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Lettere al Vescovado

Ravello 'paese museo' e per gli anziani non c'è nemmeno un punto di ritrovo

Scritto da (Redazione), sabato 22 marzo 2014 10:31:35

Ultimo aggiornamento domenica 23 marzo 2014 08:06:33

di Bonaventura Fraulo - Caro Direttore,

spero di non disturbarti con questo mio balzello che avrà sicuramente e solamente il senso dello sfogo di un cittadino di Ravello. Approfitto della dipartita del nostro caro amico Federico per evidenziare l'annosa necessità degli anziani di questo paese.

L'amico Federico ci ha lasciato e forse solo io so che aveva un cruccio: in queste tristi e noiose giornate ravellesi mi sollecitava a prendere contatti con i "Grandi" del paese per arrivare ad ottenere un buco per farne una specie di dopolavoro perditempo per noi poveri vecchietti, così da trascorrere qualche ora di meritata distrazione.

Approfitto di questa occasione per fare qualche rimprovero ai nuovi "Grandi" del paese e chiedere loro i motivi per i quali non si sia mai presa in considerazione la questione.

Perché a Ravello si è bravi a dare importanza alle cose futili e a creare doppioni, senza badare al concreto e a percepire le reali necessità di un paese che, seppur di grande importanza turistica, resta un paesino di 2500 abitanti, con tutte le sue necessità sociali.

Comincerei col trambusto del Palazzo Tolla, sede del Municipio, trasferito al piano sottostante dopo oltre un cinquantennio, perché il "piano nobile" dovà essere adibito ad area espositiva, una sorta di museo. Questo ha fatto sì che i locali sottostanti, sempre appartenuti al Tennis Club, sono stati adibiti ad uffici del Comune. Abbiamo già tanti musei: quello della Cattedrale, la pinacoteca, il prossimo nella torre di Villa Rufolo e se ne programma qualcuno anchea Villa Episcopio. Ravello, dunque, oltre ad essere Città della musica sarà anche Città dei musei.

Negli unici locali comunali adibiti a spazi sociali, quelli del vecchi Tennis Club, arrivò la Fondazione Ravello, che trasformò gli ambienti dove quei vecchietti di paese usavano giocare a carte e trascorrere i lunghi inverni riscaldati da una stufa a legna, nella "Sala Frau", con pregiate poltroncine in pelle, illuminazione di ultima generazione, come sala di rappresentanza e uffici. Come sempre è valsa la legge del più forte.

Oggi che gli uffici sono stati trasferiti a Villa Rufolo, anche quella sala è diventata un museo!

Ma andiamo oltre la speranza del famoso locale per vecchietti, che fu solo un' idea peregrina per svuotare la piazzola sottostante la piazzetta di Gradillo, allo scopo di dar vita al famoso rifugio-dopolavoro sempre per i poveri anziani.

Anche in quel caso nulla di fatto. Completati i lavori, servivano ambienti per il ricovero di quelli che erano i resti dell' archivio comunale rientrato da Napoli. Concludo per non essere troppo polemico: voglio con questo mio scritto chiedere perché in questo Paese, che la Natura ci ha regalato con le sue bellezze, siamo in uno stato di stallo e di liti inutili e deleterie quando si potrebbe con molta signorilità e buonsenso raggiungere traguardi migliori?

A questo punto dico all' amico Federico, anche quando a breve ti raggiungerò: le cose di questo nostro amato paese andranno sempre alla stessa maniera; forse la colpa è dell'aria che si respira in questo luogo. Di cuore ti auguro di ritrovarti tra gente migliore e di aver trovato anche l'ambito posto per poterti riunire e goderti il tuo tempo libero. Ciao, Bonaventura.

RISPOSTA DEL DIRETTORE

Carissimo Bonaventura,

Ti ringrazio ancora una volta per la sensibilità che dimostri verso le problematiche del nostro amato paese.

I tuoi interventi su questo giornale, sempre pacati ma pungenti, denotano ancora una volta il tuo interesse per il futuro di questa Città per la quale ti sei speso con tutto te stesso nelle vesti di assessore comunale negli anni '90.

Beh, questa del punto di ritrovo per gli anziani di Ravello è una problematica atavica connessa al panorama sociale cittadino.

Negli ultimi 15 anni il nostro paese ha fatto passi da gigante, elevandosi di rango dopo aver raggiunto, per diverse ragioni, la maturità turistica.

Fino alla seconda metà degli anni '90 il dopolavoro per gli anziani erano i bar della piazza. Se in una normale serata d'inverno entravi in una delle mescite cittadine ti ritrovavi in una cappa di fumo con personaggi seduti ai tavoli che imprecavano per una giocata errata del compagno con il folto pubblico dei commentatori "da dietro". I giocatori più "elitari" (quelli del poker e ramino su tutti) erano all'esclusivo Tennis Club, riservato ai soli soci. Il fumo c'era lo stesso (anche quello di qualche sigaro pregiato), che si mescolava a quello della stufa a legna sempre ardente. Poi la legge che ha vietato il fumo nei locali pubblici e soprattutto la consapevolezza dei bar della piazza di rivolgersi prettamente al viaggiatore d'elite che preferiva Ravello, hanno dato vita alla diaspora. Il Tennis Club si sciolse nei primi anni 2000 e quei locali comunali furono affidati alla neonata Fondazione Ravello.

Da qual momento Ravello non ebbe più un ritrovo per gli anziani. Solo nel 2007 l'allora amministrazione Comunale guidata da Paolo Imperato si preoccupò di garantire uno spazio, la cappella di Villa Rufolo, agli anziani. Ma l'idea durò un solo inverno.

Oggi l'unico luogo di Ravello, che "ospita" giocatori di carte, è il bar di San Cosma, con evidenti disagi al traffico veicolare a causa della mancanza di parcheggi.

Caro Bonaventura, neanch'io muoverei un dito per un posto per "parcheggiare" gli anziani e farli giocare a carte in una cappa di fumo. Mi spenderei, invece, per un luogo polivalente dove voi, memoria storica di questa Città, incontraste le nuove generazioni, parlando loro di quella che è stata la vecchia grande Ravello, capace di diventare quella che realmente è oggi. Riscoprire il fascino di un film in bianco e nero, discuterlo con voi, affrontare argomenti, come questo, vitali per il futuro di questa nostra città. Quest'anno sarebbe stato bello acquisire le testimonianze sullo sbarco del '43, sulla presenza del Re a Ravello, sul processo di unificazione, la fine della guerra. Tra una partita a carte e l'altra, naturalmente.

Il tutto in un ambiente sano come il nostro.

Tu ci insegni che una delle caratteristiche richieste da chi governa è l'empatia, saper leggere i tempi e credo che Sindaco e Amministrazione comunale, a cui mancano soltanto due anni per la scadenza del mandato elettorale, non sorvolino su questo argomento dopo aver trovato al quadra per l'affidamento delle strutture sportive e l'approvazione dei progetti relativi all'ampliamento del polo scolastico.

Sempre grato per il contributo che garantisci a questo giornale, Ti saluto con la stima di sempre,

Emiliano Amato

direttore responsabile

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