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L'Editoriale

... e la festa s'è fatta lo stesso

Scritto da (Redazione), giovedì 13 settembre 2012 09:06:39

Ultimo aggiornamento giovedì 20 settembre 2012 15:03:54

di Salvatore Sorrentino - Sinceramente.

Sì, sono veramente sincero. Non capisco se il fatto è da attribuire al mio articolo sugli orari dei suoni delle campane e degli spari dei mortaretti o ... al grado di civiltà degli abitanti della parrocchia del Lacco.

Fatto sta che le campane per le sante messe sono state suonate nel rispetto del Regolamento di Polizia Urbana, il cui relativo articolo ho richiamato e trascritto nel mio su cennato articolo. I fuochi d'artificio sono stati sparati nel rispetto della buona creanza, dei turisti nostri ospiti e anche di quelli, tra noi, che vogliono dormire un poco in più nei giorni di festa.

Non solo. I botti dei fuochi non sono stati per nulla fragorosi, nemmeno quelli serali, alla fine della processione.

Quand'ero ragazzo, la chiesetta della Madonna dell'Ospedale segnava il confine fra i cafoni, quelli a nord, del Lacco, e i civili, quelli a sud, del Centro.

Certo che di passi ne hanno fatti quelli della Parrocchia del Lacco; oggi danno lezioni di civiltà e di rispetto delle regole.

Ricordo a me stesso, e con questo contraddico quel che ho detto all'introduzione, che un primo esempio di buona creanza, gli abitanti di San Martino già l'hanno dato quando hanno messo su l'orologio del campanile.

Era stato programmato come tutti gli orologi esistenti nelle vicinanze (Sant'Antonio, Scala, Minori, Maiori, Amalfi ecc.) e cioè facendo battere il numero delle ore ad ogni quarto d'ora. Si sono accorti che si dava fastidio innanzitutto agli stessi parrocchiani, oltre che ai turisti nostri ospiti.

Hanno così modificato il programma, facendo ora battere tutte le ore solo in corrispondenza di quelle intere.

Eppure, senza che le campane suonassero alle sette del mattino, senza che i rumorosi botti ci svegliassero sempre alle sette del mattino, senza che i mortaretti fossero fragorosi come le bombe dal peso di tonnellate, e senza che le campane suonassero per tutta la durata della processione (peccato che han suonato durante lo spettacolo pirotecnico), senza tutte queste cose, ma anche qui con la piacevole banda musicale in giro per il paese, la festa s'è svolta ugualmente, i fedeli sono andati a messa puntualmente, la processione si è svolta con regolarità e con tanta gente e ... tutti sono stati felici e contenti.

Non scrivo tutto questo per fare il panegirico degli abitanti del Lacco. Lo scrivo solo perché sia di esempio agli altri, perché sia rispettato chi vuole dormire fino a tardi nei giorni di festa, altrimenti, che festa è, perché non si disturbi la quiete di chi viene a villeggiare a Ravello, perché ... è un segno di civiltà.

Per chiudere voglio ricordare un episodio accaduto quando ero sindaco.

Avevamo appena approvato il Regolamento di Polizia Urbana, che conteneva le norme sulla regolamentazione del suono delle campane e dello sparo dei botti.

Gli abitanti del Monte, che da sempre, a memoria d'uomo, sparano botti alla festa patronale, dall'alto della loro contrada, vennero a fornirsi della relativa necessaria autorizzazione. Inserii, in questa, una norma di mia stretta competenza: i botti non andavano sparati prima delle dieci e mezzo e durante le ore di riposo pomeridiano.

Apriti cielo, protestarono, gridarono, pregarono, fecero pure qualche altra cosa. Fui fermo. Feci loro un discorsetto sull'importanza del rispetto specie di chi viene nella nostra città soprattutto per riposare.

Compresero, tacquero, furono rispettosi delle regole.

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