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Storia e Storie

Ravello e la Madonna del Carmine, una devozione lunga 4 secoli

Scritto da (Redazione), lunedì 16 luglio 2012 09:33:32

Ultimo aggiornamento martedì 17 luglio 2012 09:10:54

di Salvatore Amato - Anche quest'anno, il 16 luglio, la Confraternita del SS. Nome di Gesù e della Beata Vergine del Monte Carmelo di Ravello, fondata il 1° giugno del 2008, celebrerà, insieme all'intera comunità ravellese, la festa della Madonna del Carmine, uno dei culti più popolari dell'Europa moderna.

Una devozione che la Costa d'Amalfi conobbe a partire dal XVI secolo, precisamente a Maiori, dove esisteva la confraternita dedicata a Santa Maria La Bruna, che ebbe l'approvazione pontificia con bolla del 6 maggio 1523, emanata da papa Gregorio XIII.

Essa esprimeva nel titolo la sua motivazione originaria dovuta al dilagarsi, specialmente nel Meridione, della devozione alla Madonna del Carmelo invocata sotto il titolo de "La Bruna", il cui culto si diffuse rapidamente a seguito degli eventi strepitosi avvenuti nel corso del pellegrinaggio della venerata effigie dal Carmine Maggiore di Napoli a Roma nel 1500.

Tuttavia, a parte qualche episodio isolato, il secolo della devozione carmelitana in Costa d'Amalfi risulta il Seicento. Ad Atrani, nel 1601, venne eretta la chiesa del Carmine, alla quale fu annessa una confraternita laicale, sicuramente esistente già prima della metà del XVII secolo. Inoltre, nel 1703, sempre ad Atrani risulta eretta un'altra confraternita del Carmine, avente sede presso la Collegiata ed istituita con decreto del Priore Generale dei Carmelitani, mentre nel territorio contermine di Pontone di Scala, è attestata una chiesa ad Ella dedicata e officiata tuttora. Anche a Ravello, patria non immune alle novità devozionali della cristianità, il culto della Beata Vergine del Monte Carmelo si diffonde agli inizi del Seicento.

Nella visita pastorale di Mons. Francesco Benni, del 1604, nella chiesa di San Pietro alla Costa, lungo la navata destra, sorgeva l'altare dedicato alla Madonna del Carmine, costruito da Damiano Gonzalez, ufficiale dell'amministrazione dei castelli del viceregno spagnolo e custode della Torre dello Scarpariello. Era sormontato da un dipinto con l'immagine della Madonna e dei SS. Cosma e Damiano, e ai loro piedi il fondatore con la consorte Adriana Fenice.

Presso quell'altare verrà istituito, dopo qualche anno, un Monte de Maritaggi, una sorta di istituto di credito che sostenevano economicamente le giovani ragazze ravellesi, che non avevano una dote e dovevano contrarre matrimonio. Vi era l'onere di una messa da celebrarsi il mercoledì, come da giuramento fatto dal rettore della chiesa e come risulta da un atto notarile redatto dal notaio Emilio Mandina. Vi si celebrava solennemente la festa della Madonna del Carmine il 16 luglio con i vespri e la santa messa.
Un edificio di culto dedicato alla Beata Vergine del Monte Carmelo venne fondato nei primi anni del Seicento nella piazza pubblica della città, l'attuale Piazza Fontana Moresca, dall'Arcidiacono Francesco Frezza, con la riserva del diritto di patronato per se e per i suoi nipoti Antonio e Domenico. La chiesa corrisponde all'attuale caseificio Staiano.

Un altare dedicato alla B.V. del Carmine, di patronato della famiglia Fraulo, era presente nella chiesa di San Michele a Torello e un altro, della famiglia Lieto, nella chiesa di San Martino, con l'obbligo di 24 messe annue.
Anche nel monastero della SS. Trinità esisteva, dagli inizi del Settecento, una cappella dedicata a S. Maria del Carmine.

La diffusa presenza di questi luoghi di culto costituì sicuramente la premessa per la nascita di una Confraternita che avesse il fine di venerare la B.V. del Monte Carmelo, ma che al tempo stesso costituisse un valido supporto all'azione sociale della Diocesi di Ravello.

Così, l'8 maggio 1679, come si apprende dal notaio ravellese, di origini napoletane, Domenicoantonio Di Palma, per volontà del Vescovo Saggese e su istanza del Primicerio calabrese Francesco Vito, "i cittadini di Ravello hanno risoluto di erigere una nuova Congrega seu Confraternita nella Chiesa Cattedrale con degnazione di S. Eccellenza Mons. Saggese, acciò in quella possano secondo le loro scritte regole fare tutti quelli esercizi spirituali necessari. L'istituto principale sarà d'imparare la dottrina cristiana alli Figliuoli sotto il titolo e l'auspicio della Beatissima Vergine del Carmine. Perciò supplicano l'E.V. consegnare il luogo dove si avranno a congregare".

Vista la supplica, il vescovo acconsentiva e concedeva in perpetuo la Cripta della Cattedrale (foto a lato), ove i Confratelli potevano riunirsi, con l'obbligo di prestargli l'obbedienza canonica. Come segno di sottomissione, ogni anno il 16 luglio dovevano offrire una libbra di cera bianca e nel giorno dell'Assunta, titolare della Cattedrale, fare l'obbedienza, offrendo un fascio di fiori.

La grande devozione che il dotto vescovo Saggese nutriva per la B.V. del monte Carmelo è testimoniata dal fatto che la sua sepoltura ebbe luogo proprio nella Confraternita, come recita l'iscrizione sepolcrale hoc in oratorio, cuius fuit vivens auctor et fautor humillime tumulato. Dopo due secoli e mezzo, nel 1935, Mons. Ercolano Marini trasferì la Confraternita a Santa Maria a Gradillo (foto a lato) e qui funzionò fino agli anni Sessanta, quando cominciarono i lavori di restauro.

Fu allora che, privata della sede degli incontri e dell'attività associativa, la Confraternita si avviò lentamente al tramonto. Un decreto del Ministro dell'Interno del 21 luglio 2005 ne sanciva l'estinzione civile, chiudendo formalmente, dopo più di tre secoli, la storia del sodalizio, che pur nei limiti sempre presenti in ogni esperienza umana, certamente non era costituito da semplice espressione esteriore, e non era inteso in senso intimistico o alienante.

PROGRAMMA

16 LUGLIO

Ore 18.30: Santo Rosario.
Ore 19.00: Santa Messa cui seguirà la Processione per le vie del Centro Storico, accompagnata dalla banda musicale "Città di Castel San Giorgio".

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