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Storia e Storie

Amalfi e Mino, un mare di carta dal Mediterraneo all'arcipelago del Giappone

Scritto da Giuseppe Gargano (Redazione), lunedì 4 febbraio 2013 18:17:46

Ultimo aggiornamento lunedì 4 febbraio 2013 18:17:46

di Giuseppe Gargano - Si dice che la Cina sia stata la madre della carta, che, insieme alla stampa, ha determinato una vera e propria rivoluzione culturale nell'ambito delle genti del pianeta.

Quest'affermazione in parte è vera: infatti fu proprio dalla Cina che, almeno 1300 anni or sono, come prova un ritrovamento archeologico, giunsero in Giappone le tecniche per la fabbricazione della carta. Il luogo dell'arcipelago nipponico dove fece la sua prima apparizione la carta fu Mino, un luogo interno situato in posizione centrale rispetto alle isole maggiori. Ancora oggi sopravvive là l'antica tecnica di produzione, basata sull'impiego come materia prima di un tipo di corteccia di un albero chiamato kozu.

Una delegazione di Mino, composta dal vice sindaco Kazuyoshi Kanoh, da Hirokazu Takagi, assessore alla cultura e all'istruzione e responsabile dell'ufficio per la conservazione dell'arredo urbano culturale, da Tsutomu Horibe, responsabile culturale delle pubbliche relazioni, ha illustrato la storia e la tecnologia produttiva della carta nipponica nel corso dell'incontro ufficiale svoltosi il 30 gennaio presso la Biblioteca Comunale di Amalfi. Tale incontro rappresenta l'esordio in relazione ad una serie di appuntamenti culturali, convegnistici e di ricerca che vede coinvolti il Comune di Mino, il Comune di Amalfi, la Provincia di Salerno, il Centro di Cultura e Storia Amalfitana: il progetto consiste, in particolare, nella proposta del riconoscimento UNESCO della carta di Mino quale bene intangibile; a questo dev'essere necessariamente aggiunto un proficuo studio di comparazione con Amalfi, che fu il primo centro in Europa a produrre carta.

Pertanto, l'incontro culturale e scientifico ha visto anche l'intervento, dopo i rituali saluti di accoglienza e di benvenuto da parte delle autorità, di esperti amalfitani, che hanno sottolineato le differenze sia di origine che di realizzazione della carta a mano di Amalfi rispetto a quella di Mino. Infatti le tecniche di produzione della carta di Amalfi derivavano non dalla Cina, ma dal mondo arabo del Mediterraneo, che aveva quali centri specifici la Spagna araba, l'Egitto e la Siria. Gli amalfitani, almeno sin dall'XI secolo, dovettero conoscere e importare la carta spagnola, realizzata con il cotone; duecento anni dopo essi istituirono le loro cartiere, che erano, dal punto di vista tecnologico, l'evoluzione delle gualchiere, opifici operanti, grazie all'energia idraulica e mediante magli di legno, per la sodatura dei panni di lana. Così cominciò la produzione della charta bambagina, la migliore qualità di carta esistente nel corso del Medioevo in Europa.

Il confronto Amalfi-Mino è continuato il giorno seguente: nel Salone Morelli del Municipio di Amalfi il sindaco Alfonso Del Pizzo e il vice sindaco Kazuyoshi Kanoh hanno sottoscritto un protocollo di amicizia tra le due città nel nome della comune tradizione cartaria; nel prossimo maggio sarà ulteriormente definito, sempre ad Amalfi, il rapporto di amicizia e di collaborazione. Inoltre, in autunno sarà organizzato un convegno sulla produzione della carta nella tradizione e nella storia nella Costa d'Amalfi e nel territorio di Mino.

Gli illustri ospiti giapponesi hanno avuto modo di conoscere la forma urbana di Amalfi, opportunamente accompagnati per le vie della città medievale, visitando la Cartiera Amatruda della Valle dei Mulini e il Museo della Carta e assistendo anche "in diretta" alla realizzazione dei fogli di carta a mano.

Le due delegazioni si sono salutate fraternamente con un gradito scambio di doni e con l'augurio di sempre più proficui rapporti futuri.

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