Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Accetta

Ultimo aggiornamento 1 ora fa S. Celestino I papa

Date rapide

Oggi: 27 luglio

Ieri: 26 luglio

Ultimi 3 giorni

Ultimi 7 giorni

Ultimi 30 giorni

Intervallo di date

cerca

Il Vescovado

quotidiano di Ravello e della Costa d'Amalfi


Direttore responsabile: Emiliano Amato

Tu sei qui: SezioniStoria e StorieGaetano l'affetto di una vita

Excelsior Vittoria di Sorrento, quando il lusso vuol dire generosità

Morirono entrambi in mare, Amalfi ricorda Angelo e Timothy

Al Ravello Fesival irrompe la danza: 28 luglio 'Before Break', prima assoluta di Michela Lucenti

Ravello, liquefazione Sangue San Pantaleone c'è ma non è limpida /FOTO

Ailaikit, apre a Minori il primo lounge & wine bar della Costiera Amalfitana

Atrani omaggia il Fai: 29 luglio concerto a San Salvatore de' Birecto

Basket, G.S. Minori Costa d'Amalfi si iscrive al campionato serie C femminile

Papa Francesco in Polonia per Giornata Gioventù con Alitalia e il 'nostro' Rino Anastasio

Domenica 7 agosto al via la terza edizione del Castrum Day

Ravello, alta tensione a Villa Rufolo: duro scontro fra Amalfitano e Cioffi. Vicenda all'attenzione della Fondazione

Michelangelo Pistoletto al Ravello Festival:«Ristabilire le relazioni può risolvere i conflitti»

Paccheri alla ‘ravellese’ nel giorno di San Pantaleone /RICETTA

Amalfi: venerdì 29 luglio è “La notte del Latin jazz” con Simone Sala Quartet e Ilaria Bucci

Vietri sul mare, furgone impazzito rischia di finire nella vallata /FOTO

Ad Agerola anche il parroco è contro Higuain. Durante la Messa: «Quel poveraccio ha avuto una grande proposta e l'ha presa» /VIDEO

‘Genius Loci’: a Minori l’identità locale tra storia e mito nella mostra di Ambrosino

Connectivia seleziona personale per Open Source

Francia: squilibrati tengono ostaggi in una chiesa

Sal De Riso alla ‘Notte dei Maestri del Lievito Madre’: a Parma il panettone si mangia anche d'estate

Scala, Carabinieri sequestrano l'eliporto a San Pietro

Storia e Storie

Gaetano, l'affetto di una vita

Scritto da (Redazione), sabato 14 aprile 2012 07:40:46

Ultimo aggiornamento lunedì 16 aprile 2012 08:29:49

di Secondo Amalfitano - Prima di iniziare a scrivere mi sono chiesto: di chi scriverò? Del mio amico fraterno? Del mio collaboratore fidato? Del mio sostenitore? Del padrino di mio figlio? Del vigile urbano?

Ho provato a raccogliere le idee, i pensieri, i ricordi. Dopo poco ho realizzato che bastava parlare semplicemente dell'uomo Gaetano, senza correre il rischio che un ruolo prendesse il sopravvento sugli altri. Si! La grandezza di Gaetano era questa: saper tenere distinti i ruoli, ma senza mai doverne sacrificare qualcuno a favore di un altro. Lo faceva con estrema semplicità, con il sorriso, con l'ironia sempre pronta. Non è un caso che Gaetano riuscisse a colpire soprattutto i bambini e gli anziani, stabilendo con loro immediatamente un rapporto meraviglioso e riuscendo sempre a conquistarsi la loro fiducia e amicizia.

Ricordo quando l'allora Sindaco Salvatore Sorrentino mi confidò: "ho trovato la persona giusta per fare il vigile...... Gaetano"! Per me fu una sorpresa, però immediatamente realizzai che aveva ragione. Probabilmente Gaetano non avrebbe mai vinto un concorso per vigile urbano ai giorni nostri, ma quelli erano altri tempi. Erano tempi in cui le Amministrazioni potevano "scegliere" i collaboratori con procedure che oggi definiremmo "ad personam". Non esprimo giudizi sul metodo e sul merito, mi limito a constatare che, con quel metodo, Ravello riuscì a mettere su una squadra invidiata da tutta la costiera.

Una squadra che era una vera e propria famiglia, pronta a stringersi e a dare il meglio di sè nei momenti di bisogno: il colera, il terremoto, i nubifragi. In quella famiglia Gaetano aveva un posto di primo piano. La sua abnegazione, le sue capacità, il suo modo di fare erano virtù fondamentali per poter lavorare anche dodici ore di fila, in allegria e serenità. Riusciva a sorprenderti sempre con una trovata, una battuta.

Non ho dubbi! Gaetano era l'ultimo interprete di un modo diverso di servire lo Stato.
La malattia lo aveva immobilizzato, ma nulla poteva impedirgli di seguire ancora le vicende comunali. Era ansioso di sapere novità, di capire meglio un fatto, di avere un anteprima, ma spesso mi sorprendeva perché con il battito degli occhi mi faceva capire che già sapeva quella notizia e mi indicava il computer.

Si il computer che negli ultimi due anni lo teneva collegato con il mondo, gli permetteva di dialogare, esprimere un desiderio, fare una domanda. Quanta gioia vidi sul suo volto il primo giorno che mi accolse con un: ciao Secondo, pronunciato dalla voce metallica del pc che i suoi occhi avevano azionato. Una macchina che gli serviva per tutti tranne che per la moglie: Immacolata non aveva bisogno del pc, lo guardava negli occhi e gli leggeva il pensiero; e Gaetano le diceva grazie.

Un grazie che capivo pure io, i suoi occhi si illuminavano di una luce meravigliosa per ringraziare la sua compagna, il suo angelo custode, il suo tutto. Uno spettacolo unico, bellissimo!

Le prime volte che andavo a fare visita a Gaetano nei primi tempi della sua malattia, pensavo di poter io dare a lui; dopo poco realizzai che era lui a dare me. Cosa? Una carica interiore per affrontare le mie piccole difficoltà quotidiane, un ammonimento a ringraziare quotidianamente Iddio per poter normalmente camminare, parlare, muovere le mani. Così poco? Ecco il grande insegnamento di Gaetano: tutto quello che quotidianamente consideriamo "normale", sono invece doni meravigliosi che dovremmo apprezzare molto di più. Il destino ha voluto togliere a Gaetano questi doni lasciandogli però intatta la voglia di vivere fino alla fine dei suoi giorni.

Grazie Gaetano! Grazie per quanto hai dato a me durante la tua vita "normale", ma soprattutto grazie per quanto mi hai donato durante la tua malattia. Sono sicuro che ora, senza più sofferenza, qualcuno ti starà chiedendo di dargli una mano a dirigere il traffico degli angeli, a preparare una pizza o una grigliata per gli ospiti del paradiso, e, perchè no, a portare un po' di gioia anche ai tanti bambini che prima di te sono volati in cielo.

Galleria Fotografica

rank:

comments powered by Disqus

Ultimi articoli in Storia e Storie

C’era una volta il calcio

di Antonio Schiavo C'era una volta il calcio che si giocava sempre e soltanto di domenica, un rito come la messa del vecchio parroco, il ragù della nonna e la "guantiera" di paste. Oggi, tra anticipi e posticipi, la domenica sei costretto a passarla tra i mobilacci dell' IKEA. C'era una volta il calcio...

Holly e Benji, il cartone animato più amato (e incredibile)

Al di là delle sollecitazioni provenienti dalla cronaca quotidiana o dalla politica, ovvio e fisiologico 'tributo' che la stampa deve pagare alla necessità di rendersi visibile ed appetibile al pubblico di tutti i giorni, un portale che si rispetti deve assecondare le esigenze dei propri lettori nel...

Quel giorno a Positano con Francesco Cossiga

di Sigismondo Nastri* Ho un ricordo caro, ricco di simpatia, di Francesco Cossiga. Egli venne a Positano il 15 luglio 1991 (mi accorgo ora, scrivendo, che son trascorsi venticinque anni) e vi si trattenne fino a pomeriggio inoltrato. Difficile che me ne possa dimenticare. Seguii la visita come cronista...

Tommaso Aniello d’Amalfi: Masaniello, l’eroe del popolo napoletano, per sempre simbolo di rivolta e riscatto

«Tu ti ricordi, popolo mio, come eri ridotto?» è la domanda, rimasta proverbiale, pronunciata da Masaniello, ai suoi detrattori, prima di morire. Era il 16 luglio del 1647 e il capitano generale del popolo napoletano, dopo aver conquistato il potere soltanto nove giorni prima, veniva ucciso. Nel giorno...

Diego De Silva: "Una traduzione dal bambino", il ricordo della prima volta a Ravello

di Diego De Silva (per Ravello Festival) Di Ravello, la prima volta che ci sono stato da bambino, non ho capito la bellezza. Per me fu un posto come un altro, visto di passaggio, per un giorno o forse due, non ricordo neanche in quale occasione (la memoria infantile è fatta soprattutto di fotogrammi...

27 giugno 1946: quando gli Amalfitani si ribellarono alla Chiesa portando Sant’Andrea sulla spiaggia

di Sigismondo Nastri Monsingnor Ercolano Marini si dimise da arcivescovo di Amalfi nel 1945 e si ritirò a Finalpia, in una casa di riposo per sacerdoti anziani, dove si spense cinque anni dopo. Al suo posto, nella primavera del 1946, la Santa Sede nominò Mons. Luigi Martinelli, che purtroppo morì prima...