Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Accetta

Ultimo aggiornamento 3 ore fa S. Ubaldo vescovo di Gubbio

Date rapide

Oggi: 16 maggio

Ieri: 15 maggio

Ultimi 3 giorni

Ultimi 7 giorni

Ultimi 30 giorni

Intervallo di date

cerca

La Salernitana torna in Serie A - BENTORNATA

Il Vescovado Costiera Amalfitana

Il giornale della Costa d'Amalfi

Il Vescovado - Il giornale della Costa d'Amalfi
Direttore responsabile: Emiliano Amato

Egea Luce e Gas. La casa delle buone energie, in Costiera Amalfitana aperto il nuovo punto energia a MaioriConnectivia Internet in fibra fino a 200MBit a 22,90 al mese Antica pasticceria Pansa ad Amalfi, caffetteria, sala da thè in Piazza Duomo con specialità dolciarie in Costiera Amalfitana. Acquista on line i dolci tipici della Costa d'AmalfiGenea Consorzio Superbonus 110%, Ristrutturazioni, Lavori edili, Partner, Risparmio energetico, OttimizzazioneContract AR.DA Arredamenti ed architetture per Alberghi e Resort - Hotel FornitureGambardella Pasticceria e Liquorificio artigianale, a Minori in Costiera Amalfitana i dolci della tradizioneVendita prodotti alimentari, Supermercati Maiori, Supermarket Amalficoast, Offerte Costiera Amalfitana, prodotti per la casa, gastronomia, ViniLa Tramontina, Mozzarella di Bufala Campana, prodotti caseari di eccellenza, caseificio dal 1952, tradizione, sapori, esperienza casearia, QualitàAcquista on line i capolavori di dolcezza del Maestro Sal De Riso

Tu sei qui: SezioniStoria e StorieLe famiglie nobili di Maiori nel Medioevo

Edil Bove Marrazzo, lavori pubblici, edilizia privata, interventi tecnici, Ristrutturazioni, Consolidamenti, Costiera Amalfitana, TramontiFrai Form a Ravello il centro di medicina estetica Dottor Franco Lanzieri - Epilazione Definitiva Laser 808 indolore di ultima generazione in Costa d'AmalfiSalvatore De Riso - Pasticceria - Caffetteria - Gelateria - American Bar - Pizza - Bistrot - Sal De Riso Minori Costa d'AmalfiLIRA TV e il protagonista sei tu. La TV di Salerno e ProvinciaTerra di Limoni - il limoncello della Costa d'AmalfiGenea Consorzio, Super Bonus 110 percento, lavori di ristrutturazione, efficientamento energetico, Credito d'impostaHotel Villa Romana a Minori in Costiera Amalfitana - Hotel Benessere in Costa d'AmalfiSoluzioni di connettività a banda ultra larga. Connectivia Fibra e soluzioni WirelessCardine SRL, Lavori in quota, Protezione, Sicurezza, Pannelli in fune d'acciaio, lavori edili, interventi post frana, perforazione pareti rocciose, messa in sicurezza costone rocciosoAmalfi Coast Private Car, Tour, Transfer ed escursioni in Costiera AmalfitanaPorti di Amalfi, Pontile Coppola, Ormeggi in Costa d'Amalfi, Amalfi approdo turistico, Amalfi il portoIl Limone IGP Costa d'Amalfi Granato Caffè, è leader in Costiera Amalfitana nella commercializzazione e nella distribuzione di macchine per caffè a cialde e capsule con il miglior caffè napoletano

MielePiu, Professionisti dell'arredo bagno con show room ad Avellino e Salerno, promuove il nuovo sistema di purificazione dell'aria Air Bee

Storia e Storie

Le famiglie nobili di Maiori nel Medioevo

Scritto da Annamaria Parlato (Redazione), domenica 20 gennaio 2013 09:32:27

Ultimo aggiornamento domenica 20 gennaio 2013 09:32:27

di Annamaria Parlato* - Il maggior numero delle famiglie nobili maioresi è di origine latina: i de Ascea, de Betica, de Campulo, de Cicerariis, de Josula, de Lanario, de Madio, de Mediocapite, de Ponte, de Riso, de Rosa, de Ruga, de Sicola. Queste famiglie, e le altre da supporsi estinte nel corso dei secoli di cui non si conserva memoria negli scritti dei genealogisti maioresi, ebbero origine - si crede - da quei patrizi romani i quali, nell'anno 456 d.C. sopravvissero alla furia di Genserico re dei Vandali e da quegli altri che, relegati a Capua da Totila re dei Goti, nel 515 d.C., riuscirono a mettersi in salvo grazie a Giovanni, nipote dell'imperatore Giustiniano.

Altre numerose famiglie ebbero origine greca: gli Apicenda, i Francone, i Miracapilli, i Pappansogna, gli Sclava. Si stanziarono nella città di Maiori dieci anni dopo, allorché Narsete, capitano dell'imperatore Giustiniano, sconfitto ed ucciso Totila ed anche il suo successore Teja, cacciò dall'Italia i Goti. Tra le famiglie più importanti si annovera di sicuro quella dei de Lanario, che ebbe la sua dimora presso la località Casalanario, di origine romana. Essa si divise in quattro rami nel XIII secolo, aveva ben quattro possedimenti in Maiori ed uno a Napoli, nel seggio di Montagna, e vantò tra i suoi rappresentanti cavalieri dell'ordine militare di Calatrava e di San Giacomo; ebbe ancora feudi e titoli, quali il marchesato di Pimonte, la contea di Sacco, il principato di Carpignano.

La famiglia de Madio, italianizzata Di Maio, vanta origini romane: ebbe due rami di cui uno in Maiori e l'altro a Tramonti. Questa famiglia possedette diversi feudi in Puglia e Calabria e venti castelli in Abruzzo al tempo della regina Giovanna I. Un certo Francesco Di Maio era imparentato con la real casa dei Durazzo, sposò infatti Ippolita, nata da Rainaldo, figlio naturale del re Ladislao.

Anche la famiglia de Ponte si distinse per casato e vantò illustri discendenze. La famiglia de Ponte ebbe posto alla corte di Napoli, acquistò eminenti cariche, il patriziato nel seggio di Portanova e molti feudi. Agli inizi del XV secolo era divisa in due rami: quello primogenito di Gualtiero D'Alderisio, marchese di Sant' Angelo e Santa Giustina, e quello di Niccolò di Ruggiero, marchese di Padula, figlio di un secondogenito. Ambedue i cugini furono consiglieri del re Ladislao, ma Gualtiero per un errore politico cadde in disgrazia e gli furono confiscati i beni. Ai tempi della regina Giovanna II Niccolò ritornò presso la corte come suo confidente ed uditore, ebbe l'onore di ospitarla a Maiori, nella sua proprietà, dove morì nel 1419. Un figlio di Niccolò, Giannotto, fu tesoriere nel 1477 del Duca Antonio Piccolomini; la famiglia poi si divise in cinque rami: i Duchi di Flumeri, di Casamassima, di Puglionesi, di Padula e di Morcone.

Ancora da annoverare sono le famiglie dei Cinnamo, dei de Mandina, di cui dovrebbe portare il nome l'attuale via erroneamente indicata Casa Mannini, lungo il baluardo San Sebastiano; dei Citarella, di cui fece parte Benedetto, usuraio di Carlo III di Durazzo, coetaneo di quel Landolfo Rufolo di Ravello, ricchissimo mercante di cui fa menzione il Boccaccio nella IV novella della seconda giornata e il famoso banchiere Barone Leonardo, detto Nardo Luca Citarella, il quale acquistò le dogane e il fondaco del sale.

Altre famiglie illustri furono la Demedio Capite (Mezzacapo), l'Aurisicchio, la Venosi, la Imperato, che abitò l'attuale fatiscente palazzo Sparano alla salita San Domenico, della quale fece parte Ferrante Imperato, celebre naturalista e botanico, vissuto nel XVI secolo, il quale costruì a Napoli in via Monteoliveto, in vicinanza del Palazzo Gravina, un Museo di Storia Naturale; nonché la famiglia Oliva, cui appartenne Marcantonio, vissuto nel secolo XVI e che vendette nel 1525 ad Andrea Citarella la Casa Frantone col diritto di padronato dell'annessa chiesetta di San Nicola dei Cicerali; e ancora la famiglia Mirocapillo, abitante nella borgata di Vecite, della quale fece parte Nardello Mirocapillo, il quale insegnò medicina dal 1471 al 1480 nell'Ateneo napoletano, assieme con altri due maestri salernitani, Pietro del Forno di Amalfi e Paolo Longo di Cava, che insegnarono rispettivamente logica e chirurgia.

BIBLIOGRAFIA

G. Primicerio, La città di Maiori, Napoli, 1983, p.170

F. Cerasuoli, Scrutazioni storiche, archeologiche e topografiche della città di Maiori, Salerno 1865, p.105

G. Primicerio, Notiziario e guida della città di Maiori, Salerno, 1965, p.46

V. Criscuolo,Le pergamene dell'Archivio della Collegiata di Maiori, Amalfi 2003, p.356

V. Taiani, La diocesi di Amalfi, Salerno, 1972, p.119

* Storico dell'arte, Libero professionista del settore culturale, titolare di PAMART - Consulenza e Progettazione culturale

www.pamart.it

Se sei arrivato fino a qui sei una delle tante persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché offriamo a tutti la possibilità di accesso gratuito.

Questo è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni l'informazione di qualità, sostieni Il Vescovado!

Scegli il tuo contributo con

Per rimanere costantemente aggiornati con le notizie del Vescovado, in tempo reale sul tuo smartphone, scarica la App!

Per dispositivi
Apple
Per dispositivi
Android

Galleria Fotografica

rank:

Storia e Storie

Vittorio Benigno, un patriota ravellese nella lotta di liberazione nazionale

di Salvatore Amato A seguito dell'emanazione del Decreto-legge luogotenenziale del 21 agosto 1945, n. 518, vennero stabiliti criteri precisi per la concessione della qualifica di partigiano "caduto", "combattente", "invalido" o "mutilato" e di quella di "patriota" per tutti coloro che, tra il 1943 e...

Ricordi amalfitani: le arance di Mariettella

di Sigismondo Nastri Ricordo che ad Amalfi esistevano, insieme ai limoneti, degli splendidi aranceti. Uno, lungo ‘O muro rutto, nella Valle dei Mulini. Quando ero bambino, mio padre lo prese in fitto, per qualche tempo, insieme alla casa, posta alla confluenza tra la salita Resinola e la via per San...

Amalfi, il ricordo di Gaspare Di Lieto (e un po' di amarcord)

di Sigismondo Nastri Quando vivevo ad Amalfi, passando per la piazza del Duomo, non riuscivo a immaginare lo spazio retrostante la fontana del Popolo, dominata dalla statua di marmo dell'apostolo Andrea, senza che si intravedesse, all'ingresso del suo stracolmo negozio di ceramica, la figura pacioccona,...

Settant'anni fa l'arrivo delle spoglie di Andrea Mansi a Ravello

di Achielle Benigno Sono esattamente 70 anni che i resti del marinaio ravellese Andrea Mansi riposano nella sua amata città. Le spoglie del martire, trucidato sulle scale dell'Università di Napoli il 12 settembre 1943, ora sono collocate nel Sacrario dei Caduti della Città della Musica. Il corpo del...

Maradona si curava le caviglie ad Agerola. Quando il dottor Acampora lo portava in campagna da Zia Angelina

Maradona si recava ad Agerola, in gran segreto, per curarsi le caviglie. Il dottore Emilio Acampora, storico medico sociale del Napoli, scomparso quest'oggi all'età di 91 anni, portava il Pibe de oro, nella seconda metà degli anni Ottanta, nel suo paese natale, a casa di sua zia Angelina, in campagna,...