di Amalia Mostacciuolo* - "Dove sono i colori? Il verde, l'azzurro sono scomparsi e al loro posto c'è una grande nuvola grigia. Oh no, ma dove sono capitata? Ma questo non doveva essere il paese delle meraviglie? Non lo riconosco più! Sono io ad aver sbagliato mondo, o è questo mondo che è sbagliato?"
Queste sono le parole che Alice, personaggio nato dalla penna dello scrittore inglese Lewis Carrol, pronuncerebbe nel compiere un viaggio nel nostro pianeta. Queste domande si son fatte avanti anche nei pensieri dei ragazzi della I C della scuola secondaria di primo grado e gli alunni delle classi IV e V della Scuola Primaria di Scala quando, rispondendo all'attività proposta dal progetto Paideia per una cittadinanza consapevole, si sono imbattuti nella lettura di Alice nel paese delle meraviglie, propedeutica ad un laboratorio teatrale.
La riflessione è nata subito spontanea: qual è per noi il paese delle meraviglie e quali sono le caratteristiche del meraviglioso? Sicuramente la Terra, ma per essere veramente tale essa dovrebbe godere del rispetto di tutti, affinché ognuno vi possa vivere in modo incantato, quasi incontaminato, come il mondo abitato da Alice.
La storia di Alice ha particolarmente interessato i ragazzi, in quanto racconta le avventure di una bambina che scappa dal proprio mondo fatto di convenzioni, forzature, regole imposte dagli adulti e si catapulta, attraverso il sogno e la fantasia, in un'altra dimensione, dove tutto è rovesciato, quasi un mondo allo specchio.
Qui incontra personaggi buffi quali il Bianconiglio, che con il suo senso dell'urgenza sollecita continuamente Alice alla ricerca, il Brucaliffo che pone numerosi interrogativi e alla fine si trasformerà in farfalla, simbolo di ogni rinascita, lo Stregatto visibile e invisibile, il Cappellaio Matto che sembra aver litigato con il tempo, il Leprotto Bisestile che non riesce a formulare frasi di senso compiuto e ha uno strano modo di riparare gli orologi, la Regina di Cuori, antipatica e crudele, che giudica tagliando le teste, limitando la libertà altrui.
Ogni personaggio è, dunque, una rappresentazione simbolica della realtà, una caricatura delle convenzioni del mondo adulto che appare stravolto e basato sul non senso e sul non tempo. La stessa protagonista è la metafora di ogni adolescente che, posto in contrapposizione con il proprio mondo, non riesce a trovare la giusta dimensione: troppo grande per essere bambina, troppo piccola per essere adulta; ecco allora che si tuffa in un altro mondo che, per quanto strano, la aiuta a riflettere e a capire e alla fine a diventare grande.
La storia è raccontata con un linguaggio particolare, infarcito di filastrocche e brevi componimenti in versi, costruiti con parole messe insieme in modo strano, che si avvicinano sia al mondo dei fanciulli per la dimensione ludica, sia a quello degli adulti, per la necessità di interpretarli e darvi un senso logico.
Nel racconto un ruolo centrale viene dato al corpo che subisce continui cambiamenti, si allunga e si rimpicciolisce, scompare e riappare, in cerca di una giusta dimensione. Il corpo è materia che si plasma e trova il giusto equilibrio quando è in armonia con ciò che lo circonda. Ed è il corpo che diventa protagonista nell'esperienza teatrale. In questo percorso gli alunni sono stati guidati dalla regista Paola Carbone, professionista preparata e molto simpatica.
Con tanto entusiasmo, attraverso uno studio preventivo fatto di giochi, disegni, prove di canto, di suono e di gestualità, ha assegnato un ruolo ad ognuno di essi. La parte di Alice è stata interpretata da varie alunne, tra cui Rosa e Gaia; i panni dei conigli sono stati indossati da Simone, Luca, Riccardo e Pierluigi, il Cappellaio è stato interpretato da Alessandro e Gianluigi; tra i personaggi minori compaiono gli invitati al banchetto (Nicola) e i giardinieri (Pierluigi, Nicola, Riccardo e Simone).
L'impegno e l'entusiasmo di tutti è stato massimo e la chiesa di Minuta, dove è stata inscenata la rappresentazione il 23 maggio, si è trasformata in un vero e proprio teatro a cielo aperto dove per una sera si sono congiunti sogno e realtà.
*docente presso l'Istituto Comprensivo di Ravello-Scala