel giorno , i suoi ritorni a Positano, erano conosciuti soltanto agli intimi, ospite della sua grande amica, donna Virginia Attanasio che gli riservata una suite al San Pietro.
Riposa in pace, mio caro Maestro.

Nella foto Franco Zeffirelli e il giornalista Umberto Belpedio dopo la presentazione del Festival di Positano, giugno 1974

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