di Alessandro Di Palma* - Talora si enunciano principi non corrispondenti alla realtà.
Talora la politica pontifica in maniera verbale ma non fa seguire alle chiacchiere la concretezza.
Questo per significare che solo la cultura può esorcizzare e fugare la violenza.
Solo la cultura può e deve formare cittadini degni di tale nome.
Ieri mattina nel Santuario dei Santi Cosma e Damiano di Ravello, in occasione della presentazione del libro " Vittima di Mafia " di Salvatore Ulisse di Palma con prefazione di Pietro Grasso e testimonianza di Adriana Musella, abbiamo toccato con mano la certezza che l'impegno paga e trova riscontro.
C'era Ulisse di Palma , mio padre, medico -scrittore, profondamente commosso e, forse inconsciamente soddisfatto perché vedeva l'estrinsecazione del suo impegno politico - sociale.
Giocava in casa e, questo, rispetto alle altre presentazioni del libro, sono convinto, contribuiva a dargli più peso ma, anche lo rendeva più felice.
Lì, in quel sacro luogo, non veniva solo presentata l'opera letteraria ma c'era la concretezza di un lavoro certosino voluto dal preside Prof. Vincenzo D'Onofrio e dalla Prof.ssa Elena Landi che per un mese sono riusciti ad abbattere le grigie mura di una scuola, trasformando la stessa, come già in altre occasioni, in spazi aperti, laboratorio, campo di ricerca.
E, se fossimo titolati ad esprimere un giudizio, questi non potrebbe che essere stupendo, magnifico, sublime...
I giovanissimi protagonisti, hanno fatto propria la tessitura dell'opera letteraria, l'hanno fagocitata, hanno imparato, soprattutto, che certe morti non sono mai vane, che il cammino di una società è lungo e lastricato di sacrifici ma, alla fine, la forza del bene e dell'amore deve e comunque vincere.
A conferma di tutto questo c'è stata la presenza ed il colloquiare di due amici, che l'impegno politico, per certi aspetti, ha diviso, ma che ieri hanno mostrato la capacità di saper dialogare e di sapersi incontrare.
Talora il bene comune riesce ad operare questi "miracoli" e , ieri, il sindaco Paolo Vuilleumier e in consigliere di minoranza Salvatore Ulisse di Palma si sono ritrovati, hanno parlato ai giovanissimi del paese con un linguaggio comune, hanno dato testimonianza che quando si è liberi, quando si è buona fede, quando non ci sono pressioni esterne, si può, anzi si deve percorrere un tratto di strada assieme, nell'interesse unico del bene della comunità.
Il momento di ieri mattina, guarda caso , in quel Santuario dei Santi martiri Cosma e Damiano, deve avere un valore pedagogico, in questo momento di crisi di valori, di crisi economica, di incertezze, noi giovani dobbiamo saper discernere, in autonomia, fra il bene ed il male ed imboccare l'unica strada che porta al benessere anche a costo di doversi ribellare, anche a costo di sacrifici.
Le vittime delle Mafie non sono morte invano, con i loro esempi hanno insegnato anche ai giovani di Ravello che onestà, altruismo, ricerca di giustizia, alla fine, pagano.
*studente presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Napoli