Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Accetta

Ultimo aggiornamento 2 ore fa S. Anselmo vescovo

Date rapide

Oggi: 21 aprile

Ieri: 20 aprile

Ultimi 3 giorni

Ultimi 7 giorni

Ultimi 30 giorni

Intervallo di date

cerca

Il Vescovado Costiera Amalfitana

Il giornale della Costa d'Amalfi

Il Vescovado
Direttore responsabile: Emiliano Amato

Geljada Costiera Amalfitana - Apertura stagione 2018 giovedì 8 febbraio - Il festival del gelato artigianale a Maiori Villa Romana Hotel & SPA a Minori in Costiera Amalfitana Hotel Santa Caterina Amalfi - Lifestyle Luxury Hotel on the Amalfi Coast Palazzo Avino Ravello, Luxury Hotel on the Amalfi Coast, Hotel di Lusso per eventi esclusivi in Costiera Amalfitanai Contract Arda, arredamento e progettazioni di interni, Hotel contract, forniture alberghiere, Charming and Luxury Hotel La più antica pasticceria della Costiera Amalfitana, scoprite il nuovo sito web on line e la possibilità di acquistare comodamente da casa vostra le specialità della Costa d'Amalfi Supermercati Netto Maiori - METTI “MI PIACE” E SFOGLIA IL VOLANTINO ONLINE - le offerte della settimana - i migliori supermercati della Costa d'Amalfi - La convenienza da noi è di casa Il Giardiniello Minori dal 1955 eccellenza gastronomica in Costiera Amalfitana bob & mary's al cinema dell'Auditorium di Ravello Tre Manifesti al Cinema dell'Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello Il filo nascosto, a Ravello è di scena il grande Cinema Puoi baciare lo sposo a Ravello

Tu sei qui: SezioniStoria e StorieAtrani 2010 per non dimenticare

Amalfi, sabato 21 torna il mercatino del contadino a chilometro zero

Unisa: lunedì 23 la prima giornata della trasparenza e di sensibilizzazione alle azioni contro la corruzione

Ponti 25 aprile e 1° maggio, a Maiori torna la sosta auto al Porto Turistico

Il libro su Beniamino Cimini presentato all’Università di Salerno. Fu sindaco di Maiori tra Regni Due Sicilie e d’Italia

Sorrento, al via i lavori alle case Ceps di via Atigliana⁩

Praiano, dal 2 maggio torna "I Suoni degli Dei" [PROGRAMMA]

Disordini allo stadio di Maiori, 19 tifosi del Nola nei guai

Rubò due auto ad Amalfi, arrestato pregiudicato di Scafati

Capri: Comune assume 8 poliziotti per la stagione estiva

Ravello, ex sindaco Vuilleumier preoccupato per nuove «tensioni» tra Comune e Fondazione. Chiesta convocazione di CdI

Ravello Concert Society, pianoforte e quartetto d'archi nei prossimi appuntamenti

Ciclismo. Giro della Campania in Rosa, prima tappa in Costiera: Ravello fa il tifo per Benny Palumbo

Marina d'Arechi porto di riferimento per megayacht nel Mediterraneo

“Mò t’‘o ccont...”, ad Amalfi si presenta il diario del prigionieri di guerra Gennaro Brasiletti

Ravello, Enza Di Pino è stata scarcerata. E' tornata "a casa"

Furore-Agerola: 21-22 aprile la 30esima “Coppa della Primavera”

Dal 15 aprile obbligo di pneumatici estivi o quattro stagioni?

Deiezioni canine, a Ravello una campagna contro i padroni incivili

Vinitaly: a Patrizia Malanga de “Le Vigne di Raito” un premio per il recupero di un terreno impervio

Tramonti: dal 26 aprile al 6 maggio il Palio e Corteo Storico rievoca la Battaglia di Sarno

Pasticceria di eccellenza in Costa d'Amalfi, Pansa pasticceri dal 1830 in Costiera Amalfitana, Dolci tipici della Costa Amalfitana, Specialità Gastronomiche Amalfitane in Piazza Duomo ad Amalfi La bellezza e la cura del vostro corpo a Ravello in Costiera Amalfitana. Modellamento Viso e Corpo, Frai Form Ravello del Dott. Franco Lanzieri Divin Baguette, finalmente in Costiera Amalfitana il locale che mancava. A Maiori il panino è d'autore Hotel Marina Riviera Amalfi - Charming Luxury Hotel in Costiera Amalfitana La bottega di Capone in Corso Reginna, 30 a Maiori e in via Pasitea 380 a Positano Porti di Amalfi, Pontile Coppola, Ormeggi in Costa d'Amalfi, Amalfi approdo turistico, Amalfi il porto Ristorante Sensi - il gusto della grande cucina della Costa d'Amalfi Ferrara Impianti - Servizi idraulici, impiati per alberghi e strutture ricettive, manutenzione caldaie ed impianti di riscaldamento e condizionamento - Aria condizionata, climatizzazione Ristorante Il Giardiniello Costa d'Amalfi a Minori dal 1955 D'Amato Home & Design a Maiori in Via nuova chiunzi tutto quanto necessario per il vostro nuovo arredamento Salvatore De Riso - Pasticceria - Caffetteria - Gelateria - American Bar - Pizza - Bistrot - Sal De Riso Minori Costa d'Amalfi Villa Eva Ravello - Villa esclusiva per eventi e matrimoni, il fascino dello stile, le comodità di una struttura ricettiva con il massimo della privacy Metti “MI PIACE” ai Supermercati NETTO e resta aggiornato sulle OFFERTE FACEBOOK Hotel Villa Romana a Minori in Costiera Amalfitana - Hotel Benessere in Costa d'Amalfi Amalfi Coast Private Car, Tour, Transfer ed escursioni in Costiera Amalfitana Parcheggio Mandara Maiori Costa d'Amalfi, parcheggi custoditi in costiera Amalfitana I Nuovi profili a banda ultra larga per le attività turistiche powered by Connectivia Il Limone IGP Costa d'Amalfi

I Panzuppati di Sal De Riso, il piacere deciso di un lievitato di grande qualità intriso con liquori di eccellenza. #Panzzuppati #CostadAmalfi

Storia e Storie

Atrani 2010, per non dimenticare

Scritto da (Redazione), mercoledì 9 settembre 2015 10:26:18

Ultimo aggiornamento mercoledì 9 settembre 2015 10:33:02

Mario Amodio, corrispondente de "Il Mattino", fu il primo cronista a giungere ad Atrani quel maledetto pomeriggio del 9 settembre 2010. Noi, dalla redazione di Ravello, ci tenevamo in contatto con lui e con i soccorritori per raccontare, in tempo reale, la drammaticità di quei momenti, per poi raggiungere Atrani in serata. «E' uno scenario apocalittico»: queste le prime parole di Mario, che da giornalista di razza, raccontò minuziosamente quei tragici attimi e che oggi, a cinque anni da quel drammamo il dovere di riportare alla mente, per non dimenticare il dramma di un paese e di una popolazione, ma soprattutto il dolore e la speranza di un grande uomo: Lello Mansi, il papà di Chicca che in 23 giorni dimostrò come la fede in Dio sia più forte delle disgrazie e della morte. La fede in quel Dio che prima tolse e che alla fine gli restituì.

di Mario Amodio - Il Dragone aveva da pochi minuti finito di aggredire alle spalle la piccola cittadina con la ferocia di un agguato quando misi piede ad Atrani. Pioveva a dirotto quella sera di settembre. Erano da poco passate le 19 e svoltai la curva della Maddalena dopo aver superato un autobus turistico che, da Minori, costrinse almeno altre due auto, oltre la mia, a tenergli il passo.

I lampeggianti blu di una gazzella dei carabinieri si riflettevano sui vetri bagnati delle finestre mentre una sagoma, sotto la pioggia battente, si sbracciava invitando a proseguire la marcia. A non fermarsi. Era il capitano Erminio De Nisco, inzuppato come un pulcino da quella pioggia battente. Col solo impermeabile dell'Arma indosso, faceva viabilità sul ponte di Atrani. Giù, nella piazzetta, da poco svuotatasi da quel mare di fango, di acqua e di detriti, si avvertiva invece un clima spettrale di choc e di terrore.

Trovai posto lungo la strada e appena mi sporsi sul piazzale che si spalanca dinanzi al mare della Costiera ebbi la percezione che all'interno era il disastro. Una colonna d'acqua fuoriusciva da uno dei tubi di scolo che dalla strada finiscono a caduta libera dinanzi all'isola ecologica. Il rumore della pioggia copriva le voci. Poche e sommesse. Mi spostai sullo slargo che si affaccia sulla piazzetta e ebbi la conferma del mio timore. Atrani, piccola e fragile al tempo stesso, era stata massacrata dalla furia del torrente. Auto accatastate l'una all'altra e spianate di fango che coprivano in ogni dove l'arredo urbano.

Fui il primo, tra i cronisti, a giungere ad Atrani, dopo aver ricevuto mezz'ora prima una telefonata che mi avvisava della gravità della situazione. Non so ancora chi fosse dietro quel numero a me oggi ancora sconosciuto. Delle poche parole comprensibili, complice una pessima ricezione del segnale di telefonia mobile, riuscii solo a afferrare questa frase: "Ad Atrani ci sono le macchine a mare". La conferma la cercai subito, presso il comandante della locale polizia municipale, Aldo Cavaliere, dopo aver tentato invano di mettermi in contatto con i carabinieri e con i vigili del fuoco. La compagnia di Amalfi era isolata così come decine di utenze telefoniche. Aldo non era ad Atrani. Preoccupato, mi disse che stava rientrando perché la situazione, così come gli era stata descritta, sembrava essere drammatica.

Non esitai. Caricai in spalla la borsa con l'inseparabile pc e scappai ad Atrani. Appena in auto, contatai il capo redattore della redazione salernitana de Il Mattino, per cui lavoro da anni fornendo le cronache dalla Costa d'Amalfi, avvisandolo di una situazione di grave emergenza segnalata ad Atrani. E tale fu lo scenario che mi si apalancò dinanzi, al mio arrivo in quel borgo, dove la distruzione prese drammaticamente il posto della movida e del karaoke.

Il capitano De Nisco, bagnato da testa a piedi, stava scendendo con me i primi gradini della pedonale che porta fin giù ad Atrani quando Tato Cipriano, anch'egli completamente inzuppato d'acqua e con le braccia sporche di fango, risalendo le scale di corsa ci annunciò, con fare trafelato, che la ragazza in forza lavoro alla Risacca "non si trovava". Il Dragone l'aveva strappata dal locale dopo aver investito quel bar in pieno col suo impeto. Per giorni, si cercò tra i cumuli di detriti e nello specchio di mare, che restituì quasi un mese dopo al largo di Panarea il suo corpo. E furono ore di terrore e disperazione quelle che si susseguirono immediatamente dopo il disastro. Per primi, sui luoghi della tragedia, quei pochi che eravamo lì cogliemmo subito la gravità del terribile evento, capace in venti minuti di sconvolgere un intero paese. Ma soprattutto l'inesistenza di piani di emergenza utili a fronteggiare, nell'immediato, gli effetti della catastrofe.

Pochi volontari della protezione civile Millenium di Amalfi, i carabinieri della locale compagnia e tanti giovani a spalare il fango tra i locali del bar e la piazza Umberto I, trasformatasi poco prima in un lago per effetto del tappo di lamiere che bloccò il deflusso dell'acqua dopo l'esondazione del torrente. Furono loro, per primi, a soccorrere Atrani, in un clima spettrale di choc e di terrore. Si cominciò a liberare il bar, dai frigoriferi e dal fango, dagli scooter e dai tronchi penetrati con una furia impressionante in quei venti minuti di terrore. Lello Rispoli, uscì dal bar in lacrime e claudicante.

Ad Atrani era appena arrivata la prima ambulanza, intorno alle 20. Era quella della Croce Rossa di Maiori che stazionò nei pressi del piazzale completamente invaso dal fango, dagli ombrelloni di qualche ristorante e da alcune carcasse d'auto. Corsi personalmente a chiedere aiuto per Lello che aveva riportato un'ampia ferita al piede. Lui, il giorno dopo raccontò quei venti minuti di terrore vissuti con Ciccio Corvino, poi scomparso qualche giorno dopo a causa dello choc, suo figlio Giancarlo e la povera Francesca strappata al bar dalle furia delle acque.

Rimasi ad Atrani fino alle cinque del mattino e non per quel centometrismo della notizia che talvolta anima i cronisti. E furono ore di speranza e di tensione, di caos e di inquietudine. Intorno alle 21 l'arrivo delle prime colonne di soccorso dei Vigili del Fuoco il cui impiego fu invocato a più riprese dal sindaco Nicola Carrano, incredulo e sotto choc, e dal comandante della stazione dei carabinieri Giuseppe Flinio,costantemente attaccato al suo telefono cellulare che nel frattempo aveva ripreso a funzionare. Come i tanti, dopo oltre un'ora di black out. Pioveva ancora ad Atrani quando i caschi rossi iniziarono a rimuovere le carcasse di auto liberando il porticato di accesso alla piazza e prendendo in mano il coordinamento delle operazioni di soccorso e di ricerca di Francesca Mansi.

Sulle scale della chiesa del Salvatore si spinsero i familiari della ragazza: papà Lello accompagnato dal fratello Pio e da alcuni amici tra cui il sindaco di Minori Andrea Reale.

Lo sguardo era fisso, verso la porta di quel bar, in attesa che qualcuno urlasse la notizia. E mentre sul web improvvidamente già si parlava di morte, ad Atrani si spalava nella speranza di ritrovare Francesca. In poco più di un'ora quella piazza vuota e tenebrosa, illuminata dai soli lampioni della rete pubblica, si riempì di gente. Tanti, giunsero per prestare aiuto, altrettanti per far sentire la propria solidarietà personale e istituzionale (i sindaci di Amalfi e di Ravello, di Tramonti e di Scala).

Altri, per assistere al più drammatico degli spettacoli. Sotto le luci delle fotoelettriche si spalò per tutta la notte dopo aver liberato completamente la Risacca. In tanti, delusi e amareggiati, presero atto, con un nodo al cuore, che in quei locali Francesca non c'era.

E fu così che le ricerche si estero altrove. Con maggiore intensità. Principalmente a mare, che in quelle ore si presentava nero come la pece. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco cercarono dentro e sotto le auto, tra i tronchi d'albero e in quel che restava delle attrezzature da spiaggia. Di Chicca nessuna traccia. La notte corse via tra agitazione e inquietudine. E quelle poche ore di sonno furono, per tutti, incubi a occhi semichiusi.

Ad Atrani, dal 10 settembre in poi fu un susseguirsi di riunioni e iniziative, di tensioni e apprensioni. Ma anche di lavoro, come quello dei soccorritori o quello volontario degli atranesi e di molti amalfitani accorsi per aiutare la popolazione a ripulire il paese e le attività colpite dall'alluvione. Furono giorni di lutto, per la scomparsa di uno dei sopravvissuti, e di veglie di preghiera per Francesca. Persino la statua della Maddalena eccezionalmente fu ostentata sull'altare maggiore. Ad accompagnare un po' tutti, nei giorni successivi la tragedia, ci furono anche ristoro e caffè dispensati al centro di accoglienza immediatamente allestito dalla Croce Rossa di Maiori. Ma fu il dolore composto di Lello Mansi a rapire gli animi sensibili. Lui, con la sua fede, in quei giorni compì una grande missione: riavvicinare a Dio chi da Dio si era allontanato. Così come Francesca con la sua triste e terribile storia.

Da quei ventitré giorni di speranze e di attesa, Chicca è diventata l'amica di tutti. Anche di chi non la conosceva, ma ciononostante ha pregato e implorato mentre il suo corpo vagava conoscendo l'inferno del fango e degli abissi prima di riaffiorare per incamminarsi verso il paradiso. Oggi, è un angelo custode per chi ha spalato giorno e notte, per chi s'è appassionato e commosso, per chi ha ritrovato la fede.

Ma perché ricordare quella maledetta notte ad Atrani? Non solo per tenere viva la memoria che spesso s'accorcia laddove non dovrebbe.

Perché il dramma di un paese e di una famiglia non possono essere solo oggetto di cronache e di ricordi momentanei. La distruzione e la morte non richiedono solo interventi strutturali a monte, ma impongono programmi di emergenza, piani di evacuazione, monitoraggi degli alvei, sistemi di controllo che con le tecnologie attuali sono in grado di evitare nuove tragedie. Impongono ciò di cui necessitano tanti comuni di questa Costa.

E chissà ancora per quanto saranno costretti ad attendere. A cominciare dalla piccola Atrani. "I torrenti sono come canne di fucile" disse il professor Ortolani all'indomani di quella colata di fango. Ed aveva ragione, se si pensa a quante munizioni abbia esploso il Dragone in venti minuti di catastrofe. Ricordare, oggi, quella maledetta notte ad Atrani, significa evitare che il sacrificio di Francesca sia stato inutile.

Leggi anche

Cinque anni fa l'alluvione di Atrani, un'opera d'arte nel ricordo di Francesca

Per rimanere costantemente aggiornati con le notizie del Vescovado, in tempo reale sul tuo smartphone, scarica la App!

Per dispositivi
Apple
Per dispositivi
Android
Per dispositivi
Windows

Galleria Fotografica

rank:

Ultimi articoli in Storia e Storie

Nel 1862 un episodio di brigantaggio a Ravello: quando Sir Reid dovette scappare da Villa Rufolo

di Cesare Calce* Nel 1862 a Ravello si verificò un episodio di brigantaggio ai danni del più influente e importante personaggio di quel periodo nel paese: Sir Francis Nevile Reid. Ma prima di parlare di quell'episodio, vorrei fare un breve excursus storico sul brigantaggio, perché si tratta di un fenomeno...

I riti della Settimana Santa in Costa d’Amalfi

di Sigismondo Nastri La giornata di giovedì santo è dedicata ai riti penitenziali - la visita ai "sepolcri", per intenderci, come si diceva una volta -, che sfociano nella processione dei Battenti. Venerdì ci sarà quella del Cristo morto. I Battenti sono i veri protagonisti di questo tempo di Passione....

Fabrizio Frizzi, tutto cominciò con quel "Barattolo". Nel 1981 passò dai ragazzi di Ravello [VIDEO]

Aveva soltanto 22 anni Fabrizio Frizzi quando entrò per la prima volta nelle case degli italiani. L'esordio del conduttore prematuramente scomparso oggi è infatti avvenuto nel 1980, in una trasmissione che si chiamava "Il Barattolo", ai tempi in onda su Rai 2. Accanto a Frizzi c'era Roberta Manfredi,...

La Domenica delle Palme che apre i riti della Settimana Santa

di Sigismondo Nastri Non mi dite, per piacere, che sono cose... fritte e rifritte. Se le tradizioni rimangono, per nostra fortuna, inalterate, mi sembra normale che non le si possa raccontare in modo diverso anno dopo anno. Stabilito questo principio, parto - come si sembra giusto - dalla domenica delle...

Quel drammatico 16 marzo 1978. Quarant'anni fa il rapimento di Aldo Moro

di Sigismondo Nastri La mattina del 16 marzo 1978 ero a scuola: l'Istituto professionale per il commercio di Amalfi, situato nella Valle dei Mulini. Qualcuno telefonò per riferirci ciò che aveva sentito alla radio un istante prima: il rapimento di Aldo Moro, a Roma, in via Fani, e l'uccisione dei cinque...