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Lettere al Vescovado

Marini vs Rodotà

La differenza tra l'ex democristiano e l'ex comunista

nell'attesa di conoscere il nostro nuovo Presidente

Scritto da Antonio Milo (admin), venerdì 19 aprile 2013 09:09:19

Ultimo aggiornamento venerdì 11 gennaio 2019 19:18:58

Ho letto con attenzione l'articolo dal titolo "Il Palazzo e la Piazza", pubblicato ieri sul Vescovado e non è passato inosservato un periodo in particolare.

"Franco Marini, candidato da Bersani ma voluto soprattutto da Berlusconi, non raggiunge i 2/3 di voti. Emblema del disastro politico partorito dal PD, ottantenne ex democristiano ed ex sindacalista della CISL, noto per poltrone e giochi di palazzo più che per idee innovatrici per il Paese, è il candidato ideale della casta che, con un colpo di spugna, tenta di tenersi in piedi, voltando lo sguardo altrove di fronte al grido di dolore della folla".

Da quello che capisco leggendo le note bibliografiche dei due personaggi - riportate di seguito - mi sembrano entrambi uomini con un forte impegno istituzionale.

La differenza sostanziale tra i due galantuomini: uno è un ex democristiano (che per indole e per carattere è incline al male o meglio alle malefatte) l'altro è ex Comunista (quindi persona per bene che ha dovuto subire i torti del sistema ed avendo combattuto i cattivi "i democristiani" ora è più legittimato), comunque entrambi figli della prima Repubblica.

Questa differenziazione che non mi piace è purtroppo quella dominate che spesso viene fatta con la pancia e non con la testa o forse sarebbe meglio definirla esternazione da tifoso di curva.

Ultima notazione - che "forse" dovrebbe essere valida per entrambi - hanno solo 80 anni, anzi, no, Marini è più vecchio: li già compiuti il 9 aprile scorso.

Attendo il Presidente degli Italiani.

Antonio Milo - Maiori

Wikipedia traccia così la loro attività pubblica

Franco Marini (San Pio delle Camere, 9 aprile1933) è un sindacalista e politicoitaliano.

È stato segretario generale della CISL, presidente del Senato, ministro del Lavoro, segretario del Partito Popolare Italiano e parlamentareeuropeo.

Attività sindacale

Primogenito di una numerosa famiglia di modeste condizioni economiche, si diplomò al liceo classico Marco Terenzio Varrone di Rieti e conseguì la laurea in giurisprudenza, svolse quindi la leva come ufficiale negli alpini. Iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1950 e attivo nell'Azione Cattolica e nelle ACLI, iniziò la sua attività lavorativa, durante gli studi universitari, in un ufficio contratti e vertenze della CISL. Dopo alcuni anni di formazione e di esperienza, Giulio Pastore lo portò all'ufficio studi del ministero per il Mezzogiorno. Segretario generale aggiunto della Federazione dei Dipendenti Pubblici nel 1965, nel sindacato della CISL, discepolo di Pastore, assunse un ruolo sempre maggiore, diventando negli anni settanta vicesegretario, e nel 1985 venne scelto come segretario nazionale.

Attività politica

Nel 1991 alla morte di Carlo Donat-Cattin ne ereditò la corrente politica di Forze Nuove, interna alla Democrazia Cristiana, tradizionalmente più sensibile alle prerogative del mondo del lavoro, e passò nell'aprile dello stesso anno dalla segreteria del sindacato al Governo, diventando Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale del VII Governo Andreotti.

La Democrazia Cristiana lo candidò per la prima volta nelle elezioni politiche del 1992, risultando il primo degli eletti a livello nazionale, e Mino Martinazzoli lo scelse per l'incarico di responsabile organizzativo.

Segreteria del Partito Popolare

Seguendo il partito nella formazione nel 1994 del Partito Popolare Italiano, ne divenne segretario nel 1997 succedendo a Gerardo Bianco. Guidò una segreteria volta a rimarcare la propria individualità all'interno dell'alleanza dell'Ulivo, in contrasto con l'idea diRomano Prodi di una vera e propria unione dei partiti. Eletto al parlamento europeo nell'elezioni del 1999, lo stesso anno lasciò la segreteria in favore di Pierluigi Castagnetti.

In seguito, non ostacolò l'entrata nell'alleanza elettorale della Margherita delle elezioni politiche del 2001, che, trasformandosi in partito nel 2002, lo designò come responsabile organizzativo.

All'interno della Margherita, ha rappresentato i settori più centristi, inizialmente prudenti sull'idea del Partito Democratico. Nel confronto che ci fu nel maggio del 2005 tra Romano Prodi e Francesco Rutelli, Marini sostenne quest'ultimo affermando la necessità della Margherita di presentarsi da sola al proporzionale.

Presidenza del Senato

Eletto senatore alle elezioni politiche del 2006, è stato scelto come candidato alla presidenza del senato, Il 21 febbraio del 2007, dopo le dimissioni del governo guidato da Romano Prodi, era stato indicato come possibile nuovoPresidente del Consiglio di un probabile governo tecnico, previsione che si è rivelata errata, dato che pochi giorni dopo il governo Prodi si è ripresentato alle camere incassando nuovamente la fiducia.

Nel novembre del 2007 è stato proposto dal senatore Lamberto Dini per sostituire Prodi in un eventuale governo istituzionale, ma il presidente ha immediatamente rigettato l'ipotesi. Ha concluso il mandato di presidente di Palazzo Madama il 28 aprile2008, con l'elezione del suo successore, Renato Schifani.

Mandato esplorativo

In seguito alla caduta del governo Prodi II, e nonostante il suo iniziale diniego ad assumere altri incarichi, il 30 gennaio2008 ilPresidente della RepubblicaGiorgio Napolitano ha conferito a Marini un incarico finalizzato alla verifica, entro un breve spazio temporale, della possibilità di consenso da parte della maggioranza e dell'opposizione su una riforma della legge elettorale e su un governo che assumesse le decisioni più urgenti. Marini ha accettato l'incarico. Tuttavia, il 4 febbraio2008, dopo quattro giorni di consultazioni con tutti i gruppi parlamentari e con alcune rappresentanze delle parti sociali, si è recato al Quirinale per rimettere il suo incarico nelle mani del Presidente della Repubblica «con molto rammarico per l'impossibilità di raggiungere l'obiettivo» «di trovare una maggioranza per modificare in pochi mesi la legge elettorale».

Impegno nel Partito Democratico

Marini ha partecipato alla fondazione del Partito Democratico ed attualmente è il principale referente della corrente de I Popolari di matrice democristiana e cristiano sociale. Alle elezioni primarie del 2009 ha sostenuto la candidatura di Dario Franceschini.

Stefano Rodotà (Cosenza, 30 maggio1933) è un giurista e politicoitaliano.

Attività politica

PR e PDS

Dopo essere stato iscritto al Partito Radicale di Mario Pannunzio, rifiuta nel 1976 e nel 1979 la candidatura nel Partito Radicale di Marco Pannella. È eletto deputato nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, diventando membro della Commissione Affari Costituzionali. Nel 1983 viene rieletto e diventa presidente del gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente.

Deputato per la terza volta nel 1987, viene confermato nella commissione Affari Costituzionali e fa parte della prima Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nel 1989 è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal PCI di Achille Occhetto e successivamente aderisce al Partito Democratico della Sinistra, del quale sarà il primo leader.

Nell'aprile del 1992 torna alla Camera dei Deputati tra le file del PDS, viene eletto Vicepresidente e fa parte della nuova Commissione Bicamerale.

Nel maggio del 1992 presiede, in sostituzione di Oscar Luigi Scalfaro, l'ultima seduta del Parlamento convocato per l'elezione del Capo dello Stato. Scalfaro, in qualità di Presidente della Camera e candidato al Quirinale, in quell'occasione aveva preferito lasciare a Rodotà la presidenza, in vista della sua elezione. Al termine della legislatura, durata solo due anni, Rodotà decide però di non ricandidarsi, preferendo tornare all'insegnamento universitario.

Parlamento europeo

Dal 1983 al 1994 è stato membro dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, ma è solo nel 1989 che viene eletto al parlamento europeo. In tale sede partecipa alla scrittura della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Dal 1997 al 2005 è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell'Unione Europea. È stato inoltre componente del gruppo europeo per l'etica delle scienze e delle nuove tecnologie e presidente della commissione scientifica dell'Agenzia europea dei diritti fondamentali.

Il 29 novembre2010 ha presentato all'Internet Governance Forum una proposta per portare in Commissione Affari Costituzionali l'adozione dell'articolo 21bis. L'articolo in questione è il seguente: "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale".

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