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Cultura & Territorio

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Dissesto idrogeologico: pericoli “minori”, preludio ai disastri

Sapere diffuso e partecipazione attiva a tutela del territorio

Scritto da (redazione), giovedì 27 maggio 2021 08:47:08

Ultimo aggiornamento giovedì 27 maggio 2021 14:05:24

di Andrea Della Pietra*

Il dissesto idrogeologico è un problema ben noto agli abitanti della Costiera Amalfitana, abituati da secoli a convivere con frane, alluvioni, colate di fango, smottamenti, incendi, crolli di massi.

Eventi "estremi" o, con più frequenza, di minore entità, rappresentano uno dei principali rischi per la popolazione e per l'ecosistemadell'intera area,molto vulnerabile.

I primi hanno un grande risalto mediatico, in particolare se determinano la perdita di vite umane o danni importanti al territorio: si agisce in genere con interventi "spot" di riparazione e più raramente di rimozione delle cause.

Gli eventi minori, sebbene producano comunque conseguenze sulla vita quotidiana delle persone e sul livello di conservazione del territorio, non destano quasi mai l'attenzione dei media (e delle autorità competenti) se non al livello locale: in generale non si provvede. Oppure, se il disagio generato è forte e generalizzato, si procede con la ben nota"messa in sicurezza" provvisoria.

La scarsa attenzione agli eventi minori è dovuta, a livello di pianificazione, anche alla definizione stessa del concetto di rischio, che è funzione della intensità e della probabilità di accadimento dell'evento (pericolosità), del valore esposto degli elementi che possono essere coinvolti (popolazione, edifici, attività economiche, servizi, ecc.) e della loro vulnerabilità (capacità di resistere o soccombere all'evento calamitoso). Un evento ad alta pericolosità determina un rischio alto, e quindi eventuali interventi di prevenzione, solo se può produrre ripercussioni dirette su un gran numero di persone odi beni che possono rimanerne coinvolti.

All'individuazione di tali rischi provvedono egregiamente i Piani predisposti dalle Autorità di Bacino e dagli altri Enti competenti.

Per i rischi "minori", attesa la difficoltà, se non la impossibilità, di intervenire con opere di protezione oppure sul valore esposto (non è possibile delocalizzare popolazione edabitazioni, spostare il percorso delle strade), è indispensabile ridurre la pericolosità, ovvero la probabilità che accadano gli eventi di dissesto. Un obiettivo conseguibile solo con una manutenzione attenta e continua.

E la manutenzione del territorio, a partire da quella "minuta" e "diffusa", è una delle attività che contribuisce alla prevenzione difrane, colate, piene, ecc.o quanto meno ad abbassare la probabilità che accadano eventi estremamente gravi. Si tratta di un concetto di fondamentale importanza, rispetto al quale tutti i cittadini, in modo attivo o passivo, possono partecipare con un contributo:bisogna individuare e risolvere i piccoli problemi prima che accada un disastro più grande.

Il controllo "di dettaglio" del territorio, tuttavia, non può essere demandato solo alle autorità pubbliche, che non dispongono del personale e dei mezzi necessari per un monitoraggio diffuso che, peraltro,andrebbe svolto anche nelle proprietà private.

Per garantire la stabilità del territorioè importante segnalare, e in seguitomonitorare, quelle situazioni di pericolo che, in apparenza "minori", innescano poi il"disastro"al primo evento metereologico estremo (oggi purtroppo sempre più frequenti, a causa del cambio climatico): gli alvei dei torrenti e dei canali di scolo ostruite da detriti, che possono causare inondazioni;le pendici prive di vegetazione, che possono franare (specie se prossime a corsi d'acqua); le aree con vegetazione incolta (facile preda di incendi), o quella già percorse da incendi (con rocce chepossono crollare, perché fratturate dal calore); le "macere"crollate o non manutenute (anche qualche pietra mancante può rappresentare un pericolo per la stabilità) o l'assenza di colture sulle terrazze (viene meno la funzione di contenimento del terreno prodotta dalle radici e si possono generare smottamenti); i canali degli acquedotti storici danneggiati (che possono produrre frane o smottamenti).

Un'azione in fase di concreta attuazione. Il sito Tutela il Tuo Territorio (https://www.tutelailtuoterritorio.it/- sezione "segnalazioni"), intende offrire un contributo al sistema di prevenzione "minuta", consentendo ai cittadini di avvertire le autorità locali proprio suquelle situazioni di pericolo, o su quei dissesti, che, anche se in apparenza "minori", possonoinnescare eventi calamitosi anche di notevole entità.La "Mitigazione sostenibile del rischio" è una delle azioni previste nel Piano di Gestione della Costiera, finalizzata a conseguire l'obiettivo strategico di "Tutela e valorizzazione del paesaggio consolidato.

*ingegnere

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Sapere diffuso e partecipazione attiva a tutela del tuo territorio

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