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Racconti d'aMare

Amalfi, Costiera Amalfitana, navigazione, bandiere, Marina

La storia e l'importanza della Bandiere della Marina raccontate dal capitano Salvatore Barra

L’esigenza di porre uno stemma distintivo sulla fascia centrale bianca della Bandiera Italiana Nazionale si ebbe allo scopo di evitare una possibile confusione con la bandiera Messicana, i cui colori sono uguali a quelli della nostra bandiera, in particolare per le navi militari e mercantili, che solcavano i mari di tutto il mondo

Inserito da (Redazione Costa d'Amalfi), lunedì 21 novembre 2022 13:57:52

*Di Salvatore Barra

Lo scorso 16 aprile ho letto sul Vescovado l'articolo/testimonianza "All'Accademia Navale di Livorno con la Bandiera della Marina Mercantile", a firma del Professore Sigismondo Nastri, decano dei giornalisti locali, fonte inesauribile e memoria storica della Costa d'Amalfi. Era da qualche tempo che desideravo scrivere qualcosa a proposito delle bandiere, che si inalberano sulle nostre navi , mercantili e militari. Materia che mi ha appassionato da sempre. Ne approfitto adesso, con la complicità dell'input datomi dal giornalista.

L'esigenza di porre uno stemma distintivo sulla fascia centrale bianca della Bandiera Italiana Nazionale si ebbe allo scopo di evitare una possibile confusione con la bandiera Messicana, i cui colori sono uguali a quelli della nostra bandiera, in particolare per le navi militari e mercantili, che solcavano i mari di tutto il mondo. L'ambiguità si risolse , ponendo lo stemma Sabaudo sulla fascia centrale bianca. Dopo la seconda guerra mondiale , con la caduta della Monarchia dei Savoia, si decise di cambiare lo stemma. Ad onor del vero, già prima della seconda guerra mondiale, l'Ufficio araldico della Marina Militare , era stato incaricato per lo studio di un nuovo stemma.

Nel novembre del 1947, il Presidente De Nicola firmò il decreto legge con il quale fu istituita la nuova bandiera navale e mercantile.

Su entrambi i vessilli , militare e mercantile , tra i vari stemmi, appare quello della Repubblica di Amalfi- una Croce Ottagona Bianca in campo Azzurro - inutile dirvi che tutto questo mi riempie di orgoglio : il simbolo della nostra cittadina è visibile in ogni angolo del mondo, per mezzo delle nostre navi ed avamposti della Marina Militare.

Ai visitatori o ospiti stranieri, che incontro sovente, il mio argomento preferito di discussione è la Repubblica di Amalfi; iniziando quasi sempre dallo stemma della nostra Repubblica Marinara sulla bandiera italiana , per poi continuare con la storia della nostra cittadina e dei suoi primati : Prima Repubblica Marinara; Prima marineria ad usare la bussola; Prima Marineria a promulgare le prime leggi del Diritto Marittimo; le origini del Sovrano Ordine di Malta e del suo fondatore Fra' Gerardo Sasso, originario di Scala, della croce ottagona bianca, su campo rosso, bandiera mercantile di Malta; il primato della Fabbricazione della carta; il conio di una moneta propria, il tari; fino ad arrivare - dulcis in fundo - e concludere con le "storie" della sfogliatella di Santa Rosa avvenuta presso l'omonimo Monastero, sito a Conca dei Marini nel XVIII secolo e l'invenzione del Cannellone , risalente ai primi anni del secolo scorso, presso l'Hotel Luna di Amalfi. L'attenzione che suscito nei miei interlocutori è grande , tanto quanto la mia emozione nello spiegare la meravigliosa storia della mia terra, a migliaia di chilometri di distanza.

Fatta questa doverosa premessa, devo aggiungere che la confusione sull'uso , sulle conoscenze e sulle differenze tra la bandiera della Marina Militare e quella mercantile, è tanta. Ad Amalfi , in particolare, il logo della Marina Militare viene usato impropriamente, apponendolo sui souvenir in ceramica, manifesti, cartoline, così come la bandiera militare, la si vede sventolare su abitazioni o lidi privati. Cerco di fare un po' di chiarezza. Le foto dei logo, in allegato, sono chiarificatrici.

Il Logo della MARINA MILITARE: è formato dai quattro stemmi delle Repubbliche Marinare , indicanti le città di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Lo stemma di Venezia è raffigurato il leone alato con la spada alzata nelle zampa destra , mentre la zampa sinistra poggia sul libro del Vangelo di San Marco chiuso.

La corona turrita e rostrata , se si guarda bene raffigura una nave rostrata , cioè con gli speroni (rostri) atti ad offendere. La corona turrita e rostrata è posta in onore di ROMA IMPERIALE, prima potenza navale del Mar Mediterraneo. Quindi, lo stemma della Marina Militare contiene cinque città e non quattro, come notoriamente si dice.

La Bandiera della Marina Militare si deve inalberare su tutte le navi militari della Repubblica Italiana e sugli edifici o avamposti della Marina militare e guardia costiera. Sulle navi , il solo logo (Jack) deve essere inalberato sull'alberetto (o asta) di prua.

Il logo della MARINA MERCANTILE è composto dagli stemmi delle quattro Repubbliche Marinare. Il Leone alato (mercantile) dello stemma di Venezia, chiaramente pacifico, tiene con la zampa destra il Vangelo di San Marco aperto. Nello stemma della Repubblica di Venezia, il Leone alato, chiaramente pacifico, poggia la zampa destra sul Vangelo aperto.

La bandiera mercantile deve essere usata esclusivamente da navi e natanti immatricolate in Italia.

Tutte Le bandiere si inalberano alle otto del mattino e si ammainano al tramonto.

In navigazione, sulle navi militari, la cerimonia dell'ammaina bandiera , si svolge al tramonto del Sole, ed è particolarmente suggestiva. Alla fine della cerimonia , il più' giovane tra gli Ufficiali di Stato Maggiore, generalmente l' Aspirante Guardiamarina, legge la "Preghiera del Marinaio" di Antonio Fogazzaro.

La Marina Militare ha sempre avuto in grande considerazione la Città Repubblica di Amalfi per i suoi trascorsi storici e per il contributo dato alla civiltà' ed alla marineria italiana.

Infatti:

Nel 1881 fu varato un incrociatore nei Cantieri di Castellammare di Stabia , cui fu dato il nome "Flavio Gioia", leggendario inventore della Bussola - Indipendentemente dalla reale esistenza del Navigatore Amalfitano, la Marina Militare intendeva omaggiare la marineria amalfitana del Ducato di Amalfi. Nel 1883 la Città di Amalfi donò la bandiera di combattimento alla Nave "Flavio Gioia"

Il 3 agosto 1913, il Comune di Amalfi e la partecipazione della cittadinanza tutta offrirono al Comandante del Regio Incrociatore "AMALFI" la bandiera di combattimento racchiusa in un cofano di bronzo dorato,

Dei due Incrociatori - "Flavio Gioia" ed "Amalfi" - scriverò in seguito , in separato articolo.

Lunedì 25 Giugno 1956 - La città di Amalfi donò la Bandiera di Combattimento alla CorvettaAlcione della Marina Militare Italiana.

Domenica 9 Luglio 1967 - La Città di Amalfi donò la bandiera di combattimento alla Motocannoniera "Saetta" - Pur avendo, a quel tempo, poco più di otto anni ricordo molto bene quella Domenica di 55 anni fa. In rada vi erano le Fregate "Castore" e "Canopo". Le tre unità erano "vestite" a festa , inalberando il "Gran Pavese" ( O Gala, la serie di bandierine che uniscono la prua alla poppa della nave, passando per l'albero di Maestra). La città era imbandierata con i simboli di Amalfi e della Marina Militare. La banda centrale della Marina Militare , sfilò per le vie cittadine e , assieme ad un plotone di Marinai, omaggiò i caduti delle due guerre mondiali , prima al Monumento ai caduti in piazza Municipio, poi alla lapide (dei Marinai caduti) sita sul lungomare dei Cavalieri. Dopo la cerimonia, una corona di Alloro fu deposta nelle acque antistanti Amalfi , da una delle due fregate, alla memoria dei marinai caduti.

Nel pomeriggio, io o, mio fratello Vito, Silvio ed Antonio Cobalto (fu Vittorio) e Silvio Cobalto (fu Leonardo) visitammo la Motocannoniera "Saetta". Non so come ci intrufolammo in uno dei dormitori della nave, locale interdetto alle visite: "Cosa fate là", era la voce severa di un marinaio barbuto che ci aveva sorpreso nel posto proibito. Non proferimmo parola ma ci sentimmo come topi in trappola e scappammo, è il caso di dire, "come saette". Una giornata memorabile che mi affascinò a tal punto che generò in me un seme, che in seguito crebbe e si trasformò in passione: passione per la Marina e per il Mare.

Da allora la Marina Militare organizzò un solo evento , risalente agli anni settanta, negli antichi Arsenali della Repubblica, una mostra, di modellini di Navi Militari. Ricordo quello della Nave scuola Amerigo Vespucci l'Incrociatore Caio Duili, riprodotto in scala (cioè proporzionato alle sue reali dimensioni) e posto in una grande vasca..

Da allora si è avuto un progressivo allontanamento tra la Marina ed Amalfi. Al punto che, nel corso dell'ultima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, svoltasi ad Amalfi il cinque Giugno 2022, non vi era alcuna rappresentanza di navi in rada e della Fanfara della Marina, la cui presenza in precedenza non era mai mancata.

Gli eventi descritti brillantemente dal Professore Nastri, con i relativi onori ricevuti dalla nostra cittadina, sono solo un lontano ricordo. E' il caso di dire che erano altri tempi, altri uomini, altri amministratori. Ai nostri figli dobbiamo lasciare in eredità non soldi e proprietà ma la cultura, i valori la civiltà e le tradizioni che ci hanno trasmesso i nostri avi e che hanno reso grande il nostro piccolo territorio.

Come riportato dal Professor Nastri, la bandiera della Marina Mercantile fu decorata con la medaglia d'oro al Valor Militare.

Nel caso di guerra, il naviglio Mercantile riveste un fondamentale ruolo nella gestione e di supporto alla logistica Militare. Le navi possono essere Militarizzate o confiscate (al nemico) ed usate per trasporto truppe, carburanti, armi, acqua, cibo. Ed eventuale rientro profughi, nel nostro caso dall'Africa Orientale. La Marina Mercantile, nel corso della Seconda guerra mondiale, impiegò 1700 Navi per il trasporto di un 1.200.000 persone , tra soldati e civili, e 4.500.000 di materiali. I marittimi impiegati furono circa 25.000, di essi 7164 non fecero più ritorno nelle rispettive famiglie.

Siamo in navigazione nell'Oceano Pacifico, invasi da gabbiani ed albatros che usano la nostra nave come base d'appoggio per cacciare il pesce azzurro , abbondante in questa zona. Secondo la tradizione della nostra Marina Militare , i gabbiani incarnano le anime dei defunti scomparsi in mare, per questo considerati sacri. Osservando questi bellissimi volatili, il mio pensiero e la mia preghiera non possono non andare a tutti gli scomparsi in mare, in tempo di guerra e di pace. Migranti compresi.

La navigazione continua...

 

*Capitano Superiore di Lungo Corso

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