Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Accetta

Ultimo aggiornamento 4 ore fa S. Costanzo patrono di PG

Date rapide

Oggi: 29 gennaio

Ieri: 28 gennaio

Ultimi 3 giorni

Ultimi 7 giorni

Ultimi 30 giorni

Intervallo di date

cerca

Il Vescovado Costiera Amalfitana

Il giornale della Costa d'Amalfi

Il Vescovado - Il giornale della Costa d'Amalfi
Direttore responsabile: Emiliano Amato

Sicme Energy e Gas, il tuo partner per l'energia, Gas e Luce elettrica in Costiera AmalfitanaLauro & Company, Amalfi, Ravello, pitture e porte per interni, Idropittura, Porte blindate, ferramenta, casseforti, prodotti per alberghi, solventi, Boero, Vernici, OIKOS, BOEROSupermercati Netto Maiori - METTI “MI PIACE” E SFOGLIA IL VOLANTINO ONLINE - le offerte della settimana - i migliori supermercati della Costa d'Amalfi - La convenienza da noi è di casaLa pasticceria Pansa augura a tutti i nostri lettori felice Natale, visita il portale dedicato allo shopping on lineLa Tramontina, prodotti caseari di eccellenza, caseificio dal 1952, tradizione, sapori, esperienza casearia, prodotti unici, mozzarella, ricotta, bufala campanaMielePiù il più grande showroom della Campania, vendita anche on lineGenea Consorzio Stabile, Energia, Efficientamento energeticoTerra di Limoni, produttore Limoncello con limoni IGP Costa d'Amalfi, eccellenze a portata di clickRistorante Giardiniello Cucina mediterranea gourmet in Costiera Amalfitana a Minori

Tu sei qui: SezioniStoria e StoriePietro 'e Lia, l'irriducibile brigante di Scala

Cardine SRL, Lavori in quota, Protezione, Sicurezza, Pannelli in fune d'acciaio, lavori edili, interventi post frana, perforazione pareti rocciose, messa in sicurezza costone rocciosoFrai Form Ravello ed il dott. Lanzieri augurano a tutti i lettori de Il Vescovado un sereno NatalePalazzo Avino - Dimora di Lusso e Charme in Costa d'AmalfiParcheggio San Lorenzo Ravello, Scala, Costiera Amalfitana, Servizio Navetta gratuito per Ravello, Parcheggio Custodito e videosorvegliatoD'Amato Design - progettazione di interni, arredamento e forniture per alberghi e strutture ricettive, architettura d'interni, arredamenti casa, D'Amato Home DesignCardine SRL, Lavori in quota, Protezione, Sicurezza, Pannelli in fune d'acciaio, lavori edili, interventi post frana, perforazione pareti rocciose, messa in sicurezza costone rocciosoSalvatore De Riso - Pasticceria - Caffetteria - Gelateria - American Bar - Pizza - Bistrot - Sal De Riso Minori Costa d'AmalfiGenea Consorzio energetico, efficienza energeticaHotel Villa Romana a Minori in Costiera Amalfitana - Hotel Benessere in Costa d'AmalfiGranato Caffè, è leader in Costiera Amalfitana nella commercializzazione e nella distribuzione di macchine per caffè a cialde e capsule con il miglior caffè napoletanoLa Tramontina, Caseificio dal 1952, la tradizione dei buoni sapori e l'esperienza casearia creano prodotti unici da gustare ogni giornoFerrara Impianti - Servizi idraulici, impiati per alberghi e strutture ricettive, manutenzione caldaie ed impianti di riscaldamento e condizionamento - Aria condizionata, climatizzazioneIl Limone IGP Costa d'Amalfi Villa Eva Wedding location in Ravello - Matrimonio da favola in villa esclusiva che domina la Costiera AmalfitanaPorti di Amalfi, Pontile Coppola, Ormeggi in Costa d'Amalfi, Amalfi approdo turistico, Amalfi il portoMetti “MI PIACE” ai Supermercati NETTO e resta aggiornato sulle OFFERTE FACEBOOKAmalfi Coast Private Car, Tour, Transfer ed escursioni in Costiera Amalfitana

Acquista on line i Panzuppati di Sal De Riso, il piacere deciso di un lievitato di grande qualità intriso con liquori di eccellenza. #Panzzuppati #CostadAmalfi

Storia e Storie

Brigante se more

Pietro 'e Lia, l'irriducibile brigante di Scala

Scritto da (Redazione), domenica 9 novembre 2014 12:25:57

Ultimo aggiornamento domenica 24 novembre 2019 19:43:32

Il brigantaggio post risorgimentale iniziato nel 1860 storicamente si è concluso alla fine del 1865, anche se rigurgiti si ebbero fino al 1871. Giuseppe Miozzi, però, nel volume "I carabinieri nella repressione del brigantaggio - ed. Funghi-1923-Firenze", divide quel periodo in due parti: "[...] fino al 1863 il brigantaggio politico, quello di delinquenza ordinaria fino al 1870". Il brigantaggio successivo all'Unità d'Italia è considerato da alcuni storici come movimento di lotta sociale. La vendita dei terreni del demanio ai benestanti in parte del Nord, unica risorsa dei contadini del sud, influì ad aggravare il malcontento dei meno abbienti. La delusione fu tanta per coloro che avevano riposto fiducia nell'impresa garibaldina di poter occupare le terre demaniali. Si creò una situazione di malcontento della gente del Sud, sul quale pesava anche la crisi economica dello Stato Sabaudo. Il pagamento di nuove tasse, quasi triplicate, rispetto a quelle imposte dai Borboni, spinse i più violenti contadini a ribellarsi. La leva militare obbligatoria portò tanti a fuggire sui monti per sottrarsi all'obbligo di legge.

Tra i briganti dei Monti Lattari, Pietro Oliva, di Scala, fu il più irriducibile. Benché ferito cinque volte, resistette alla caccia fino al 1871.

Oliva era stato il più fedele caporale di Francesco Vuolo, il Vettichese, difendendolo nello scontro finale con i "dissidenti" Cesarano e Cuomo. Rimasto ferito gravemente, fu costretto a nascondersi nel suo paese natio, fidando sul silenzio e sull'omertà di parenti e amici.

Lo cercavano briganti e forze dell'ordine, ma lui zitto e rattrappito in un umido scantinato dove a regnare erano i sorci.

Appena guarito, però, accettò la sfida, formando una nuova banda insieme con Giovanni Guida e Giovanni Vuolo. Quest'ultimo era appena tornato dal domicilio coatto, ma non era della tempra del fratello e, infatti, tradì subito i compagni, conducendo i carabinieri fino al covo e aprendo per primo il fuoco. Oliva, che a Scala chiamavano Pietro ‘e Lia, riuscì a mettersi in salvo e durante la latitanza non se ne stette tranquillo, commettendo, anzi, un'impressionante serie di sequestri di persona, che stremarono i possidenti della Costiera amalfitana. Il 12 giugno 1866, però, i Carabinieri lo incastrarono sul Valico di Chiunzi credendo di potergli saldare il conto.

Ma il brigante confermò di avere sette vite, sfuggendo alla cattura nonostante una grave ferita al braccio. Anche nel giugno dell'anno successivo, inseguito e ferito da una pattuglia, riuscì a inoltrarsi nella boscaglia di Agerola e a non farsi prendere. In seguito ai delittuosi eventi si aggiunse, ai reparti stazionanti in ogni frazione, un altro dislocato sulla montagna, in località Santa Maria dei Monti.

Ormai, sui Lattari, le forze dell'ordine cercavano solo lui e, a metà dicembre, sembrò che potessero averlo di nuovo in pugno. La banda fu circondata, ma ad essere catturato fu solo Antonio Palermo, il fedele luogotenente di Oliva. Con una successiva retata finirono in manette quasi tutti i manutengoli e le donnine che salivano in montagna per sollevare il morale dei briganti, ma nessuno seppe (o volle) dare indicazioni utili alla cattura del capobanda. Lo smacco più grande Pietro 'e Lia lo inflisse ai suoi segugi in occasione delle nozze della sua primogenita. Fu un matrimonio eclatante. Lo sposo era un giovane commerciante di Gragnano, appartenente a una famiglia mai implicata con briganti e malavitosi e Oliva era così fiero che la sua bambina si imparentasse con gente di rango, che le donò la bella somma di 4225 lire in monete d'oro.

La polizia tentò di sequestrare il danaro, ma non ci fu niente da fare perché il giudice non concesse l'autorizzazione. Allora, ben sapendo che il capobanda per niente al mondo sarebbe mancato all'avvenimento, un nugolo di poliziotti in borghese sorvegliò il rito nuziale in chiesa mentre altri si mischiarono tra gli invitati del banchetto nella speranza di sorprendere il ricercato. Ma non riuscirono a individuarlo. O Pietro Oliva si era travestito alla perfezione oppure, cosa probabile, aveva fatto circolare un bel po' di soldi tra i poliziotti affinchè non disturbassero la festa della sua vita.

Braccato da centinaia di uomini in divisa, spiato dai confidenti della polizia, tallonato dai cacciatori di taglie, privato della sua druda, Raffaella Apuzzo, il latitante rifiutò di arrendersi, benché il nuovo prefetto Righetti gli facesse pervenire messaggi promettendo l'incolumità e pene più miti in caso di presentazione spontanea.

Il sindaco di Vico Equense, Don Cesare Aiello, fece sapere che avrebbe premiato con cinquemila lire chi avesse consegnato Oliva o fornito notizie per la sua cattura. L'appello cadde nel vuoto e nel settembre del 1870 il fuorilegge di Scala scatenò la sua grande controffensiva, sequestrando il vicepretore Francesco Saverio Liguori e facendo assassinare brutalmente il ricco possidente di Pogerola don Francesco Paolillo. Furono segnali forti. Dopo aver incassato seimila lire del riscatto del magistrato, Pietro Oliva decise di concedersi, finalmente, una pausa. Ricomparve in una fugace sparatoria con i carabinieri presso Casola e rimase ferito a una spalla.

Nonostante la debilitazione, anche stavolta riuscì a sottrarsi alla cattura, rifugiandosi nel suo paese, dove per giorni rimase nascosto sotto una grossa catasta di legna nel giardino di un suo parente. In marzo fu segnalato nei dintorni di Gragnano. Appariva stanco, sfiduciato e privo dell'abituale sicurezza e ai più intimi manifestò il desiderio di espatriare in America e ricominciare una vita pulita e più sicura. Ma una mano ignota gli sparò una fucilata alla schiena, uccidendolo prima che potesse realizzare il suo progetto.

Il corpo di Pietro 'e Lia fu recuperato sul monte della Lopa dal delegato di Gragnano, De Angelis, su indicazione del confidente Martino Naclerio. Questi, alla domanda dei poliziotti su chi avesse premuto il grilletto, si strinse nelle spalle. C'è chi raccontò che il capobanda Oliva fu assassinato dai suoi stessi seguaci. La fine del temibile brigante cancellò le apprensioni di un'intera popolazione, quando il cadavere di Oliva fu trasportato in piazza San Lazzaro, ad Agerola, e venne riconosciuto dai cittadini e dal sottoprefetto di Castellammare.

BANDE BRIGANTESCHE OPERANTI DOPO IL 1860:
Banda capeggiata da Giuseppe Mansi, amico di fra Diavolo.
Gruppo di Angelo Lauritano.
Banda di Antonio Cavallaro, 'o Cavallaro.
Banda di Gennaro Cretella, 'o Diavolillo.
Banda di Gennaro Patrucci, 'o Chiuppetiello.
Banda di Peppino Apuzzo, 'o Cascettone.
Banda di Francesco Vuolo, 'o Vettechese, originario di Vettica di Amalfi.
Banda di Pietro Oliva, Pietro 'e Lia.
Gruppo di Ferdinando Varone.

Se sei arrivato fino a qui sei una delle tante persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché offriamo a tutti la possibilità di accesso gratuito.

Questo è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni l'informazione di qualità, sostieni Il Vescovado!

Per rimanere costantemente aggiornati con le notizie del Vescovado, in tempo reale sul tuo smartphone, scarica la App!

Per dispositivi
Apple
Per dispositivi
Android
Per dispositivi
Windows

Galleria Fotografica

rank:

Storia e Storie

Ciao Peppe, amico indimenticabile coi capelli lunghi, il basso luccicante e l’aria da "Teddy Boy" americano

di Eddie Oliva Carissimo Peppe, bellissimo amico di gioventù fonte di ispirazione... Ebbene voglio confessare che anche se la passione per la musica mi è stata regalata dai miei numerosi fratelli. Il vero incontro con la musica pop o beat come si chiamava allora per me è avvenuta al Garden Bar di Ravello...

Alfonso Arpino: un amico, un compagno e un combattente che se n’è andato

di Bruno Mansi C'è voluto qualche giorno per metabolizzare la morte di Alfonso. Tutto così in fretta. Quasi irreale. Martedì mattina al cimitero di Maiori con i compagni di tante lotte sembrava quasi che lo stessimo aspettando per uno dei nostri incontri politici. Era una bella e fredda mattinata invernale...

Il Natale di qualche decennio fa

di Andrea Citarella* Con l'avvicinarsi di questo importante e austero periodo dell'anno tornano alla mente i ricordi di quando sin da ragazzi, poi da adolescenti e quindi da giovanissimi, vivevamo non solo il Natale ma tutte le feste dell'intero periodo natalizio. Si iniziava già dalla fine di ottobre...

Matteo Lembo, un modello per i giovani con la passione per lo sport

Venerdì scorso sono stati celebrati, nella Basilica di Santa Trofimena di Minori, i funerali di Matteo Lembo, ex calciatore nel decennio 1960 - 1970, bandiera della Battipagliese, tedoforo nelle Olimpiadi del 1960, esponente di punta del ramo organizzativo delle attività ginnico-sportive in costiera....

Sant'Aniello, il protettore delle donne gravide. Ma non di tutte...

Oggi la chiesa fa memoria di Sant'Aniello, riconosciuto come protettore delle partorienti, ma non di tutte. Si era convinti che, venendogli meno di rispetto, la donna gravida avrebbe potuto mettere al mondo un figlio con grave handicap fisico. Anche i mariti dovevano astenersi dallo svolgere attività...