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Storia e Storie

900 anni fa l’istituzione dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme

Il primo ordine monastico-cavalleresco della storia, fondato dal Beato Gerardo Sasso di Scala

Scritto da Giuseppe Gargano (Redazione), martedì 19 febbraio 2013 19:28:39

Ultimo aggiornamento martedì 19 febbraio 2013 19:28:39

di Giuseppe Gargano - Benevento, 15 febbraio 1113 - Il pontefice Pasquale II promulga la bolla, con la quale approva e conferma l'istituzione dell'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, il primo ordine monastico-cavalleresco della storia, fondato dal Beato Gerardo Sasso di Scala.

Ricostruzione del testo originale:

«Pascalis Episcopus servus servorum Dei Venerabili Filio Gerardo institutori, ac praeposito Hierosolimitani Xenodochii eiusque legittimis successoribus in perpetuum. Piae postulatio voluntatis effecta debet pro sequente compleri. Postulavit siquidem dilectio tu Xenodochium quod in civitate Hierusalem iuxta beati Iohannis Baptistae Ecclesiam instituisti Apostolicae Sedis authoritate muniri et beati Petri Apostoli patrocinio confoveri. Nos itaque piis hospitalitatis tuae studiis delectati petitionem tuam paterna benignitate suspicimus, et illam Dei domum illum Xenodochium, et sub Apostolicae Sedis tutela, et Beati Petri protectione persistere decreti presentis auctoritate sancimus. Omnia ergo, quae ad sustentandas peregrinorum et pauperum necessitates vel in Hierosolimitanae Ecclesiae vel aliarum Ecclesiarum parrochiis et civitatum territoriis per tuae sollicitudinis instantiam eidem Xenodochio acquisita, vel a quibuslibet fidelibus viris oblata sunt, aut in futurum largiente Deo offerri, vel aliis justis modis acquiri contigerit, quaeque a venerabilibus fratribus Hierosolimitanae Ecclesiae Episcopis concessa sunt tam tibi quam successoribus tuis, et fratribus peregrinorum illic curam gerentibus quieta semper, et integra conservari praecipimus. Sane fructuum vestrorum decimas, quos ubilibet vestris sumptibus laboribusque colligitis praeter Episcoporum vel episcopalium ministrorum contradictionem Xenodochio vestro habendos possidendasque sancimus. Donationes etiam, quas religiosi principes de tributis seu vectigalibus suis eidem Xenodochio deliberaverunt, ratas haberi decernimus. Obeunte Te nunc eius loci provisore atque praeposito, nullus ibi qualibet surreptionis astutia seu violentia proeponatur, nisi quem fratres ibidem professi secundum Deum providerint eligendum. Praeterea honores omnes sive possessiones, quas idem Xenodochium ultra seu citra mare in Asia videlicet vel in Europa, aut in praesenti habet, aut in futurum largiente Domino poterit adipisci, tam tibi quam successoribus tuis hospitalitatis pro studio imminentibus, et per vos eidem Xenodochio in perpetuum confirmamus. Ad haec adjicientes dicernimus, et nulli omnino hominum liceat idem Xenodochium temere perturbare, aut eius possessiones auferre, vel ablatas retinere, minuere, vel temerariis vexationibus fatigare. Sed omnia integra conserventur eorum, pro quorum sustentatione, gubernatione concessa sunt usibus omnimodis profutura. Sane Xenodochia sive Ptochia, in occidentis paribus penes Burgum S. Aegidii, Asten, Pisani, Barum, Ydrontum, Tarentum, Messanom, Hierosolimitani nominis titulo celebrata in tua, et successorum tuorum subjectione ac dispositione, sicut hodie sunt, in perpetuum manere statuimus. Si qua igitur in futurum ecclesiastica quaelibet saecularisve persona hanc nostrae constitutionis paginam niens contra eam venire tentaverit, secundo, tertioque,commonita, si non satisfactione congrua emendaverit, potestatis honorisque sui dignitate careat, eaque re Divino iudicio obnoxiam existere de perpetrata iniquitate cognoscat; ea Sacratissimo Corpore et Sanguine Dei; et Domini Redemptoris nostri Jesu Christi aliena fiat, atque in extremo examine, districtae ultioni subiaceat. Cunctis autem eidem Loco iusta servantibus, sit pax Domini nostri Jesu Christi, quatenus et hic fructum bonae actionis percipiant, et apud districtum Judicem, praemia aeternae pacis inveniant. Amen, Amen.

EGO PASCHALIS

Catholicae Ecclesiae Episcopus

Ego Richardus Albanensis Episcopus subscripsi

Ego Landulphus Beneventanus Archiepiscopus legi et subscripsi

Ego Como Prenestinae ecclesiae Episcopus legi et subscripsi

Ego Anastasius Cardinalis Presbiter tituli Beati Clementii subscripsi

Ego Gregorius Teracinensis Episcopus legi et subscripsi

Ego Johannes Melitensis Episcopus legi et subscripsi

Ego Romoaldus Diaconus Cardinalis Romanae Ecclesiae subscripsi

Ego Gregorius Cardinalis Presbiter Tituli Sancti Grisogni legi et subscripsi

Datum Beneventi, per manum Johannis Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalis ac Bibliothecarii XV Kalendae Martii, Indictione VI. Incarnationis Dominicae anno MCXIII. Pontificatus autem Domini Paschalis Papae II anno XIV».

Versione in italiano:

«Pasquale Vescovo servo dei servi di Dio al venerabile figlio Gerardo istitutore e preposito dello Xenodochio gerosolimitano e ai suoi legittimi successori in perpetuo. La preghiera fatta della pia volontà dev'essere esaudita per il seguito. Dal momento che l'amore ha richiesto che lo Xenodochio, che tu hai istituito nella città di Gerusalemme presso la chiesa di S. Giovanni Battista, fosse protetto dall'autorità della Sede Apostolica e ristorato dal patrocinio del Beato Pietro Apostolo. Noi, pertanto, dilettati dalle pie cure della tua ospitalità, riconosciamo la tua petizione con paterna benignità e sanciamo con l'autorità del presente decreto che quella casa di Dio, quello Xenodochio, persista sia sotto la tutela della Sede Apostolica sia sotto la protezione del Beato Pietro. Dunque tutto ciò che per sostenere le necessità dei pellegrini e dei poveri o nelle parrocchie della Chiesa Gerosolimitana o di altre Chiese e nei territori delle città per istanza della tua sollicitudine è stato acquisito al medesimo Xenodochio, o è stato offerto da ciascun uomo fedele, o che sarà offerto in futuro, elargente Dio, o che sarà ricevuto con altri giusti modi per essere acquistato, e ciò che è stato concesso ai venerabili frati dei vescovi della Chiesa Gerosolimitana tanto a te quanto ai tuoi successori e ai fratelli dei pellegrini che portano là la cura ammoniamo che sia conservato modesto e integro. Sanciamo certamente che le decime dei vostri usufrutti, i quali raccogliete dovunque con le vostre riscossioni e fatiche, fatta salva l'obiezione dei vescovi e dei ministri episcopali, devono essere tenute e possedute dal vostro Xenodochio. Decidiamo che anche le donazioni, le quali i principi religiosi hanno deliberato per il vostro Xenodochio dai tributi o dalle loro imposte, siano tenute stabili. Nessuno che ostacoli te ora, provveditore e preposito di quel luogo, là sia messo a capo con qualunque astuzia e violenza di sottrarre, se non colui che i frati professi in quello stesso luogo avranno provveduto ad elegere secondo la volontà di Dio. Inoltre tutti gli onori o i possedimenti che il medesimo Xenodochio ha evidentemente oltramare o al di qua del mare in Asia o in Europa, o al presente o in futuro, elargente il Signore, potrà ottenere tanto per te quanto per i tuoi successori preposti per la cura dell'ospitalità e per voi confermiamo al medesimo Xenodochio in perpetuo. Deliberiamo, aggiungendo a ciò anche che a nessun uomo sia lecito turbare facilmente del tutto il medesimo Xenodochio o portar via i suoi possedimenti o trattenere quelli presi, menomare o vessare con temerarie vessazioni. Ma tutto ciò in loro possesso sia conservato integro per il loro sostentamento, è concesso per l'amministrazione in futuro con gli usi di ogni genere. Stabiliamo certamente che gli xenodochia e gli ospizi, nelle parti d'Occidente presso il Borgo di S. Egidio, Asti, i Pisani, Bari, Otranto, Taranto, Messina, frequentati con il titolo del nome gerosolimitano nella tua sottomissione e disposizione e dei tuoi successori, così come oggi sono, rimangano in perpetuo. Se allora qualsiasi persona ecclesiastica o secolare in futuro, negando questa pagina della nostra costituzione, tenterà di venire contro di essa, ammonita in secondo e terzo luogo, se non rivedrà con congrua soddisfazione, manchi in dignità della potestà e del suo onore e si riconosca di esistere debitrice per quella motivazione al giudizio divino di iniquità perpetrata; diventi aliena dal Sacratissimo Corpo e Sangue di Dio e del Signore nostro Redentore Gesù Cristo e nell'estremo giudizio soggiaccia al rigido castigo. A tutti coloro che osservano poi i doveri per il medesimo Luogo, sia la pace del Signore nostro Gesù Cristo, fino a quando ricevano qui il frutto della buona azione e presso il severo giudice trovino le cose giuste dell'eterna pace. Amen, Amen.

Io Pasquale Vescovo della Chiesa Cattolica

Io Riccardo Vescovo di Alba ho sottoscritto

Io Landolfo Arcivescovo di Benevento ho letto e sottoscritto

Io Como Vescovo della Chiesa Prenestina ho letto e sottoscritto

Io Anastasio Cardinale Presbitero del titolo del Beato Clemente ho sottoscritto

Io Gregorio Vescovo di Terracina ho letto e sottoscritto

Io Giovanni Vescovo Melitense ho letto e sottoscritto

Io Romoaldo Diacono Cardinale della Chiesa Romana ho sottoscritto

Io Gregorio Cardinale Presbitero del titolo di S. Grisogno ho letto e sottoscritto

Dato a Benevento, per mano di Giovanni Cardinale di Santa Romana Chiesa e Bibliotecario nella XV Calenda di Marzo (15 febbraio), Indizione VI. Anno dall'Incarcazione del Signore 1113. Allora nell'anno XIV del pontificato del Signor Pasquale Papa II».

Giuseppe Gargano, ufficiale dell'Ordine Melitense, nel novecentesimo anniversario del riconoscimento ufficiale dell'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, fondato dal Beato Gerardo Sasso di Scala, medico-monaco benedettino e priore dell'ospedale amalfitano gerosolimitano dedicato a S. Giovanni Battista, edificato da Mauro de Comite Maurone tra il 1063 e il 1071. Entro il 1082 Gerardo istituì lo xenodochio attiguo al predetto nosocomio, per accogliere pellegrini e poveri e difenderli anche con le armi. Tuitio Fidei etDefensio Pauperum, questo fu il motto dei cavalieri giovanniti, che indossavano il mantello nero caricato sull'omero sinistro della bianca croce ottagona, simbolo della repubblica di Amalfi.

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