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Storia e Storie

Costa d'Amalfi, Danimarca

Dalla Costiera Amalfitana a Copenaghen: storie italo-danesi

il nord Europa è più vicino

Scritto da (admin), domenica 4 agosto 2013 10:15:57

Ultimo aggiornamento mercoledì 2 gennaio 2019 21:53:56

E' una calda estate quella di Copenaghen, una delle più gradevoli degli ultimi anni secondo i residenti dato che la temperatura, nelle ore serali, rasenta addirittura i venti gradi. Niente a che vedere con quel Caronte maledetto che brucia le nostre terre aride, è un sole piacevolissimo, delicato, che rallegra ma non fa sudare.

L'aeroporto è situato fuori città ma è ben collegato con il centro da una efficiente metropolitana, la migliore al mondo secondo le recenti statistiche. Il biglietto costa l'equivalente di oltre tre euro, ma sono soldi ben spesi. Mentre scendi le scale vedi passare la corsa che avresti dovuto prendere ma scopri, stupito, che fra 3 minuti e mezzo ce ne sarà un'altra e, tre minuti e mezzo dopo, un'altra ancora. Entri pensando di essere finito per sbaglio in prima classe, invece è proprio il trasporto pubblico usato da tutti: la differenza, coi vecchi carrozzoni su cui sei abituato a viaggiare, è che ognuno ha rispetto per le cose comuni e non le imbratta. Poi ci pensa chi di dovere a rottamare i veicoli, fare la manutenzione eccetera eccetera. Un effetto analogo si ripete quando si sale sui treni.

La città non è grandissima, con i mezzi pubblici la si visita in pochi giorni. Salta subito all'occhio il numero spaventoso di genitori con bambini e la popolazione giovanissima. «Lo Stato supporta le famiglie che fanno figli, i ragazzi che vanno all'università o decidono di vivere da soli già a 18 anni» ci spiegano risolvendo immediatamente la nostra interdizione. E' devastante per l'occhio di chi è abituato a convivere con l'invecchiamento della popolazione, qui i pensionati sono pochi e si mantengono in forma. Una signora di circa 75 anni si avvicina e, parlando in Inglese (sic!), si offre di dare indicazioni stradali per raggiungere il centro. Giunti a destinazione c'è ancora modo per sbarrare gli occhi quando, a due passi dai principali monumenti, gli unici incolonnamenti che si vedono ai semafori sono quelli delle bici ferme al semaforo rosso. Esattamente l'opposto della scena del film "Johnny Stecchino"di Roberto Benigni dove il mafioso che accompagnava il protagonista in macchina, giunto nel centro cittadino, sosteneva che il problema principale di Palermo era il traffico. Quando decidi di andare al bagno riesci a farti sorprendere di nuovo. Uscito dalla toilette, infatti, si avvicina un signore: pensi che sia a pagamento e vorresti tirare fuori i soldi, invece è solo l'addetto alle pulizie che, utente dopo utente, disinfetta tutto, mantenendo l'ambiente pulito e profumato nonostante ci sia un via vai pazzesco.

Copenaghen pullula di Italiani, sia turisti che residenti. E' assai frequente, lungo le strade, sentire gente che parla la tua stessa lingua. Con qualcuno ci si ferma a discutere del più e del meno: molti sono giovani, soprattutto del Sud, partiti presto a cercare fortuna. Sono proprio quei giovani che sono stati chiamati bamboccioni, accusati di voler rimanere a casa da mamma e papà. Antonio Fattoruso è un cuoco originario di Nocera Superiore, è in Danimarca da quando era appena ventenne, ormai sono trascorsi quattro anni dal suo arrivo: «Dalle nostre parti abbiamo problemi insormontabili, il lavoro è poco e malpagato, i diritti non esistono. Qui ho trovato una terra che mi ha accolto in tutto - confida soddisfatto - persino nelle abitudini tipiche: quando andiamo a bere, sono gli amici danesi a dirmi "Basta!"».

Immancabile, poi, la cena al ristorante italiano, dove siamo ospiti di Gaetano Di Palma, chef giramondo di Amalfi che, dopo le navi da crociera, la Svizzera ed il Trentino, è finito in Nord Europa, anche se solo di passaggio. E' l'unico italiano incontrato da queste parti, infatti, a non gradire lo stile di vita del posto, probabilmente insaziabile di esplorare e conoscere nuovi mondi. Il ristorante "Il Retrogusto" è gestito da Giggino, originario di Brusciano (Napoli). «Sono stato un pioniere fra gli Italiani arrivati qui: dopo una vacanza nel lontano 1996 decisi di tornare e dal 2000 mi sono stabilito a Copenaghen - racconta appassionato - In Italia avevo un contratto di lavoro a tempo indeterminato con la Omnitel (oggi Vodafone) e stavo studiando Ingegneria. Già allora, ben prima della crisi, mi resi conto del gap abissale che c'era e decisi di fare le valigie. Oggi sono felice di aver fatto la scelta giusta». Ed è così, dunque, che Giggino è giunto in Nord Europa, a prendere per la gola i suoi ospiti con la cucina Made in Italy, accompagnata dalle note di De Andrè e Lucio Dalla. «Negli ultimi anni l'interesse per la Danimarca è cresciuto in maniera esponenziale - continua fra una portata ed un'altra - riceviamo almeno 10 mail a settimana e 4 persone vengono fin dentro il locale per chiedere lavoro».

Giggino e Gaetano non sono soli: nella sala c'è un ragazzo dal cui Inglese si desumono le origini campane. E' Rocco, nativo di Pomigliano d'Arco, una laurea in Lettere all'Università di Salerno e poi la fuga: «In Italia avrei dovuto fare l'insegnante ma non mi hanno dato e non mi daranno mai questa opportunità. Ho preferito venire qui a fare il cameriere: almeno mi pagano decentemente e mi sono integrato in una splendida città». Con Rocco c'è anche la sorella: «Sono qui in vacanza per 15 giorni ma voglio restare: mi sono laureata in Lingue a Napoli otto anni fa ma il lavoro, soprattutto al Sud, è un miraggio. Sono pronta a tutto, anche a fare la baby sitter se qualcuno qui mi darà questa occasione».
Nell'immaginario comune si ritiene che la gente del Nord Europa sia fredda: è uno stereotipo da smascherare perchè non è affatto vero. Per strada, se si è in difficoltà con le mappe, è frequente che qualcuno si fermi ed offra aiuto. «I Danesi sono cordiali ma estremamente precisi. Litigo spesso con la mia fidanzata perchè vuole sapere adesso il mio programma per i prossimi tre giorni!» ci dice il nostro nuovo amico Rocco.

Così, dopo aver cenato, non resta che immergersi nella notte di Copenaghen. Ovviamente la birra la fa da padrona: venerdì e sabato sono i giorni prediletti per uscire a bere e, in effetti, le strade sono piene di giovani e scarseggianti di lucidità man mano che si tracanna birra. Sicuramente, in virtù del freddo, che comunque la fa da padrone per gran parte dell'anno, l'alcol è uno dei migliori amici, insieme alla bicicletta, di questi popoli. Del resto, mancando il sole e la bellezza paesaggistica dell'Italia, è ipotizzabile un senso di tristezza da colmare in questo modo. Non si può avere tutto dalla vita, i nostri amici danesi sono già stati ben più fortunati, su tante cose, rispetto a noi. Molte di queste, soprattutto il welfare evoluto, probabilmente non arriveranno mai in Italia e la gente, una volta entrata in contatto con tutto ciò, attenderà invano nel Bel Paese un po' come la Sirenetta, all'estrema punta del porto di Copenaghen, immobile da tempo ad aspettare il suo principe liberatore.

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