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Storia e Storie

25 ottobre 1954: la tragedia dell'alluvione di Maiori [FOTO-VIDEO]

Scritto da (redazione), domenica 25 ottobre 2015 06:49:44

Ultimo aggiornamento domenica 25 ottobre 2020 17:23:33

di Sigismondo Nastri

Quella mattina del 26 ottobre 1954, giovane (e inesperto) corrispondente di provincia, mi trovai catapultato sul luogo che mostrava, più che altrove, almeno per ciò che riguarda la Costiera, i segni della tragedia consumatasi nel cuore della notte. La sera precedente ero stato ad assistere a una movimentata seduta del consiglio comunale ad Amalfi, protrattasi fino a ora tarda. Pioveva a dirotto. Arrivai a casa - abitavo nella Valle dei Mulini - inzuppato come un pulcino appena nato.

Forse per l'acqua che batteva sui vetri delle finestre, per il rimbombo dei tuoni, dormii poco. Uscii di casa all'alba e, appena arrivato in piazza, seppi che "un'alluvione aveva distrutto Maiori". Non persi tempo. Montai a bordo di un camioncino che stava caricando pane da portare a quella sventurata popolazione. Si stava già mettendo in moto l'opera di soccorso, coordinata dal sindaco di Amalfi, Francesco Amodio, e da mons. Mario Di Lieto, delegato della Pontificia Opera di Assistenza. L'automezzo, sul quale avevo preso posto, dovette fermarsi a Minori. Non c'era possibilità di proseguire in quell'immenso mare di detriti e fango.

A Maiori ci arrivai a piedi, con fatica. Guardai in giro e mi venne da piangere. Vidi i cadaveri recuperati tra le macerie, assistetti alla ricerca affannosa di poveri corpi straziati, cercai di raccogliere delle testimonianze; poi, tornato ad Amalfi, corsi a telefonare al giornale di cui ero corrispondente da poco: "Il Mezzogiorno", quotidiano napoletano diretto da Alberto Consiglio. Si trattò, anche in questo caso, di un'impresa difficile perché le linee erano sovraccariche, disturbate o addirittura guaste.

L'indomani, in prima pagina, mi trovai citato nel servizio firmato da Franco Bellomi: "Una drammatica telefonata continuamente interrotta - aveva scritto - ci è pervenuta dal nostro corrispondente Sigismondo Nastri, il quale ha potuto con molte difficoltà fornirci altri particolari sul disastro. A Maiori e Minori si registrano ingentissimi danni, mentre nulla è dato sapere sull'entità dei danni e delle eventuali vittime a Tramonti, a causa dell'interruzione delle comunicazioni.

A Maiori la furia delle acque ha distrutto il corso Reginna, abbattendo tutti i palazzi. Dai primi accertamenti, effettuati dalle squadre specializzate, si contano 15 vittime che sono state allineate nella Cappella della Chiesa Madre. Si suppone inoltre che molti altri cadaveri siano rimasti sotto le maceria...".

Alla fine i morti furono 54: tre a Minori, 37 a Maiori, 14 a Tramonti. L'immagine del corso Reginna, che presento qui, documenta lo scenario di quella terribile mattina. La foto, inedita, fu scattata da un bravo fotografo dilettante, il cavaliere Giulio Bianchi, direttore del dazio ad Amalfi.

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