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Politica

Maiori: insediamento Amministrazione Capone, gli interventi delle opposizioni

Scritto da (Redazione), venerdì 19 giugno 2015 14:17:49

Ultimo aggiornamento domenica 21 giugno 2015 11:47:26

Si è svolto ieri il primo consiglio comunale successivo alle elezioni dello scorso 31 maggio. Il sindaco Antonio Capone ha prestato giuramento davanti al parlamentino cittadino appena entrato in carica. Riportiamo in questo articolo, a futura memoria, gli interventi dei candidati sindaci rappresentanti delle opposizioni.

Francesco Amato - Città Nuova

Il dato politico fondamentale delle recenti elezioni amministrative, di cui pochi hanno colto il significato e su cui la classe dirigente deve riflettere è che più di trenta elettori su cento sono rimasti a casa. E ciò a fronte del fatto che Maiori tra i paesi della costa d'Amalfi ha sempre avuto l'affluenza più alta. E allora, c'è bisogno di recuperare la nobiltà della politica, la capacità della politica di risolvere i problemi. C'è bisogno di scuotere le persone e in particolare i giovani perché si occupino di politica, convincendoli che è l'unico strumento in grado di cambiare le condizioni date della convivenza civile.

Non amo discutere sui programmi amministrativi. Già il termine programma mi fa venire l'orticaria. Spesso, se non sempre, si tratta di una lista della spesa, uno specchietto per le allodole utile per accalappiare voti in libertà di elettori spesso educati al disinteresse verso la cosa pubblica.

Mi piace invece confrontarmi sulla visione complessiva del paese. Data una idea di paese, solo dopo ci si confronta sul come, sul quando, sul perché, sulla priorità delle decisioni e delle scelte che si vanno a prendere in coerenza con la visione.

E dalle linee programmatiche ora singolarmente "non esposte" dal Sindaco, e questo mi dispiace, mi pare che si tratti di una mescolanza di progetti scollegati tra loro dove manca una idea comune che ci dica perché si voglia governare il paese.

Per andare dove? Non viene fuori una risposta credibile a questa domanda, che definisce l'affidabilità di una proposta politica.

Di fronte ad un paese in crisi di identità, che ha delle criticità complesse sul piano economico, sociale, culturale, c'erano due proposte, entrambe legittime dal lato formale, ma differenti nella sostanza politica.

Una disegnava il paese delle meraviglie, il paese ideale, la città di Tommaso Campanella, totalmente sconnessa dalla realtà. Presumibilmente fumo negli occhi di qualche credulone.

L'altra, più concretamente, teneva conto di un paese che necessita di essere normale, che ha bisogno di un governo normale, con competenze, capacità, responsabilità, trasparenza e volontà di risolvere i problemi delle persone normali.

Delle due l'una: o noi non abbiamo saputo trasmettere il messaggio.

Oppure, molto verosimilmente, hanno vinto i poteri, nemmeno tanto occulti, che sanno come, quanto e quando usare chi baratta voti familiari e/o di influenza professionale in cambio di un piatto di lenticchie.

Gente che è stata folgorata sulla via di Damasco.

Gente da gattopardo, che vuole che tutto cambi perché nulla cambi, a tutela di rendite di posizione sempre più sbiadite e sempre più dannose per il bene comune.

Gente che non vuole il cambiamento e non vuole il rispetto delle regole, sia che si tratti di concessioni sia che si tratti di macerine.

Gente che si accontenta delle somme urgenze e degli affidamenti diretti, che devono favorire i soliti imprenditori.

Gente che non vuole la rotazione degli incarichi professionali, che debbono essere affidati ai soliti noti.

Gente che non vuole il bilancio trasparente e partecipato.

Tutto legittimo, ma forse non molto giusto dal punto di vista etico e certamente dannoso da quello politico.

Per quel che mi riguarda non intendo più essere complice di un sistema di potere lontano dalla comunità, anche se esso rimane parte di un sentire comune ad un pezzo rilevante del paese.

E allora dico no, no agli arcana imperii, no ai compromessi, no ai trasformismi, no ai saltimbanchi, no ai machiavellismi, no alle trattative sotto banco.

E, del resto, mi auguro che il sindaco non abbia firmato cambiali in bianco perché, se così fosse, onorarle sarebbe deleterio per il paese e a pagarle sarebbero solo i cittadini.

Il tempo ci dirà quanto e come queste mie riflessioni peseranno sul giudizio da dare alla nuova amministrazione.

Io accuso certo. Ma contemporaneamente chiedo scusa a quanti hanno avuto fiducia nelle mie capacità non solo professionali, alle competenze, alla responsabilità dei miei compagni di lista, che ringrazio tutti per avermi supportato in questa folle avventura e che con me continueranno la dura ma appassionante scommessa di una "Città Nuova", molti nel ruolo di portatori di esperienze e professionalità da condividere e di proposte, in ogni caso garanti rispetto a me, a Città Nuova e soprattutto a tutti i cittadini della corretta gestione dell'attività amministrativa.

Dice l'Ecclesiaste:

Per ogni cosa c'è il suo momento,

il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,

un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.

Un tempo per cercare e un tempo per perdere,

un tempo per serbare e un tempo per buttare via.

Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,

un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?

E io vedo che sotto il sole al posto del diritto c'è l'iniquità e al posto della giustizia c'è l'empietà.

E così, il mio tempo sta per scadere.

Se per tempo intendiamo quello di essere uno dei pezzi, anche pregiati, di un museo dell'antiquariato politico.

E' invece tempo per me di cercare nel territorio, nella comunità, nelle persone lo spirito e la voglia di cambiare la natura e il corso delle cose, di creare le condizioni perché maturino nelle persone, e in particolare nei giovani, la responsabilità e il convincimento che c'è ancora il tempo per uscire dalla palude in cui sta sprofondando il paese.

Lavoreremo perché il consenso libero e consapevole che abbiamo ricevuto, che è stato commovente in termini di partecipazione, divenga il punto di partenza di una maggioranza sociale vera.

E l'obiettivo è quello di liberare questa città da retaggi antichi, di trasferirla nella modernità, di dare spazio alla ricchezza associativa, culturale, imprenditoriale che - nonostante tutto - rappresenta il tessuto connettivo del paese.

L'opposizione, per ciò che mi riguarda, sarà puntuale, precisa, dura sulle cose che si fanno male nell'interesse di pochi, ma propositiva sulle cose che si fanno bene nell'interesse generale della collettività. Grazie a tutti.

Lucia Mammato - Insieme per Maiori

Desidero rinnovare gli auguri piu' sinceri a tutte le colleghe ed i colleghi presenti. Tutti coloro che si sottopongono al giudizio dei cittadini hanno la mia incondizionata stima ed il mio augurio piu' sincero di buon lavoro.

Oggi siamo 5 donne. Ricordo che nel 99 eravamo presenti solo in due: Mariassunta Carmosino ed io.

A tutte le colleghe va un particolare sincero ed affettuoso saluto.

Care amiche,

sono certa che le qualità specifiche del nostro essere donna porteranno un contributo in più di moderazione, saggezza ma soprattutto concretezza nei lavori di questo consiglio.

Vi dicevo : all'epoca c'era con me la mia amica Mariaassunta Carmosino che era in minoranza.

Io, invece, con tanti altri giovani, sedevo nei banchi della maggioranza, insieme all'attuale Sindaco: Tonino Capone. Ricordo ancora l'atmosfera frizzante attesa e l' entusiasmo di quei giorni.

" I famosi primi 5 anni dell'amministrazione guidata da Stefano" che sono ancora ricordati come un prodigioso balzo in avanti per Maiori.

Nell' interesse di Maiori, auguro ai colleghi della maggioranza e a te Tonino, di vivere le stesse positive sensazioni di quel lavoro che insieme svolgemmo all'epoca.

Che sia chiaro subito, Sindaco, io tifo per Maiori da allora, dal primo giorno che ho messo piede in questo Consiglio e...continuero' a farlo.

Io tifo per Maiori.

Io non cambio opinioni a seconda dei banchi in cui siedo: maggioranza o minoranza.

Non amo le posizioni di opposizione pregiudiziale e ritengo che nell'interesse di Maiori tutti ma proprio tutti siamo tenuti a svolgere un ruolo costruttivo nell'interesse di chi ha piu' bisogno e di Maiori tutta.

Per queste ragioni io mi auguro sinceramente che questa amministrazione faccia bene e mantenga i suoi impegni e le sue promesse, fosse anche solo in minima parte.

Cio' detto, non rinnego nulla delle mie critiche e riconfermo che questa amministrazione parte con un enorme difficolta', non tanto per le tante persone perbene e di buona volonta' presenti in lista, cosi' come perbene sono quelli che siedono nei banchi della minoranza , ma per la zavorra nascosta che ha portato questa maggioranza a vincere e che sarà d'ostacolo a perseguire il bene comune.

Tanta acqua e' passata sotto i ponti da quel 1999 ed oggi ci troviamo ad affrontare le sfide dell'oggi, ma guai se non traessimo insegnamento dalle esperienze passate e dagli errori.

Anche la mia scelta solitaria di 5 anni fa, quella che alcuni avevano considerato un errore, o peggio, un capriccio, oggi appare in una luce più corretta.

Lo dimostra l'aumentato consenso della mia lista che mi conferma nella bonta' di una scelta limpida e consentitemelo coraggiosa.

Eppure io so che dovremo e potremo fare di piu'.

Vorrei rivolgermi, soprattutto alla minoranza: il paese non e' correttamente rappresentato da questo consiglio che ovviamente, legalmente e' piu' che legittimo.

Come e' stato giustamente rilevato, mi riferisco al manifesto di Citta' Nuova, due elettori su tre dei voti validi e tre su quattro degli aventi diritto al voto non hanno votato questa maggioranza.

Questa anomalia deve farci interrogare tutti e deve spingerci per una semplificazione ulteriore delle liste in competizione.

Per un paesino come il nostro, quattro e' meglio di sei ma la prossima volta due liste sarebbe meglio di quattro.

Dobbiamo farlo ora, non quindici giorni prima delle prossime elezioni.

Dobbiamo intraprendere questo percorso, alla luce del sole, non nel chiuso di congreghe, clan, gruppi che stanno nell'ombra, dietro le quinte e alle spalle delle liste.

Sara' un percorso lungo, difficile, ci saranno da superare: fazioni, antipatie, meschinita' e diffidenze ma se riuscissimo a dividerci od unirci prima sulle sulle cose da fare e solo dopo, DOPO sulle persone io penso che renderemmo un servizio utile al nostro paese.

Maiori dovrebbe venire sempre prima delle nostre piccole o grandi beghe convenienze .

Questa, cari amici della minoranza, da oggi, e' una sfida che parla a noi, ancor prima che alla maggioranza che, invece, dovra' misurarsi concretamente con la sfida quotidiana di amministrare.

Noi tutti dovremo tifare Maiori e sperare che la sfida la maggioranza la vinca, per noi, per i nostri figli.

Ma se così non fosse... io non vorrei che fra cinque anni o malauguratamente prima, ci trovassimo con lo stessa campagna elettorale deludente e banale che il paese si e' trovato difronte questa volta.

Per queste ragioni, chi volesse mettere Maiori prima ed al di sopra degli interessi e delle piccole personali ambizioni e avesse voglia sfidare il nuovo con coraggio e volesse scrivere una nuova pagina mi trovera' pronta ,come sempre, a combattere per il mio paese.

Valentino Fiorillo - Civitas 2.0 *

Questa sera primo Consiglio Comunale della nuova Amministrazione. Nel normale clima di festa mi son limitato a fare i miei auguri al Sindaco e ai Consiglieri annunciando che l'opposizione mia e del gruppo che rappresento sarà quanto più costruttiva, propositiva, e non "a prescindere", ma nel contempo attenta e vigile. Quello che ha sconcertato nella dichiarazione del Sindaco è stata la totale assenza di opzioni programmatiche come sarebbe auspicabile in un discorso di insediamento dove si dovrebbero illustrare le linee di governo eventualmente da allegare al verbale; certo, dopo la sbornia elettorale sono già spariti megaparcheggi, piscine, palazzetti, ricchi premi e cotillon. Nella composizione della giunta non è stata rispettata la parità di genere prevista dalla legge in quanto, dei tre assessori, una sola e di sesso femminile; interrogato da me in merito il Sindaco ha risposto che è in trattativa per un'assessora esterna e, sempre su mia sollecitazione, come previsto dalla legge, ha detto che le donne elette non vogliono fare l'assessore praticamente ammettendo di essere solo delle "quote rosa".

Quello che manca poi è proprio l'assessore al turismo, che dovrebbe essere centrale per un paese che si vuol definire a vocazione turistica; mi chiedo: se c'è bisogno di un assessore esterno non ancora definito, il programma elettorale su cosa è stato elaborato? Se c'è bisogno di un tecnico esterno anche per dettare le linee di indirizzo, a che serve la politica?

Ma il momento esilarante è stato l'ingresso della signora Amalia Carrano, prima non eletta, che, a Consiglio iniziato, si è andata a sedere tra le fila della maggioranza; se ciò non bastasse, al momento del voto ha anche alzato la mano. Vorrei consigliare al Sindaco di ricordare ai suoi Consiglieri di non trovarsi al bar dello sport ma nel massimo consesso cittadino che merita rispetto e serietà. A tal proposito abbiamo immediatamente consegnato al segretario una nota in cui chiediamo spiegazioni in merito.

* Fiorillo ha parlato a braccio, il testo riportato è il post pubblicato su Facebook con cui ha tracciato la sua analisi

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