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Narrazioni testuali e installazioni multimediali rianimeranno la “domus” di Minori

Scritto da (Redazione), giovedì 26 aprile 2012 18.55.51

Ultimo aggiornamento domenica 29 aprile 2012 22.15.37

Restituire accessibilità, significato e vita ai monumenti disabitati arricchendoli di aspetti innovativi. E' questo l'intento che anima il progetto "Ozi Marittimi - storie sensibili nelle "Villae" Romane della Costa d'Amalfi", ideato dal Comune di Minori e finanziato da Regione Campania e Soprintendenza ai Beni Archeologici, attraverso cui si rianimeranno, con installazioni multimediali fatte di suoni e di immagini capaci di trasformare il visitatore in protagonista, i luoghi simbolo dell'otium in Costa d'Amalfi. A cominciare dalla Villa Marittima Romana di Minori, la straordinaria domus che sorge al centro del paese e che come tutte le vestigia dell'antichità di Roma, si presenta come "ossa senza carne".

Sovvertire questa teoria del Raffaello contenuta in una lettera indirizzata a Leone X sulle rovine di Roma, per restituire quindi un corpo all'anima, è stato il lavoro intrapreso in questi mesi dagli sviluppatori del progetto che hanno avviato un'attenta fase di studio, curata dall'archeologo Simone Foresta, attraverso cui si è giunti alla produzione di percorsi multimediali, tutti ideati e progettati da Studio Azzurro per valorizzare i siti archeologici e accreditarli a pieno titolo nei circuito dei grandi attrattori turistici.

"Con questo progetto si è cercato di ridare la parola a chi non ce l'ha più" ha esordito la Soprintendente, Adele Campanelli nel corso della presentazione del progetto svoltasi a Salerno alla presenza dei sindaci di Minori e Vietri sul Mare (Andrea Reale e Francesco Benincasa), due dei quattro comuni, insieme con Tramonti e Positano, che rientrano nel programma di valorizzazione finanziato in parte con fondi Por.

"Il progetto nasce da una felice intuizione del sindaco di Minori che si è adoperato per accendere una luce su quel monumento con l'intenzione di riportare la vita in quei luoghi - ha aggiunto la Campanelli - Luoghi disabitati ma che appartengono al patrimonio di tutti e seppur privi di significato custodiscono comunque un'anima. Con Ozi Marittimi abbiamo inteso ridare la parola a chi non l'aveva più attraverso un lavoro di studio e di ricerca che ha consentito di sviluppare quei segmenti artistici e tecnologici che rappresentano l'elemento di attrazione e di valorizzazione".

Il visitatore, dunque, diventa protagonista principale del contesto archeologico e avrà l'occasione di tuffarsi nella realtà dell'età in cui la Villa godeva di massimo splendore. Si potrà inoltre accedere agli spazi della scena e a quelli della parte museale interna della villa, interagendo con le installazioni e con le immagini video, complete di suoni e parlato, che potranno essere attivate dai visitatori stessi. Un percorso interattivo permanente che prevede un'installazione nella stanza della musica (in cui sarà visibile una sintesi dello spettacolo che sarà messo in scena domenica 29) ed una nel triclinio dove si potrà osservare il flusso dell'acqua dell'antica fontana.

"Dare slancio a una emergenza archeologica per attrarre i flussi turistici nazionali e internazionale accreditandosi nei circuiti che contano come modello di innovazione tecnologica - ha poi aggiunto il Sindaco di Minori, Andrea Reale - La multimedialità vuole dare un senso ai resti dell'antichità romana in Costa d'Amalfi, dove grazie a questo progetto si allestirà un percorso unico in cui saranno comprese le altre vestigia di Positano, Vietri sul Mare e Tramonti per creare un unico circuito capace di rappresentare un autentico polo di attrazione".

L'ingresso della multimedialità nell'archeologia, per incrementare la fruizione dei monumenti, avverrà con uno spettacolo-evento che andrà in scena domenica 29 aprile, rigorosamente al tramonto (ore 19,30 circa) nel complesso della Villa Marittima Romana di Minori. Continuum Vitae, questo il titolo dello spettacolo progettato e realizzato da Studio Azzurro, è suddiviso in quattro momenti: il mattino, il mezzodì, la sera e la notte ed avrà luogo nel Patio della Villa Romana, occupando in particolare il Viridarium, il Ninfeo, il Triportico, la zona dell'ingresso della Villa in prossimità dell'arco e alcuni spazi interni del piano terra. Nella suggestiva cornice della Villa marittima, si susseguirà un continuum che avrà l'intento di evocare la vita dell'epoca, attraverso suoni e immagini. Queste ultime, proiettate, riproporranno gesti quotidiani: servi e patrizi si avvicendano nella narrazione, permettendo allo spettatore di immergersi nella vita quotidiana della Villa dove sarà possibile assistere anche al rito della preparazione del banchetto, al convito e alla tempesta notturna.

Composto da una narrazione testuale e da una installazione multimediale partecipata lo spettacolo evocherà, rigorosamente al calar del sole, la vita dei nobili romani sulle sponde della Costiera Amalfitana, attraverso la scansione del giorno e della notte, per "configurarsi come sfondo di una narrazione che porta in scena le abitudini di un tempo lontano".

"Le radici del racconto sono l'accoglienza e il la cura del territorio - ha spiegato Leonardo Sangiorgi di Studio Azzurro - Elementi radicati che vanno indietro nel tempo. Sono queste le essenze del progetto. Virtù che non si sono disperse ma che al contrario continuano. Virtù che sono trattenute nei muri e nelle pareti in cui hanno avuto origine. Semplici essenze, insomma, che visivamente portano alla luce qualità virtuose di quel luogo e di quel territorio. Di qui, il titolo Continuum Vitae attraverso cui si racconteranno le storie che si raccontavano. Il tutto avverrà attraverso una messa in scena di carattere teatrale con automatismi di qualità tecnologica avanzata. Il complesso, anche senza la presenza di attori, attraverso dei sedimenti costituiti da installazioni a disposizione del pubblico, consentirà ai visitatori di partecipare alla messa in scena. Proprio come vivevano i proprietari delle ville: dall'alba alla notte. E non mancheranno anche colpi di scena come l'apparizione di una divinità".

La partecipazione di Studio Azzurro al progetto di rilancio del sito archeologico, che prevede anche una serie di investimenti per il recupero strutturale dell'antico complesso, non sarà limitato alla produzione del solo spettacolo ma garantirà l'allestimento permanente di un percorso espositivo, interattivo e multimediale.

Lo spettacolo
Gli spettatori avranno modo di assistere dapprima ad una rappresentazione che vede protagonisti sei attori, che agiscono inizialmente da servi di scena, apportando elementi scenografici alle proiezioni, e che diventano poi commensali del banchetto, mentre poeta, musici e ballerine entreranno in scena sugli schermi come silhouette tipiche di un teatro d'ombre.

Il mattino vede compiersi l'offerta rituale ai Lari, protettori della casa: piccoli gesti richiamano i costumi dell'epoca a inizio della giornata e in prossimità di un viaggio e si assiste anche al vociare del porto, ai commenti dei viaggiatori e anche al viaggio in barca per raggiungere il sito. I velari mossi dalla brezza lasciano spazio ai pensieri piacevoli e all'ozio. Le silhouette molto precise, le attività, le luci raffigurano tutti gli aspetti della cultura del tempo. Nel pomeriggio la preparazione del cibo, prologo della festa, è accompagnata dalla lettura delle ricette. Durante la sera, quando i figuranti si trasformano in commensali, l'esperienza del banchetto entra nel vivo: musica, danza, virtuosismi, versi e lazzi poetici coronano il convito. Infine arriva la notte, con la tempesta e la rivelazione della divinità.

Studio Azzurro
E' un gruppo di ricerca artistica che da trent'anni indaga le possibilità poetiche ed espressive dei linguaggi tecnologici attraverso un'estetica relazionale che ha attenzione per le conseguenze sociali. Progetta e realizza videoambienti, ambienti sensibili, spettacoli teatrali e film, mostre e musei di narrazione con l'obiettivo di aprire un dialogo e un confronto con la gente e recuperare aspetti materiali e immateriali della memoria. Indaga i valori della memoria, del territorio, proponendo l'arte come strumento di apprendimento ed interazione, con la sua proprietà evocativa in un'esperienza originale.

Crea nuove modalità di dialogo tra territorio e persone, presentando opere e laboratori che siano luoghi di relazione, valorizzando l'unicità del bene comune, l'etica del luogo, per suscitare nel pubblico amore, cura e rispetto.
I percorsi multimediali, le video-installazioni, i laboratori e workshop realizzati hanno permesso e permettono di applicare le nuove tecnologie nel campo dell'arte e di approfondire l'esperienza virtuale e contestuale, incoraggiando un atteggiamento partecipato e consapevole. Gli ambienti museali e le esperienze didattiche si configurano, quindi, come luoghi di sperimentazione e condivisione.

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