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Dai Comuni

Ravello: raccolta differenziata, ecco i primi numeri dell'amministrazione Vuilleumier

Scritto da (Redazione), domenica 18 settembre 2011 11:24:24

Ultimo aggiornamento lunedì 19 settembre 2011 15:21:41

Riceviamo e volentieri pubblichiamo ultime considerazioni e comunicazioni dell'assessore all'Ambiente del Comune di Ravello, Pasquale Antonio Palumbo, su emergenza idrica e rifiuti. Di seguito il testo integrale con i dati ufficiali della raccolta differenziata dei rifiuti dopo i primi quattro mesi di amministrazione Vuilleumier.

"Soltanto uno sprovveduto, un non Ravellese, un amministratore di prima nomina avrebbe potuto ignorare che l'estate, oramai passata, avrebbe portato una carenza d'acqua ed un surplus di rifiuti solidi urbani da smaltire. Altro che la canzoncina dell'emergenza rifiuti: come mai paesi come Positano, Praiano, Furore, Atrani etc. non presentano quotidianamente accumuli di rifiuti per strada? Non risentono anch'essi di tale emergenza? Il ridicolo è che, per questo secondo problema, si era tentata una risoluzione che ha dato i frutti che sono sotto gli occhi di tutti: accumuli di rifiuti anche nei luoghi nevralgici del paese."
Salvatore Ulisse di Palma - Il vescovado del 10 Settembre 2011

"Un triste traguardo è stato raggiunto: Ravello è stato il paese primo in Costiera per cumuli di rifiuti. E l'aria nuova che si respira? È forse quella della "monnezza" ? Mai gestito così male il servizio rifiuti".
Ravello nel Cuore: Speriamo che piova - Manifesto Settembe 2011

Confesso che a leggere ancora di crisi da siccità e gestione scoordinata dei rifiuti mi sono preoccupato.
Se da cittadino di Ravello non mi sono accorto dei cumuli di rifiuti ancora nelle strade nonostante fosse stata superata la crisi che ha messo in difficoltà l'intera regione o, addirittura, dell'impossibilità di farmi una doccia e di innaffiare la mia piantina di basilico sul davanzale, allora devo ammettere di essere completamente e definitivamente slegato dal territorio.
La cosa si direbbe grave: vivrò pure a Ravello ma la testa è evidentemente da un'altra parte. Allora, da amministratore "di prima nomina", non potrei far altro che pregare il Sindaco di farmi tornare a casa, o meglio in giro fra le montagne e alla mia corsa quotidiana.
Ma, prima di ammettere una tale deficienza, ho pensato fosse il caso di verificarne la portata. Sono così salito verso gli alberghi posti nella parte più alta di Ravello (e che quindi avrebbero dovuto risentire maggiormente della "crisi da siccità") per capire se le rassicurazioni ricevute sull'assenza di disagi per i clienti me le ero solo immaginate.
Sull'effettivo stato di percezione della realtà mi confortano i proprietari: nulla di particolare rilievo, non più di tre giorni di riduzione della portata, comunque solo in piena notte e fronteggiata dai serbatoi.
Penso, lo faranno per simpatia, se non addirittura per compassione.
Allora cerco al telefono uno dei tecnici dell'acquedotto dell'Ausino: Scusatemi, sono solo un povero assessore in cerca di se stesso, potresti dirmi cosa è veramente successo? Ricordo che ero preoccupato dall'aumentata richiesta di acqua per il grande afflusso di turisti ad Agosto e di aver così inviato un comunicato invitando ad un uso più accorto. Ora mi sembra di capire che ci siano state addirittura file di persone con taniche in mano a rifornirsi alle autobotti... Dall'altra parte silenzio. Ascolto solo un commento in sottofondo: ma questo è proprio scemo...
Continuo la passeggiata. Nella piazze, nelle strade, le aiuole sono piene di fiori. Mi allungo verso i giardini in periferia dove file ordinate di ortaggi continuano a maturare, impassibili alle mie apprensioni. Ne approfitto per assaggiare l'uva fragola di Tommaso che giù al Petrito scavalca rigogliosa il recinto e va sulla strada.. Ottima!
Andando a Scala sento il rassicurante fragore delle piccole cascate del Dragone che mi sembra più intenso dello scorso anno: Il pozzo posto più sopra non è in funzione e una maggior quantità di acqua arriva al fiume.
Nonostante questo mi sovviene il dubbio che la piscina di Villa Cimbrone possa essere in effetti vuota e che, come tutte le altre, sia stata coperta con della carta velina azzurra mentre la figliola (notevole) che sta li al sole altro non sia che la statua di Venere salita fin li dalla grotta.
No, mi dico, amico mio, adesso stai proprio farneticando. Fa attenzione attento al vino e convinciti che, tutto sommato, non hai avuto gravi momenti di dissociazione. Almeno in questi ultimi giorni.
Il nostro acquedotto, per quanto vetusto e sottodimensionato ha sostanzialmente retto. Ma, come scrivevo nel precedente intervento, questo non deve farci sentire tranquilli: Se questa volta le nostre sorgenti più antiche hanno integrato l'apporto dell'Ausino permettendo di fronteggiare il mancato pompaggio dal pozzo di Santa Caterina ciò non significa che saremo in futuro così fortunati. Da qui il mio sollecito, ufficiale, ad una effettiva verifica dello stato di attuazione del piano di salvaguardia delle acque.
Per inciso, è da rilevare che, differenza di quanto accaduto a Ravello lo stesso problema (sospensione cautelativa del pompaggio) costringe tutt'oggi la vicina Scala a razionare l'acqua. Se volessi usare il metodo di valutazione adottato nelle considerazioni di "Ravello nel Cuore" e del gruppo "Campana" dovrei sostenere che Ravello deve essere più che orgogliosa dell'attuale Amministrazione visto che questa si che ha saputo fronteggiare la crisi.
Ma, onestamente, bisogna ammettere che ognuno si ritrova quello che ha ereditato dopo i tanti passaggi di mano in decenni di passate amministrazioni e che meriti e demeriti vanno commisurati allo stato di conservazione delle risorse ricevute. Ma da chi e da quando?
Le targhe in marmo con incise le lettere E.F. precedute da un numero romano che compaiono sui tanti serbatoi e punti di captazione che si incontrano nelle nostre montagne dovrebbero dare di che riflettere anche a chi, come me, non ha molta simpatia per il momento storico rappresentato da quelle due lettere*.
Passo all'argomento principe di tutte le contestazioni ed alle ripetute accuse di assoluta incapacità ed inefficienza.
C'è chi li chiama RSU, altri RRSSUU (visto che sono una pluralità), altri immondizia, nettezza, spazzatura (quest'ultimo chiaramente improprio perché non tutto quello che viene buttato viene anche prima spazzato) ed infine, poiché anche in questo caso c'è chi preferisce un senso spregiativo, "monnezza"
Pur piacevolmente stuzzicato a considerazioni a riguardo, mi limito alle sole cifre. Faccio memoria degli anni del liceo quando, per le valutazioni del professore di italiano sui compiti in classe che ritenevo essere troppo soggettive, arrivai ad adorare la matematica: per ogni equazione bisogna arrivare ad una soluzione dove c'è poco da discutere: o è corretta o non lo è.
Ho aspettato di disporre dei primi dati della raccolta differenziata di Agosto. Quella di Luglio era andata oltre ogni aspettativa nonostante ci si fosse stato solo un maggior controllo, qualche "appostamento" notturno, e una campagna comunicazione con i cittadini. Temevo però che ad Agosto, nonostante il calendario ritoccato per razionalizzare (secondo me) o stravolgere (secondo altri) la raccolta, l'aumento di presenze occasionali nelle ormai tantissime residenze extralberghiere avrebbe ridimensionato i buoni risultati raggiunti.
Mi sbagliavo. E' andata ancora meglio.
Nel 2010 delle 166 tonnellate di rifiuti raccolti a Ravello nel mese di Agosto solo 60 erano costituite dai rifiuti differenziati: 60/166 da una percentuale di differenziazione di circa il 36%, un valore che ritroveremo praticamente invariato fino a Maggio di quest'anno.
Lo scorso Agosto sono state conferite 172 tonnellate di rifiuti, ma questa volta la parte differenziata arriva a 110 tonnellate: 110/172 da una percentuale di differenziazione prossima al 64%
Non è tanto difficile capire che i rapporti si sono completamente invertiti**
Se avessimo mantenuto il vergognoso 36 % dello scorso anno, allora si che le montagne di rifiuti avrebbero riempito il paese. Non di certo le sole buste che purtroppo, ma spero ancora per poco, continuano ad essere abbandonate con fare circospetto in mezzo alla strada da chi proprio non riesce a distinguere la differenza (spero solo nel buttarli) fra un giornale e la coscia di pollo avanzata, e che gli operatori non raccolgono perché non conformi al giorno di ritiro.
Non ci si dovrebbe domandare quale miracolo è successo? Quale cambiamento epocale sarà avvenuto?
Il capitolato è lo stesso del 2007, la ditta la stessa, gli operai idem.
L'amministrazione comunale forse, visto che è diversa?
E' vero l'impegno c'è stato, con controlli costanti se non addirittura pressanti, ma proprio non me la sento di riconoscere a questo nuovo gruppo più di una benevola pacca sulla spalla (e, per quota, parte un buffetto all'assessore responsabile).
Che altro avrà mai fatto se non semplicemente avvisare che da alcuni anni altre materie plastiche, come il polistirolo, si erano aggiunte al PET delle bottiglie di acqua minerale e lo spostare da un giorno all'altro una tipologia di materiale per evitare che materiali riciclabili continuassero a perdersi nell'indifferenziato? Niente di più di un esercizio per gli studenti da risolvere con po' di attenzione e di un pizzico di buon senso.
In effetti nulla di cui ci si possa vantare.
E poi, neanche la forza di imporsi visto che tutta la comunicazione con i cittadini è stata impostata semplicemente sul "si prega" e non sul "si ordina" come invece sono stati costretti a fare altri comuni con risultati probabilmente inferiori: "si prega di seguire il calendario di raccolta", "si prega di non depositare i rifiuti perché non è possibile portarli in discarica".
Se c'è un merito questo va riconosciuto alla nostra comunità, al senso civico dei tanti cittadini che non solo si sono impegnati nella differenziazione per limitare al massimo la produzione di non riciclabili ma che hanno addirittura tenuto per giorni la "monnezza" dentro casa per evitare di dare una immagine indecorosa a questo paese. Così come va riconosciuto all'entusiasmo trasmesso dal titolare del ristorante sotto casa che mi telefona per mostrami orgoglioso una mezza busta contenente i rifiuti non riciclabili di una intera settimana: "ma non c'è quasi più nulla da metterci! "
Per questo sono certo che la raccolta differenziata, con una maggiore collaborazione ed un sistema più razionale di raccolta potrebbe avere ampi margini di incremento (75-80%). Sono anche il primo a sostenere che il servizio di raccolta dei rifiuti è da migliorare perché carente in molte zone, incongruente e contraddittorio per come oggi strutturato ma è quello, che, come per l'acquedotto, abbiamo ereditato.
Ora, anche in comunicati di parte perché "politici" come quello delle opposizioni, non può essere completamente e volutamente distorta la realtà nel tentativo di nascondere gli eveidenti risultati ottenuti nell'arco di soli due mesi grazie alla finalmente ritrovata collaborazione di una intera città e sostenere che "mai è stato gestito così male il servizio rifiuti".
Un minimo di obiettività bisogna averla, altrimenti la credibilità va a farsi benedire: se si vuole discutere con qualcuno bisogna essere credibili, per sperare di ottenerne la fiducia bisogna esserlo ancora di più.
Anche oggi incontro Maurizio durante solita passeggiata. Devo prima però superare lo sbarramento dei suoi cani. Da alcune settimane è un appuntamento quasi quotidiano: "Niente?", gli dico... "ancora niente" mi risponde. Il soggetto, sottinteso, è la pioggia, non nominata quasi per timore di disturbarne l'arrivo.
Maurizio mantiene le sue pecore in un recinto nei pressi del piano del Ceraso. Sta riempiendo gli abbeveratoi con l'acqua che con un pompa porta su da una piccola sorgente più in basso. E' preoccupato. L'acqua sta finendo. Mi domanda se ho incontrato le sue capre più in basso. Di erba lì non ce n'è più e gli animali sono costretti ad andare sempre più lontano per trovarla. Per la fame hanno tirato via anche le radici.
Quella che trovo qui non è più terra, ora è una sottile polvere rossa con cui il vento gioca formando dei mulinelli e ti si incolla addosso. Non l'avevo mai visto da queste parti. Gli chiedo perché non compra del mangime per non farle soffrire di fame: troppo caro, è aumento tantissimo negli ultimi mesi, non ne varrebbe più la pena. L'erba invece è gratis. Quando c'è.
Si, speriamo che piova.
Alla prossima affissione.
Pasquale Antonio Palumbo

* E.F. sta per Era Fascista
**Per i più curiosi questi i dettagli
Nel 2010: 106, 300 tonnellate di "secco", 6, 560 tonnellate di plastica - 9,310 tonnellate di cartone - 13,090 tonnellate di vetro - 30,760 tonnellate di umido
Nel 2011: 62,120 tonnellate di "secco", 8, 380 tonnellate di plastica, 15,260 tonnellate di cartone, 16,980 tonnellate di vetro, 69,300 tonnellate di umido

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