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Gaetano, il Vigile che parlava l'inglese

Scritto da (Redazione), venerdì 13 aprile 2012 19:10:43

Ultimo aggiornamento lunedì 16 aprile 2012 08:32:10

di Salvatore Sorrentino - Era l'anno 1974, io ero sindaco a Ravello, tentavo di creare un organico del personale degno della nostra città; quello che avevo trovato era formato di sole nove unità.

I Vigili in servizio erano il Comandante, piuttosto avanti in età, e due giovani, entrambi provvisori, entrambi di bella presenza; uno tuttofare, soprattutto autista, per tutte le esigenze, specie quelle da svolgere in velocità; e uno che parlava tedesco ed era pure addetto ai servizi igienico-sanitari.

Mancava un vigile che parlasse inglese, necessario in Piazza, per soddisfare le esigenze turistiche della città.

Chiesi che mi si trovasse una persona che avesse il titolo di studio previsto dalla legge, che fosse di bella presenza, che parlasse correntemente l'inglese.

Fu così che chiedemmo a Gaetano se volesse accettare l'incarico. Fu così che il comune di Ravello si dotò di un altro grande lavoratore, di bello aspetto, disponibile, gentile, che avesse cioè tutte le qualità di una persona che deve rappresentare la città a coloro che arrivano alla Piazza principale. Ma soprattutto che parlasse inglese (nella foto con Chelsea Clinton).

Questa sua qualità è stata poi utilizzata, molto più tardi, allorché si dovette conversare, per telefono, con l'impresa americana di Filadelfia, incaricata di far rientrare a Ravello le spoglie mortali di un giovane, che era deceduto negli USA, in un tragico incidente.

Con Gaetano si formò in Piazza un trio di ragazzi, invidiatici da tutti per la loro disponibilità, la loro competenza, il loro amore per Ravello e, anche, perché no, per la loro bella presenza fisica. Ricordo che alcune mie colleghe di scuola mi dicevano che venivano volentieri e spesso a Ravello, per il piacere di incontrare e conversare con questo trio di bei ragazzi, capaci anche di dare informazioni nelle varie lingue straniere. Tutti e tre si arrangiavano anche in francese.

Ma Gaetano, in particolare, è stato conosciuto e amato soprattutto per la sua giovialità, per la sua bontà d'animo, per il suo naturale senso dell'ironia; non posso dimenticare un episodio, che m'è rimasto impresso come il simbolo della sua finezza. Un giorno passava, per la Piazza, una vespa 50, con ben tre persone a bordo; una persona disse: "Gaetano, vedi, quelli, vanno a tre sul motorino!", per significare che doveva multarli. E Gaetano, serio e imperturbabile, risponde: "E che me ne importa; mica è mio il motorino".

Io, così ho voluto sempre ricordarlo, così voglio ricordarlo. E, confesso, pubblicamente, questa mia mancanza: non ho avuto mai il coraggio di andargli a fare visita; non me ne vogliano i familiari, soprattutto la sua grande moglie: non ho voluto perdere questo bel ricordo.

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