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Lettere al Vescovado

Rischio alluvione ad Atrani, si gioca sugli equivoci

Scritto da (Redazione), martedì 4 marzo 2014 15:53:02

Ultimo aggiornamento martedì 4 marzo 2014 15:53:02

Riceviamo e pubblichiamo lettera del geologo Vittorio Di Benedetto.

Dopo poco meno di quattro anni dall'esondazione-alluvione del torrente Dragone del 2010,le Istituzioni locali e regionali hanno voluto rendere noto nell'opuscolo "Atrani, lavori in corso" l'elenco degli interventi già eseguiti e di quelli in progetto finalizzati alla messa in sicurezza dell'area urbana da futuri eventi calamitosi, soprattutto dal rischio alluvioni e "colata di fango". Premesso che tutto ciò che si muove sotto forma di trasporto, massa in modo umanamente incontrollabile è pericolo, nell'opuscolo si individuano e descrivono due forme di rischio a cui è esposta la cittadinanza, 1) alluvione e 2) colata di fango, distinzione corredata da una didascalia su come comportarsi in occasione di accadimento di questi eventi Le presenti osservazioni vogliono segnalare, soprattutto, a parte la stabilità dei costoni rocciosi, che il pericolo che si può ripresentare è un'altra alluvione e non la colata di fango. Attribuire il disastro del 2010 al fenomeno colata di fango che è un particolare tipo di frana (cfr. A. Vallario "Frane e territorio" Liquori Editori o un qualsiasi altro testo di geologia tecnica), evento di per sé imprevedibile per di più diffuso sul territorio, è una comoda giustificazione perché esclude in pratica responsabilità amministrative che si possono meglio identificare nell' esondazione-alluvione. Allora volutamente si vuole giocare sugli equivoci, sicuri che la popolazione (a parere delle Istituzioni), non avendo in questo settore sufficiente forza di conoscenze, si affida alle decisioni delle Istituzioni. I lavori eseguiti e quelli in programma, tesi alla difesa di un evento come quello del 2010, non hanno attenuato di una virgola il pericolo, ecco i motivi. 1) Le " Vasche borboniche" Le "vasche borboniche " come tali non sono mai esistite nel tratto torrentizio comunale, esiste invece una briglia o traversa realizzata dopo l'alluvione del 1949 dall'amministrazione Gabriele Di Benedetto. Queste opere erano completate da murature nel lato sinistro dell'alveo anche a difesa del bottino di captazione della sorgente di acqua potabile di cui non c'è più traccia,all'epoca il primo tratto urbano dell'alveo era scoperto e ciò già riduceva di molto il rischio che non diventerà mai nullo perché la natura sa solo imporre le proprie leggi. Il profilo dell'alveo del Dragone, naturalmente interrotto da salti morfologici e strutturali,fa rallentare la velocità della corrente e ciò richiama la funzione delle briglie cbe, sbarrando la sezione di un torrente, diminuiscono, a causa del rigurgito, la velocità dell'acqua con conseguente sedimentazione del detrito solido a ridosso dell'ostacolo artificiale. Col tempo i successivi depositi solidi disposti in serie lungo l'asta torrentizia, dovrebbero far assumere al letto del torrente un nuovo profilo longitudinale con minore pendenza in modo da rallentare la velocità e la forza viva di erosione. Questi interventi sono efficienti negli alvei torrentizi le cui sponde sono costituite da rocce erodibili ( marne, conglomerati sciolti, argille, ecc); nel caso del Dragone le sponde sono costituite da calcari dolomitici molto resistenti, e l'erosione laterale è poco significativa. I lavori per lo svuotamento delle vasche , se da una parte è il lavoro di Sisifo, la ".... realizzazione di barriere frangi-colata..." (cfr. lavori di somma urgenza punto 4 del citato opuscolo) combinata con la barriera-griglia a pettine nei pressi dello svincolo per Pontone serve assolutamente a nulla se si vuole almeno attenuare il pericolo delle esondazioni-alluvioni del Dragone, l'ultima del 2010 ancora imprudentemente dichiarata "COLATA DI FANGO" come indicato all'inizio pag.1 dell'opuscolo. Le briglie a pettine sono utili in regime fluviale e non in regime torrentizio Come è stato già analizzato ( Di Benedetto 2010,2011 "Atrani attraversata da alluvione"...; Convegno internazionale Fisciano 2012) le cause dell'esondazione-alluvione non sono nè le frane che colorano l'acqua come cioccolato ( anche colorata conserva le proprietà idrauliche) nè le briglie stracolme di detriti, è comodo individuare il rischio nelle frane o colate di fango,eventi imprevedibili e diffusi sul territorio e ignorare,invece, il problema di insufficienza idraulica che nasce all'inizio del tratto tombato dell'alveo dove l'area più nevralgica del torrente è stata stravolta da edificazioni e lavori di copertura che hanno configurato una luce di 3.60 m x 2,60 m del tutto insufficiente per il deflusso della corrente, anche per eventi piovosi non eccezionali. Gli eventi meteorici precedenti alla copertura del torrente divenendo parcheggio,sono stati molto più intensi del 2010 misurato in circa 70 mm di pioggia, l'alluvione del 1949 con baricentro del campo meteorico tra Atrani e Maiori ha raggiunto 100 mm; se restano le attuali condizioni idrauliche determinate dalla copertura, avremo una nuova alluvione senza giustificare situazioni eccezionali. Per fortuna (Santa Maria Maddalena?) ad Atrani le colate di fango esistono solo sulle carte delle Istituzioni, sono eventi ,veloci o lenti, che implicano un colamento anche colossale che si forma su versanti dove spessori di depositi piroclastici ( vulcanici ) diventano instabili anche per piccole piogge prolungate. La massa di detriti,nella colata, scivola lungo i pendii e ancora meglio (si fa per dire) con la presenza delle strade, come a Sarno 1998 sommersa da fango viscoso-plastico senza la presenza di un alveo e valle fluvio/torrentizia. Per fenomeni di questo tipo non si può calcolare il volume d'acqua che le innesca e tanto meno quando accadrà.A Sarno, Siano, le sirene d'allarme scattano quando la pioggia è vicina ai 40 mm e la popolazione è in continuo allarme.....e forse è gia spazientita. Nelle esondazioni,come quella del 2010 in oggetto, dopo un picco di pioggia intensa si attende l'onda di piena ; questo intervallo è il tempo di corrivazione, una caratteristica propria dei bacini imbriferi e si ripete ancora che il tempo di corrivazione del Dragone, calcolato dal sottoscritto e confermato da altri Autori, è un'ora, per il Tevere qualche giorno. Si ritornerà su questa grandezza perla prevista installazione delle sirene. Le vasche sono bacini artificiali in derivazione al corso principale dei fiumi, servono per accogliere temporaneamente una parte della massa d'acqua che, così sottratta all'asta principale, può evitare l'esondazione; poi lentamente restituiscono l'acqua ( e non i sedimenti) al fiume. 2) La bonifica dell'arenile La massa dei detriti trasportata dalla corrente doveva essere scaricata dai mezzi della Protezione Civile almeno a 150 m dalla linea di riva, invece è stata semplicemente e colpevolmente spalmata sulla fascia di battigia dove è stata trattenuta dalla scogliera frangiflutti. Il moto ondoso, d'inverno più energico, ha riportato e riporta sulla spiaggia i materiali alluvionali dal fondo mare con la formazione di dune e conseguente laguna interna (cfr "La spiaggia di Atrani" a cura dello scrivente)- Lo strato superiore della "spiaggia" è costituito dai materiali alluvionali, la cui natura piroclastica (= prodotti vulcanici ) ha permesso un certo indurimento tipico della pozzolana Non c'è più la sabbia marina. Sono stati sistemati massi calcarei in duplice fila dopo la foce del torrente "... a protezione del letto del fiume... al fine di contenere sull'arenile il percorso del fiume...". In assenza dei massi il fiume descriveva innocue anse temporanee che ancora si formano ,con l'aumento di portata del torrente aumenta anche la velocità del flusso acquisita lungo il tratto tombato, dotato di pendenza uniforme,in tal modo i filetti idrici hanno una traiettoria rettilinea che si prolunga per qualche decina di metri dalla foce senza e con i massi. Descrivendola sommariamente, la foce del torrente in piena si comporta come l'ugello di un aereo a reazione. Giustificare queste opere "a protezione del letto del fiume " è una sciocchezza, ma non è una sciocchezza il costo dichiarato. D'inverno con l'inevitabile formazione delle dune il paesaggio urbano si arricchisce con un pantano maleodorante profondo più decine di centimetri proprio alla foce, con tante conseguenze intuibili. Inoltre la presenza dei massi ha contribuito a impedire lo spostamento del materiale sabbioso verso sinistra, così il livello della spiaggia occupa lo spazio del parcheggio diventato parte di essa e anche inondato. 3) I parcheggi Tav 3 e Tav. 4 Con la costruzione della strada che collega il paese alla SS 163,siamo agli inizi anni 1950, l'Amministrazione espropriò l'edificio che accoglie la biblioteca perché doveva essere abbattuto, la banchina era destinata ad area tecnica e previsto lo scavo locale in roccia per il parcheggio. Proprio per queste esigenze la strada è stata costruita nell'attuale posizione e con l'imposizione dell'Am/ne , perche il progettista aveva in mente di realizzare un raccordo simile a quello del porto di Salerno. Perché l'esigenza del parcheggio è stata trascurata successivamente? La posizione dello scavo,perpendicolare al versante, e le caratteristiche tecniche delle rocce ( le stesse che impegnano il parcheggio "Luna Rossa") sono favorevoli all'attuazione.S ono previsti due parcheggi,uno descritto in Tav 3 in ".. area sicura .." a monte dell'abitato..", che in base alla cartografia è ubicato a sinistra del torrente dove ci sono terrazzi coltivi Nel 2011 in un convegno dei Geologi a Napoli( Centro Direzionale) l'assessore regionale ing. Cosenza ,sorridendo, trovava strano che ad Atrani era stato progettato un parcheggio "....sapete dove? Vicino al torrente!" L'area scelta è classificata dall'Autorità di Bacino Destra Sele zona rossa R4,a massimo rischio idrogeologico, ma è doveroso puntualizzare che l'area con i terrazzi coltivi dovrebbe essere inserita a rischio più basso di frana; risorge di nuovo un pericolo più grande perché l' Autorità di Bacino stessa prevede una enorme colata di fango che dovrebbe investire in pieno proprio il sito prescelto. Se fosse vero, povera Atrani. L'altro studio di progetto di parcheggio riportato in Tav 4 è pura spesa. 4) Adeguamento funzionale dell'alveo Tab.7 Con questo lotto di spesa euro 900.000,00 si vogliono rinforzare le sponde dell'alveo (evidentemente nel tratto scoperto) e "... la riprogettazione del percorso del tratto tombato... essenziale per dare al percorso una pendenza continua (oggi invece si spezza fino ad annullarsi del tutto)...ed evitare che si possano nuovamente creare tappi derivanti dall'accumulo dei detriti...come quelli che hanno portato all'esplosione a metà di via dei Dogi".Così è scrittonell'opuscolo " Atrani si protegge", e significa questo: la rottura della soletta di copertura dell'alveo in via Dogi è stata interpretata dal prof. De Bernardinis appena arrivato causata da rigurgito e salto idraulico (frammentazione della pendenza), con la formazione di un tappo di detriti. Volendo condividere questa tesi, l'alveo del Dragone, nel punto di questa rottura, dovrebbe presentare una concavità simile a quella esistente in alcuni sottopassaggi urbani dove le acque piovane ristagnano con uno spessore sufficiente per sommergere le auto, con esito letale come riportato dalla cronaca. Mai visto, personalmente, tale discontinuità della pendenza per spiegare l'accumulo del detrito necessario per la formazione del tappo. Questa dinamica è del tutto irreale perché le acque del torrente in piena raggiungono la massima velocità proprio nel tratto tombato dotato di pendenza continua, e quindi l'alveo viene spazzato completamente anche da eventuali accumuli di detriti sciolti preesistenti; si tenga presente che la capacità di trasporto di una corrente dipende dalla sesta potenza della velocità( 2m/s diventano ben 64 m/s), ecco perchè non appena il torrente si ingrossa si avverte il rumore del rotolio dei ciottoli e le persone pensano al peggio. Se si formassero tappi di detrito con l'acqua in moto veloce,nessuna rete idraulica funzionerebbe. Il contrario avviene nei tratti pianeggianti dove la velocità delle acque è bassa e un qualsiasi ostacolo, detriti sciolti compresi, può rappresentare causa di esondazione e allagamenti (è il problema idrogeologico generale ) Ad Atrani in estate, per pulire la rete fognaria si immette acqua in pressione ( velocità ) e i residui vengono allontanati. Accettando per errore la logica del tappo di detriti, il punto più qualificato per la formazione di quest'ostacolo dovrebbe essere la strozzatura molto angusta all'inizio del tratto tombato (punto di esondazione),dove la velocità dell'acqua non è elevata: dalle foto riportate nella Relazione Fisciano 2012 si nota che l'intero alveo era libero da detriti. La rottura della soletta in via dei Dogi(cfr "L'alluvione di Atrani nella scienza e politica" dello scrivente) è stata causata dall'incredibile strozzatura dell'alveo ristretto da murature laterali e dalla presenza delle grosse tubature delle acque del depuratore (altro problema) di cui, nei lavori in progetto descritti a Tav 5 ne è prevista "..la revisione del posizionamento e della distribuzione ..",ovvero delle tubature. Sicuramente è necessario una nuova pavimentazione sostituendo i cubetti di porfido che, roccia dal delicato colore roseo, si conserva bene nei viali di ville o anche sui viali urbani pedonali, ma non su strade con circolazione di autoveicoli. La precedente pavimentazione era fatta con mattoni pesanti e resistenti, senza rugosità e piccoli spuntoni tipici dei materiali lapidei che trattengono l'acqua.Se si useranno questi, occorre preparare la superficie di calpestio. La scogliera frangiflutti e altri interventi (già illustrati su questo problema), hanno sconvolto irreversibilmente la bella spiaggia stabile perché a sacco,la difesa dalle mareggiate di sud-ovest richiedeva una posizione idonea della scogliera più lontana e con massi di dimensioni superiori, posta ad arco verso sud est, avrebbe avuto un minore impatto,un allungamento della stessa è una spesa fine a se stessa. I profughi della " colata di fango " Il rapporto tra l'uomo e la natura è stato sempre complicato e, nelle filosofie occidentali, l'uomo è l'essere che sottomette la natura che sottomette l'uomo perché (la natura) procede con le proprie leggi. Atrani,come altri centri, ha il periodico problema dell'esondazione-alluvione che deve essere gestito dalle Istituzioni preposte che a volte risolvono con messaggi facili e spese, riferisce la cronaca,senza effetti positivi. Se avviene un diluvio universale , pazienza, ma i problemi delle alluvioni ad Atrani si fronteggiano (già si dovevano) senza affanni sia che avvengono di giorno o di notte perché le zone di possibile allagamento sono note e per fortuna limitate, era ed è dovere conoscere stabile per stabile il pericolo di allagamento.

Il Comune è il caposaldo delle operazioni: in caso di calamità, cosa succede se a causa dell'alluvione non si può raggiungerlo? In un'assemblea popolare presso la sede comunale dopo l'evento 2010, il sottoscritto propose di trovare un'altra possibilità di accesso La perdita di una giovane vita umana ha rattristato tutta la comunità, ma fa rabbia nel modo e con le vie di salvezza libere. Prima dell'arrivo dell'onda di piena, che non è più controllabile, l'esondazione inizia in modo non molto voluminoso: un cittadino aveva parcheggiato la propria auto in via dei Dogi poco distante dalla rottura della soletta, mentre stava abbandonando l'auto vide l'acqua scorrere,ha avuto il tempo di spostarla. L'istallazione di una sirena d'allarme, utilizzando il predetto tempo di corrivazione, è un segnale che dovrebbe rendere più responsabile e vigile il cittadino senza comportamenti imprudenti. Si è precisato che la colata di fango, a differenza delle alluvioni di cui è possibile una stima del volume d'acqua, può essere di dimensioni relativamente colossali. Quando la colata di fango deciderà l'invasione di Atrani, se è lenta e limitata si può sperare; se è rapida, nonostante la sirena, le cose si complicherebbero anche perché ,dovendo i profughi raggiungere Largo .Maddalena, la colata dovrebbe essere una signora colata. Ai profughi resterebbe solo invocare Santa Maria Maddalena "Sei di Atrani gloria e .... nei perigli tu la sorreggi..."

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